PIANO B

Noi due. Dalle mail al matrimonio, passando per la convivenza.


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(non) ce la possiamo fare

[questo post giaceva in bozze da giorni, ma la situazione al momento non è cambiata. i takarabako ufficialmente si prendono una pausa estiva, vedremo se e quando torneranno. per il resto… chi (soprav)vivrà vedrà]

collagesummer

Fa caldo.
La casa è una Cambogia, ci alziamo al mattino e sembra che siano esplose delle bombe al napalm. I ladri tornerebbero indietro pensando di essere arrivati per secondi.
Siamo stanchissimi, pieni di lavoro e di impegni e decisamente carenti di sonno. Tranne una breve pausa pugliese di vacanza mista a lavoro, praticamente non si prevedono giorni o weekend liberi all’orizzonte.
Nel mezzo, tra meno di un mese, un trasloco. Ho riempito quattro o cinque scatole ma guardandosi intorno qui in casa lo sforzo non si nota. È ancora tutto inesorabilmente pieno di cose (ma quante cose accumuliamo? ma quante cose esistono?).
Stiamo viaggiando con il carburante di riserva e ci ripetiamo come un mantra che va bene così, sperando che la spia lampeggiante non diventi fissa e la macchina non si spenga. Perché sarebbe un gran casino, ecco.
Teniamo botta creando piccole isolette di cose belle.
Tipo andare a mangiare la pizza al lago invece che prenderla d’asporto sotto casa, dopo una domenica rinchiusi in casa davanti al computer con le serrande abbassate per non far entrare il caldo. Tipo farsi un regalo e ordinare dei sandali americani dall’Inghilterra, o una bellissima rivista che dedica un numero al Giappone. Tipo cucinare la soba fredda e preparare la tavola alla giapponese, anche se in realtà andresti avanti d’inerzia a yogurt e frutta.
E ognuna di queste cose si merita una foto veloce, un “cogli l’attimo” per poi ricordarlo e condividerlo.
Ho comprato un braccialettino di stoffa che dice “il bello ci salverà”.
Speriamo.


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宝箱 ::takarabako 26::

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  • iniziare bene la settimana il lunedì mattina facendo un colloquio che forse più avanti potrebbe portarmi un’opportunità lavorativa (o forse no, ma è stato bello anche solo trovarmi di fronte a un interlocutore interessato e propositivo);
  • aiutare l’amica F facendole delle riprese che le servono per un corso e, con l’occasione, rivedere dopo un sacco anche la cara Comida e farsi una bella session di chiacchiere;
  • tentare a yoga la posizione capovolta sulla testa e quasi riuscirci (with a little help from my friends);
  • cucinare i gyoza preparati dalla signora Kobayashi e riuscire a farli venire belli croccanti;
  • G che lavora ai nuovi video degli sposi 2013;
  • il mercato contadino, finalmente con l’insalata;
  • scoprire nuovi utenti da seguire su Instagram, per curiosare nelle vite semplici di persone da tutto il mondo;
  • andare come videomaker al matrimonio di un’amica dei tempi dell’università che non vedevo da anni… e sentirsi anche un po’ invitati;
  • decidere dopo un po’ di dubbi quale sarà la nostra prossima casetta;
  • torta fatta in casa per colazione e pranzo con salsiccia, polenta e patate al forno dai miei, che ci viziano sempre quando andiamo a trovarli;
  • mia mamma che mi spunta i capelli scalati che non stavano più;
  • la città un po’ più vivace del solito per il Festival dell’Economia;
  • conoscere una delle prossime coppie di sposi, venuta a trovarci apposta domenica pomeriggio;
  • trovare chiuse entrambe le pizzerie sotto casa domenica sera e ordinare per la prima volta in vita nostra (anzi no, io l’avevo fatto in Giappone) la pizza a domicilio come nei film.


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宝箱 ::takarabako 25::

takarabako25

Il nuovo aggegio dotato di Instagram mi sta aiutando molto a “tenere il conto” delle piccole cose da conservare nella mia takarabako… che ora è anche più colorata.
Con la reflex non riuscivo a catturare tutta questa quotidianità, cosa che invece è molto più comodo fare con l’aggegio portatile. E per chi mi ha chiesto come seguirmi su questo ennesimo social network, mi trovate qui.

