Mi ero detto che non avrei più scritto articoli « seri » ma mi sarei limitato a dileggiarmi con argomenti più o meno postali. Ci sono però due argomenti attuali che mi obbligano a scrivere. È più forte di me… anche se il moi tempo a disposizione è minimo.
Mi sconvolge il fatto che un individuo, che forse dovrebbe essere in galera, perché non pulitissimo, si crede di essere il Padrone del Mondo e vuole, semplicemente, comperare la Groenlandia.
Fui in Groenlandia e, l’idea che possa arrivare a far parte degli Stati Uniti d’America… mi disturba parecchio.
Mi ha pure disturbato aver letto… solo parzialmente perché nauseato… questi tre articoli di GenovaQuotidiana.
Credo che la cosa giusta potrebbe essere quella di non essere fascisti… e neppure comunisti. Ho conosciuto il fascismo e ho visto di persona com’era il comunismo… senza parlare dei danni che fecero i comunisti a certi innocenti italiani.
La parola « antifascismo » implica lotta e violenza. Vogliono la violenza ? Devono, fra l’altro, rompere le scatole a una buona parte dei cittadini di Genova ?
Purtroppo esiste e sembra peggiorare… il femminicidio. Ne parlano molto… anzi moltissimo, ma non arrivano mai ad una conclusione intelligente. Non sarò certo io a dire l’ultima parola o a trovare la soluzione. È un fatto però che certi accadimenti si ripetono continuativamente e il Genere Umano sembra soffrirne… e fa qualcosa… solo qualcosa. Anche Poste Italiane ha deciso di metterci becco e di fare la sua parte… emettendo un francobollo:
Francobollo del 2023… la panchina verde viene dipinta di rosso
Mi piace il francobollo. Penso però che a dipingere la panchina di rosso dovrebbero farlo anche gli uomini… quegli uomini che amano veramente la moglie o la compagna o… la donna. Ho sempre detto e scritto che la donna “ha una marcia in più”; forse sarà questa la ragione per cui quel determinato sedicente uomo sente il bisogno di arrivare a sopprimere quella donna?
Io però sarei dell’idea che il Genere Umano, già guasto, continui a guastarsi sempre di più a causa delle innumerevoli onde emanate dai telefonini. Si chiamano in un altro modo ma sono dei piccoli computer che “sanno” tutto ma finiranno col distruggere tutto… grazie alla cosiddetta “Intelligenza artificiale” che può portare chiunque fuori strada.
Non mi sento di infierire troppo contro la tecnologia che pretenderebbe di fare tutto con un clic e lo vorrebbe anche da chi non possiede quella… chiamiamola particolare mentalità. Quello che, scrivendo mi ha colpito di più è quanto ho appena scritto… l’ultima parola… strada.
La “strada” è quella che non dovremmo mai perdere, ma è anche il titolo di un film di Federico Fellini interpretato da Giulietta Masina. Ce lo ricorda un francobollo della Repubblica di San Marino.
Francobollo del 1988. Purtroppo il timbro disturba la scritta del film.
Questo è uno dei tre francobolli della serie che ricorda anche gli altri famosi film del regista Fellini.
La strada però è fatta di innumerevoli “oggetti” e infinite possibilità. Ci sono le strade cittadine coi marciapiedi, i negozi e le abitazioni e le strade cosiddette extraurbane circondate da prati o campi coltivati; ci sono poi le autostrade… anche a più corsie… sulle quali sfrecciano le automobili.
Ho guidato molto in autostrada, anche con la nebbia fittissima; ho potuto prendere atto che esistono, o, per lo meno esistevano automobilisti, secondo me, piuttosto incoscienti o addirittura sciagurati che, sapendo che quell’autostrada era senza curve, andavano ad alta velocità. Fu quella una delle cause dei famosi tamponamenti a catena? L’esperienza di vita potrebbe avermi insegnato che il mondo è dei “dritti”. Sorvolo certe realtà e prendo in considerazione l’esistenza sulle strade, quasi sempre cittadine, di buche delle lettere.
