Che cosa succederebbe se una donna restasse incinta all’improvviso, senza aver mai avuto un rapporto con un uomo? E che cosa succederebbe se quella donna fosse, oltretutto, lesbica?
Due domande apparentemente senza senso, che sono però gli elementi centrali del libro di cui vorrei parlare oggi.
“Nel Corpo di Me”, romanzo d’esordio di Aurora Piaggesi, uscito nel 2025 per la casa editrice Ignazio Pappalardi, nasce da una curiosa speculazione dell’autrice e dalla sua necessità di dare voce a una categoria fortemente marginalizzata – ossia, un’importante fetta della comunità LGBTQ alla quale, ancora oggi, viene negata la possibilità di diventare genitore. È un’opera brillante e appassionante, che affronta temi complessi e straordinariamente attuali quali l’amore, la maternità e il desiderio di ritrovare, in mezzo al caos, la propria identità perduta.
LA TRAMA
Per Silvia, l’inaspettata notizia della sua gravidanza è tutt’altro che una piacevole novità.
Innanzi tutto, nessuno è in grado di spiegare come una lesbica che non ha mai avuto rapporti sessuali con un uomo possa essere riuscita, dal nulla, a creare la vita. Inoltre, il ritorno nella sua vita di Giada, la sua ex ragazza, non rende in alcun modo più semplice il dover prendere una decisione su cosa fare di quel piccolo ammasso di cellule che cresce lentamente dentro di lei, soprattutto quando tutto il mondo della medicina sembra volerla spremere come un limone pur di venire a capo di quel mistero.
In questa situazione tanto caotica quanto inverosimile, riuscirà Silvia a fare pace con se stessa e con il suo passato, alla ricerca di un’identità che possa, per la prima volta, includere anche la presenza di Giada?
COMMENTO
Lo stile di Aurora Piaggesi è tecnicamente ineccepibile, scorrevole e lineare, ma soprattutto estremamente sfaccettata. Il talento dell’autrice sta infatti nel passare con la massima disinvoltura da un registro a un altro, dimostrando non solo un’eccellente padronanza della lingua ma anche una notevole sensibilità artistica e una spiccata conoscenza dell’animo umano.
Il linguaggio è evocativo, le descrizioni vivide e ricche di dettagli, significativi e mai superflui; i dialoghi sono appassionanti e la trama è coinvolgente, tanto che più di una volta mi sono ritrovata a procrastinare le mille cose da fare dentro casa pur di non interrompere la lettura.
I personaggi sono ben definitivi e le relazioni che si intrecciano fra di loro coinvolgenti, raccontate in maniera autentica, senza forzature o fastidiosi artifizi narrativi – cosa che non mi sento mai di dare per scontata, soprattutto con gli autori emergenti. Confesso che ad appassionarmi sopra ogni altra cosa non è stata tanto la storia d’amore principale (che funziona comunque benissimo) ma tutte le altre relazioni collaterali, che pur restando un po’più sullo sfondo risultano allo stesso modo vive e intense, e arricchiscono in maniera sorprendente la narrazione.
Due cose, inoltre, mi hanno colpita.
In primo luogo, mi è parso evidente che l’autrice abbia trasmesso molti dei suoi valori ai personaggi di contorno e trattandosi di una storia che affronta argomenti e tematiche che ancora adesso rivestono una grande importanza all’interno della nostra società, questa sensibilità non può che avere un impatto positivo sulla scrittura, rendendola ancora più reale e, per questo, autentica.
Secondariamente, sono rimasta colpita dalla dedizione con cui Piaggesi ha lavorato a questo romanzo. Non parlo solo della scrittura da un punto di vista tecnico – che, lo ribadisco, è esemplare – ma dello studio che c’è dietro alla stesura di un’opera tanto complessa, sia per la quantità di informazioni tecnico-scientifiche da dover gestire (molte delle quali si basano su teorie e plausibili speculazioni), sia per l’enorme impatto emotivo degli eventi.
Non credo che sia semplice parlare in maniera tanto realistica – e senza mai scivolare nel cliché – delle emozioni legate alla maternità e al senso di sé, specialmente quando certe emozioni vengono vissute all’interno di contesti che appaiono tanto distanti a quelli che ci appartengono; eppure, Aurora Piaggesi riesce a farlo con una tale naturalezza che viene da chiedersi se non lo abbia semplicemente fatto da tutta una vita – o forse lei è solo la dimostrazione del fatto che il talento, se combinato con il duro lavoro e la passione, a un certo punto troverà sempre il modo di ripagare i propri sforzi.
Concludo questa sconclusionata recensione dicendo che “Nel Corpo di Me” è un romanzo profondo e toccante, la cui lettura è un’esperienza immersiva e difficile da dimenticare, una carezza per l’anima e, soprattutto, un regalo che tutti dovreste farvi.