Riguardando ora le foto, quante cose nella settimana appena trascorsa:

  • andare per la prima volta in bici a yoga (di solito uso l’autobus) approfittando della mattina di sole;
  • la lezione di yoga con un primo approccio alle posizioni capovolte;
  • sempre a proposito di yoga, la vostra partecipazione al mio post (spero di riuscire a scrivere presto la seconda puntata);
  • improvvisare un pranzo al parco: quel giorno G era impegnato e avrei pranzato sola a casa, ma terminato l’incontro di yoga la giornata era troppo bella per chiudersi dentro, così ho comperato un trancio di torta salata e un tè freddo al panificio e ho improvvisato un pic-nic al parco (per quest’idea che mi ha messo il buonumore ringrazio Daniela che inconsapevolmente me l’ha suggerita raccontando spesso dei suoi pranzi al parco, ma anche LaWoodstock che tempo fa qui nel blog scrisse che bisognerebbe fare qualcosa di “diverso” ogni giorno);
  • la scorta di ingredienti giapponesi al negozietto di alimentari etnici;
  • G che si appassiona sempre più a un’arte marziale che ha da poco iniziato a praticare;
  • guardare insieme un vecchio film western con Clint Eastwood;
  • il pranzo e le chiacchiere con un’amica del mio paese che non vedevo da tantissimo;
  • gli ichigo daifuku a merenda;
  • due libri nuovi che un’amica mi ha gentilmente procurato al Salone del Libro di Torino;
  • una cenetta casalinga di ispirazione asiatica: fettine di carpaccio alla salsa di soia, patate dolci viola al forno, spinaci con sesamo;
  • i nuovi post da CF Family Tester;

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  • un nuovo piccolo arrivato, dopo essere stato tanto atteso, a casa di una cara amica;
  • andare in Toscana per un matrimonio da riprendere e la sera prima cenare e farsi una passeggiata in Piazza del Campo a Siena;
  • il piccolo borgo dell’albergo in cui abbiamo soggiornato e l’accogliente saletta (la camera lo era già un po’ meno, ma va be’);
  • le due colazioni in albergo con doppia brioche più fetta di torta fatta in casa (io, G ha più ritegno);
  • i banchetti delle mie amiche creative a un mercatino locale (una lo racconta qui) e i miei acquisti (due collane – una di lana e una di bottoni- e una cartolina illustrata).


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宝箱 ::takarabako 24::

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  • giocherellare con il melafonino;
  • inaugurare il mio account su Instagram (non si era notato?);
  • un pranzo al ristorante messicano, con due amiche e una bimba;
  • i dolori alla spalla che sembrano finalmente passati dopo qualche settimana;
  • il tè del pomeriggio, una delle scarse consolazioni per questa primavera piovosa e freddina;
  • l’ultima lezione del corso di giapponese, con il test finale;
  • la cena al ristorante asiatico con i partecipanti al corso;
  • la tipa del ristorante che ormai mi conosce e regala a tutti un portachiavi con una bambolina giapponese;
  • uno strudel fatto in casa mangiato al Cafè de la Paix, durante la “lezione” a due di giapponese del venerdì;
  • lavorare in due al nostro secondo matrimonio della stagione, sentendoci sempre più una squadra;
  • la coppia di sposi: due persone interessanti, cosmopolite, innamorate e piene di vita;
  • dopo 18ore18 di riprese al matrimonio, dormirne 10, alzarsi a mezzogiorno e godersi con calma un bel brunch con cinnamon toast, Earl Grey, yogurt, frutta e miele;
  • un articolo sulla nostra associazione italo-giapponese nella pagina culturale di un quotidiano locale;
  • pulire le sedie del terrazzino, così sono pronte per quando si deciderà ad arrivare la primavera.