Oggi, fine 2025, sembra assodato che la corrispondenza cartacea non serva più. Pare che dal 2026 in Danimarca non venga più recapitata la corrispondenza. In Italia da un po’ di tempo vengono chiuse le buche col nastro adesivo… in modo piuttosto osceno. Qualche volta viene comunicato l’ufficio postale più vicino… come in questo caso. Però, fanno veramente ridere… scrivono anche dove si può imbucare e a che ora viene ritirata la posta come se fosse a due passi.
Buca delle lettere fotografata a Cannero Riviera nel 2025
Guardate un po’ la cartina. Se uno è a piedi? Certo, oggi tutti hanno lo smartphone e la macchina… o quasi tutti?
Io, per esempio, ho un piccolo cellulare quasi sempre spento che uso nei casi di emergenza. Devo tenerlo dato che non ci sono più i telefoni pubblici… ovvero le cabine telefoniche.
Se si guarda la cartina si vede che fra Trarego e Viggiona c’è da fare un po’ di strada e, per giunta, considerate le curve sembra di essere in montagna!!! Questione di rispetto, educazione o onestà?
Se si guarda la cartina si vede che fra Trarego e Viggiona c’è da fare un po’ di strada e, per giunta, considerate le curve sembra di essere veramente in montagna!!!
Questa è una foto che mi hanno mandato. È un fatto che sembra diventato normale eliminare le buche per l’impostazione. Mi hanno comunicato quale sarebbe la situazione a Genova; se qualcuno vuole imbucare un oggetto di corrispondenza deve andare nel Centro della città.
Cannero Riviera è sul Lago Maggiore.
Ho ricevuto un’altra simpaticissima foto di bucalettere chiusa col solito nastro adesivo. Questa volta il lavoro è stato fatto in modo molto determinato… però non c’è alcuna indicazione per chi non può imbucare. Si tratta di una buca di Borgio Verezzi in provincia di Savona… nella mia Liguria.
Buca di Borgio Verezzi… sempre del 2025.
Qui il nastro adesivo è “firmato” Poste Italiane!!!
È probabile che Poste Italiane abbiano pensato di poter risparmiare, avere meno dipendenti e poter concentrare il lavoro su ciò che rende… cioè il settore “bancario”. Se però il settore postale viene lasciato NON funzionante come si deve, allora Poste Italiane dovrebbe chiamarsi in un modo differente.
In fondo non è così importante… chiunque può fare qualche chilometro se proprio vuole spedire la classica lettera o cartolina… per posta.
Sono contento se penso di aver iniziato a fotografare le buche e gli uffici postali quando ancora faceva piacere ricevere una lettera o una cartolina… quando oggi è diventato quasi difficile trovare la cartolina.
Ricordo che fotografai per la prima volta un Ufficio Postale quando ero a Lindau… in Germania.
Era il 2011 e, naturalmente fotografai anche la bucalettere.
Ufficio postale di Lindau.
Qualcuno potrebbe chiedersi: “E dove si trova Lindau?”
Risponderei che si trova sul Lago di Costanza o Lago Bodanico. Questa cittadina piuttosto turistica fa parte della Baviera e si trova alla fine di una penisoletta. Ha la caratteristica di possedere un porticciolo con un faro… voluto a suo tempo, pare, da Ludwig I° re di Baviera. Non è chiaro se la costruzione del faro fu un capriccio bavarese che non aveva sbocco sul mare, o una necessità per migliorare la sicurezza della navigazione lacuale.
Bucalettere a Lindau
In ogni caso sembra che funzioni come faro.
Non bisogna dimenticare che il lago di Costanza bagna 3 nazioni; oltre alla Germania anche la Svizzera e l’Austria. Inoltre, nella tedesca Friedrichshafen nacquero i famosi dirigibili Zeppelin che trasportarono passeggeri al di là dell’Atlantico… anche nell’America del Sud.
Non tutte le bucalettere tedesche sono così piccole. Molte, che sono riuscito a fotografare sono, o, per lo meno, erano grandi.
Mi capitò di fotografarne a Brema e ad Amburgo.
Queste sono di Brema… e anche piuttosto grandi.
Bucalettere a Brema nel 2016
Se si prende in considerazione la città di Brema è quasi obbligatorio pensare al fatto che fu una città della Lega Anseatica assieme ad Amburgo, Lubecca e altre. È particolarmente interessante ricordare i 4 suonatori di Brema.
Fu così che andai a cercarli; non fu facile e, dopo averlo gentilmente chiesto… li trovai.
I Quattro suonatori di Brema… a Brema.
Fu molto interessante trovare i protagonisti di una favola sentita più volte da bambino.
Temo, nello stesso modo, che fra “qualche anno” potrà sembrare una favola sentirsi raccontare che esistevano per la strada delle “scatole” colorate con una apertura particolare nella quale, in qualsiasi ora del giorno o della notte, era possibile infilare una busta di carta nella quale era stato messo un foglio con su scritti dei “pensieri” o semplicemente quello che si voleva raccontare a un’altra persona che normalmente abitava lontano o molto lontano. Il nome della persona lontana era stata precedentemente scritta sulla busta assieme all’indirizzo della località dove abitava. Non bastava; era necessario appiccicare sulla busta un foglietto di carta speciale che gli umani di quei tempi chiavano francobollo. Normalmente era colorato, a guardarlo bene ci raccontava delle storie e costava una certa cifra… cioè quella necessaria per il trasporto della “lettera” fino a dove abitava quella persona lontana. Prima di mettere la busta con lo scritto, che quegli umani chiamavano lettera, bisognava controllare che tutto fosse stato preparato bene perché, una volta introdotto l’oggetto in quella scatola, non era più possibile riprenderlo. Quella scatola era fatta in modo che se avesse piovuto l’acqua non avrebbe potuto entrare e quindi non avrebbe potuto bagnare quello che era stato messo dentro.
A questo punto l’interlocutore potrà chiedersi in che modo quella “lettera” usciva dalla scatola per arrivare a destinazione. Certo penserà che intervenga la tecnologia molto sofisticata. Quelle scatole chiamate anche “bucalettere” venivano vuotate da un umano che trasportava quello che trovava e che veniva analizzato, spartito e spedito.
In poche parole, quelle “scatole” come queste delle isole Azzorre, potranno diventare oggetto da museo.
Due buche di Ponta Delgada (Isole Azzorre)
Per il momento rimangono e vengono ancora utilizzate. Se fossi un pochino più giovane e avessi buone capacità economiche, comincerei ad andare in giro per il mondo ad acquistare le buche in disuso e inizierei ad approntare un bel Museo… per i posteri.
Sì, perché se consideriamo il primo passo della Danimarca, è chiaro che prima o dopo anche altre Nazioni seguiranno certi passi… non foss’altro che per risparmiare… o guadagnare di più?
Non è difficile comprendere, ancora una volta, che da un po’ di tempo sono importanti solo i soldi o, per fare i soldi… le materie prime e le terre rare.
Ridendo e scherzando ci sono già le cabine telefoniche che potrebbero essere oggetto museale. Ogni nazione ha le sue. Chissà se queste irlandesi ancora esistono?
Cabine telefoniche a Cobh (Irlanda) fotografate nel 2016.
Nell’augurarmi che il Genere Umano la smetta di distruggere quello che ha “creato” credendo di fare sempre meglio e la smetta pure di ammazzare e ammazzarsi a più non posso, sperando che il femminicidio rimanga solo una parola del passato, saluto chi mi ha voluto leggere e gli auguro un buon 2026.
Sì, dovrebbe esserlo anche se in molti angoli del globo continuano ad ammazzarsi.
Ci sono arrivato anch’io.
Quanti « NATALE » ho vissuto ! Da quando ho creduto con gioia a Gesù Bambino fino a quando ho fatto il Gesù Bambino per i miei piccoli… ora Grandi con a loro volta dei piccoli piuttosto cresciuti.
Ai miei affezionati lettori desidero augurare il massimo BUON NATALE con questo cartoncino svedese :
e, filatelicamente, con questo simpaticissimo timbro :
Timbro svedese del 10 dicembre 2025.
So solo che God Jul vuol dire BUON NATALE.
Oggi le poste non timbrano più, e se timbrano non ci raccontano niente e,tantomeno non ci mostrano una bella casetta come questa.