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lo yoga, per me :: prima puntata

yoga

Da più di un anno, ormai, mi faccio un regalo tutti i mercoledì mattina.
Prendo l’autobus alle 9 e vado dall’altra parte della città all’incontro di yoga (ché non mi piace chiamarla lezione).
Da anni mi incuriosiva questa disciplina, ma non avevo mai trovato l’occasione giusta per provare.
Trovavo i volantini, gli annunci delle lezioni prova, ma non mi ispiravano. La maggior parte mi parevano troppo spiritual-new-age: ho già abbandonato una religione, non sono alla ricerca di un’altra, grazie. Oppure, al contrario, troppo fitness: non cercavo nemmeno una competizione di pance toniche e piatte (che tra l’altro perderei clamorosamente) o una sfilata di pantayoga ultimo grido.
Finché per caso mi hanno consigliato gli incontri di un’insegnante, così dopo un po’ mi sono decisa ad andare a una lezione e l’insegnante non era quella… Ma senza alcun dubbio era quella che stavo cercando.
Dev’essere stata la voce, forse. Perché bisogna saperci fare per dire certe cose o guidarti nel rilassamento senza sembrare (o peggio, farti sentire) ridicola. Oppure l’atmosfera di accoglienza, in questo gruppo di sole donne, una mia coetanea, il resto di mezz’età (si dice così?). Tutte signore sorridenti e alla buona, serie nella pratica ma senza troppe menate. E rigorosamente in tenuta “roba comoda da casa”, appaiata un po’ a casaccio.
Non mi sono mai sentita né osservata né, soprattutto, giudicata.
E ho iniziato.
 
(continua nella prossima puntata, perché se aspettassi di trovare il tempo per scrivere tutto in una volta non lo leggereste mai…)
 
Chi di voi lo pratica, come ha iniziato?


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宝箱 ::takarabako 22 e 23::

La settimana è iniziata all’insegna del mal di testa domenica sera, ma è migliorata con un lunedì di sole.
Sbaglio o sono in arretrato con due settimane di cose belle? Rimedio subito…

panekobayashi

  • la signora Kobayashi con il suo carico di panini;
  • conoscere un gruppo di ragazze e ragazzi giapponesi che studiano in città e coinvolgerli nelle attività dell’associazione;
  • tornare a yoga dopo due settimane di pausa;
  • comprare due piantine aromatiche per il balcone al mercatino dei contadini;
  • mia mamma che mi dà una mano con il cambio armadi;
  • mio papà che ci aggiusta la lavatrice;
  • il nuovo libro di Zerocalcare;
  • trovare finalmente un melafonino usato a un prezzo decente;
  • organizzare una serata culturale con l’associazione italo-giapponese e contare una cinquantina di presenti, nonostante fosse lunedì;
  • conoscere la nuova bimba italo-giapponese di un’amica e portarle in regalo delle scarpine di stoffa commissionate a un’altra amica;

ciabattinesandra

  • tagliare dei ciclamini dalla pianta ormai quasi sfiorita e metterli in un vasetto per rallegrare la tavola;
  • i nuovi numeri di The Simple Things e Casa Facile;
  • girare un video Save The Date in un posto bellissimo con una coppia innamorata e felice;
  • conoscere via Skype due coppie di cui faremo il video di matrimonio;
  • le canzoni dei Lumineers fatte da G con la chitarra.

 


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5 anni fa…

WordPress mi ha ricordato che mi sono registrata per la prima volta esattamente 5 anni fa.
5 anni fa avevamo deciso di andare a vivere insieme e mi era venuta voglia di raccontare questa nuova avventura in un blog. 5 anni fa, a quest’ora, stavamo cercando appartamento in affitto.
Dopo 5 anni, stiamo di nuovo cercando appartamento in affitto.

Da quando lavoriamo entrambi a casa, i 60mq lordi ci stanno un po’ stretti.
Lavorare, mangiare e passare i momenti di relax nella stessa identica stanza è un po’ alienante e non è bello che nello stesso minuscolo ripostiglio convivano le scorte di cibo, il cesto dei panni sporchi, i detersivi e… le attrezzature professionali. Per non parlare dell’accumulo di oggetti, ché qui col minimalismo non ci siamo ancora ma non abbiamo comunque l’ambizione di partecipare come protagonisti a Sepolti in Casa.
Ci serve una stanza in più. Per farne il nostro studio.
Così, eccoci di nuovo alle prese con annunci, telefonate, visite a potenziali appartamenti, decisioni su quanto lontani dal centro città siamo disposti a spostarci, spese condominiali, agenzia sì agenzia no, soloaltamentereferenziati.
Ce la faremo entro giugno a trovare un nuovo posto da chiamare “casa”?


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宝箱 ::takarabako 20 e 21::

Ci siamo presi una settimana di riposo.
Che per noi è significato andare in trasferta a Udine per il consueto appuntamento con il FEFF.
E la scatolina, così, si è riempita di cose un po’ diverse dal solito…

colazionebnblacasetta

  • una chiacchierata con il mio kebabbaro di fiducia;
  • la cena di compleanno di un’amica al ristorante indiano;
  • il video del matrimonio in Toscana e sapere che gli sposi hanno apprezzato e si sono commossi;
  • chiudere a chiave la porta e partire per il FEFF, dopo il nervosismo e le corse per finire tutto in tempo il giorno prima;
  • i 16 film giapponesi, cinesi, coreani, hongkonghesi (G ha iniziato a parlarne sul suo blog Cineddoche, seguitelo se volete saperne di più);
  • le abbondanti colazioni con croissant e pane fresco (vedi foto) ogni mattina al b&b La Casetta che ci ospita ormai da 6 anni;
  • dormire, dormire, dormire sotto il piumone del b&b;
  • ritrovare lei dopo un anno e le “solite facce” da FEFF;
  • un nuovo locale carino a Udine dove fare merenda (quest’anno, abbiamo sperimentato il gelato e un’ottima torta alla ricotta e fagottino alle mele);
  • il sushi inaspettatamente squisito da Sosushi, preparato da un esperto cuoco giapponese in trasferta a Udine per l’occasione;
  • la cena al ristorante arabo;
  • la shopper del festival;
  • questo libricino acquistato allo shop del FEFF per me e la t-shirt del festival per G;
  • finire le 921 pagine di Villa Metaphora di De Carlo e poter finalmente iniziare un nuovo libro, quello di Oe Kenzaburo;
  • essere i primi non parenti a sapere che una coppia di carissimi amici si sposerà quest’autunno.


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宝箱 ::takarabako 18 e 19::

E’ come se, da quando ho iniziato con queste mie takarabako, le giornate avessero preso corsa riempiendosi sempre di più. Tanto che non riesco neanche ad appuntarmi tutte le cose belle e, ahimè, a trovare il tempo per fermarmi a scriverle il lunedì.
Forse senza accorgermene mi lamento meno e quindi combino di più? Non lo so, ma voglio credere che sia così!
E adesso via con un mix di sicuro incompleto delle ultime due settimane…

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  • mangiare le “radicele” raccolte e cucinate dai miei;
  • scoprire l’esistenza del toporagno elefante e innamorarcene, grazie al film-documentario One Life (ne parla G qui);
  • ricevere finalmente un pagamento arretrato da mesi;
  • partecipare come Origami Videography a un piccolo ma curato evento wedding: allestire il nostro tavolino con il materiale promozionale, conoscere altri giovani professionisti del settore, incontrare coppie che si fermavano ad ammirare i nostri video;
  • i nuovi post sul blog dei CF Family Tester;
  • un invito a cena al ristorante cinese da parte di un mio ex studente di giapponese e il suo ragazzo, per festeggiare la laurea di quest’ultimo;
  • la natura che nonostante il tempaccio fa il suo dovere facendo fiorire gli alberi in città;
  • rivedere la piccola Matilde tornata dal primo viaggio nel paese d’origine della sua mamma e scoprire che ora sta seduta da sola e porta pure gli orecchini;
  • la nascita della seconda bimba italo-giapponese di una coppia di amici e le prime foto delle due sorelline insieme;
  • mangiare il galletto con le patatine in un locale simpatico, insieme a due cari amici;
  • ritrovare il quaderno del mio primo viaggio studio in Giappone nel 2001 (argh);
  • trovare finalmente il tempo per andare dal parrucchiere;
  • cucinare per la prima volta le orecchiette con le cime di rapa, dopo averle mangiate mesi fa a cena da un’amica;
  • scoprire che il fotografo al primo matrimonio della stagione è niente di meno che Jose Villa, per poi conoscerlo e scoprire che lui e il marito sono simpatici e alla mano;
  • la trasferta in Toscana per il primo matrimonio 2013: la primavera che esplode in Val d’Orcia, una location mozzafiato, la nostra prima cerimonia con rito ebraico;
  • una passeggiata al tramonto nel delizioso borgo di Pienza, per cercare di distrarci un po’ la sera prima del matrimonio;
  • i pici al brasato di cinghiale e mandorle tostate in una piccola trattoria;
  • incontrare una coppia di sposi e visitare la spettacolare location in cui si terrà il loro matrimonio (e immaginare già come girare il video…),
  • la primavera, finalmente (anche se oggi assomigliava pericolosamente all’estate).

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E chissà cos’ho dimenticato… Buona settimana!

 


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宝箱 ::takarabako 16 e 17::

Avete passato una buona Pasqua?
Prima della (doppia) lista di questa settimana, ci tengo a ringraziarvi tutti per l’accoglienza che riservate ogni volta a questo mio piccolo angolino di cose piccole ma belle. Che mi sta facendo scoprire di avere anche altre lettrici finora silenziose.

Non me l’aspettavo, ma mi fa piacere.
Vorrei essere più puntuale (stavolta è già mercoledì giovedì il lunedì dopo!), passare a salutare nei vostri blog e magari scrivere anche qualcos’altro oltre alle takarabako… ma qui siamo sempre di corsa, oppure stanchi, oppure il computer con le foto è occupato… Insomma, si fa quel che si può!
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  • l’arrivo di Magpies di Sara Lando, nato grazie al crwofunding al quale abbiamo contribuito anche noi, nel nostro piccolo;
  • il nostro “video delle ciambelle” sul blog dei tester di CF;
  • darsi appuntamento con una “sconosciuta” al bar per spacciare un vasetto di pasta madre;
  • il nuovo numero di The Simple Things;
  • una chat con un’amica che non sentivo da un mese, anche se mi ha sgridata (ma aveva ragione);
  • le lezioni a due di giapponese, che ci divertono e ci danno soddisfazione;
  • le due serate di cinema giapponese organizzate dalla nostra associazione e curate da G;
  • farmi adottare per cena da amici, una sera in cui G lavorava;
  • finire delle consegne per cui si era andati a letto tardissimo per diverse sere e tirare finalmente il fiato (tutto lavoro di G, ma io stavo alzata per supporto morale);
  • ricevere una bella notizia e decidere all’ultimo di uscire in due a cena per festeggiare;
  • dopo la suddetta cena, vedere che è ancora presto e raggiungere il Lago di Garda per fare una passeggiata sotto la pioggerellina;
  • comperare delle cassettine di legno dove mettere le primule da una cooperativa per disabili sotto casa, casualmente proprio nel giorno della sindrome di down, il che ha dato un significato in più al gesto;
  • nell’unica giornata primaverile pervenuta, tornare da sola da una commissione all’ufficio postale (snervante, come al solito) e decidere che mi meritavo un gelato da mangiare su una panchina al parco, nonostante fosse ora di pranzo;
  • un film su Johnny Cash (ogni tanto in tv c’è ancora qualcosa di decente);
  • il via-vai di giapponesi a casa mia nel pomeriggio di ritiro dei dolcini giapponesi della signora K;
  • una cena japan-fusion da amici;
  • i carciofi di stagione;
  • le foto che girano in rete dei sakura in piena fioritura anticipata a Tokyo (ne trovate di belle qui, in questo bel blog che devo leggere a piccole dosi e con cautela, perché la nostalgia fa male);
  • un pranzo tra amiche e, tra le chiacchiere, una bella notizia da una di loro;
  • preparare una squisita cenetta con menù vagamente giapponese;
  • il nuovo fantastico utensile da da cucina bacchette+cucchiaio/forchettone, regalo di un’amica appena rientrata dal Giappone;
  • il concerto di Pippo Pollina;
  • l’annuncio ufficiale dei vincitori del contest di ONE su Zooppa e il terzo premio al nostro video (la bella notizia di cui sopra);
  • una cena con una coppia di amici a un ristorante indiano in città che non avevamo ancora mai provato;
  • prenotare (a pochi secondi dall’inizio delle prevendite) due biglietti per realizzare un sogno: unica data italiana 2013 di Paul McCartney, finalmente il concerto di un Beatles (non ci rimanevano molte possibilità, ormai…);
  • la consueta abbuffata del pranzo pasquale in famiglia all’agriturismo (anche se date le temperature e la neve sulle cime sembrava più Natale…);
  • il bottino di regalini pasquali, più o meno cioccolatosi;
  • sei anni che stiamo insieme, noi due.

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