BUON NATALE… BUON ANNO… e BUONA EPIFANIA con questo francobollo d’oltre Manica :
I tre Re Magi e il profilo di Carlo III d’Inghilterra… che sembra guardarli.
Recentissimamente ho accennato al fatto che, almeno secondo quanto mi è dato constatare, Poste Italiane, nel non portare avanti il silenzioso contratto dell’affrancatura della corrispondenza cartacea in tempi ragionevoli… ruba.
Credo che rubare sia proibito. Non so se sta scritto sulla Costituzione sempre invocata da tutti ma non troppo seguita. Quindi, se io non posso rubare e neppure il mio vicino può farlo, c’è qualcuno che può farlo impunemente ?
Purtroppo la risposta è sì.
C’è anche un modo diverso di rubare… me lo confessò una volta un chirurgo piuttosto « apprendista » che guardava l’operare di un luminare della chirurgia : « Rubo con gli occhi »… e lo si può fare anche in altri campi… se si vuole imparare.
Tornando al vero « rubare », non m’interessa analizzare chi ruba una mela o chi fa la rapina del secolo, sono piuttosto interessato a certi « furti legalizzati » che fanno ormai parte del nostro vivere quotidiano.
Non m’interessa neppure la marca da bollo di € 16 che fui costretto a comperare e appiccicare sulle dimissioni dall’Ordine dei Medici… per renderle valide !!!
M’interessa particolarmente il tributo che lo Stato pretende quando mi versa la Pensione… la Pensione maturata anche grazie a regolari versamenti effettuati durante il periodo lavorativo. La Pensione, in realtà piuttosto misera, mi viene elargita dall’INPS e dall’ENPAM (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici) come conseguenza dei versamenti fatti da me direttamente o dal mio datore di lavoro… per me. Già, a suo tempo, mi comunicarono che all’età di 60 anni mi avrebbero versato la pensione ; poi, anno dopo anno, come conseguenza di leggi ad hoc, mi rimandarono il pagamento di 5 anni… in un certo senso mi mancarono di parola e, non versandomi la pensione per 5 anni, fu come se me l’avessero rubata. Quello però che mi sembra un furto vero e proprio, quasi un’estorsione, sono le imposte sulla pensione ; in poche parole lo Stato si prende una parte di quei soldi che mi appartengono… come se la pensione fosse un guadagno. Infatti non è un guadagno, ma la restituzione di soldi miei amministrati, o male amministrati, da enti statali o parastatali. Non si creda che la Svizzera si comporti in modo diverso… in un certo senso anche peggio. Per prima cosa si paga per la sanità… OBBLIGATORIAMENTE… a delle società di assicurazione cammuffate col nome di CASSA MALATI… anche se si è sanissimi e non si consuma alcun medicamento.
Se si abita in casa propria, bisogna considerare un guadagno quello che si potrebbe ricevere se si affittasse l’immobile nel quale si abita. Abitando in Svizzera, bisogna dire, i servizi funzionano piuttosto bene, però si deve pagare tutto ; dopo aver fatto la dichiarazione delle imposte, si paga il sacchetto che si usa per buttare l’immondizia… questo però non è rubare perché non dovrei comperare il sacchetto se non producessi immondizia.
Ci sono poi i mezzi furti, quelli relativi a ciò che non ti viene dato e di cui hai diritto se paghi le tasse. In Italia ce ne sono moltissimi e sono presenti tutte le volte che non ti viene dato quel determinato SERVIZIO.
Un Servizio che fa piuttosto cilecca e che usa il modo di dire : « Rimanda possibilmente a domani tutto ciò che potresti fare oggi » è la Magistratura che, fra l’altro, dovrebbe farci credere a quanto leggiamo sovente e cioè che « La legge è uguale per tutti »… ma lo è veramente ?
Sembrerebbe che ciò che ha a che fare con la posta non abbia alcun collegamento col rubare. Non è così, perché se andiamo un po’ indietro nel tempo quando quasi tutti usavano i francobolli, fra cui le ditte importanti e le banche, esisteva il problema del furto dei francobolli da parte dei dipendenti della ditta.
Per evitare questo, ci fu il «Perfin » che significa « perforated in ». L’azienda faceva perforare i francobolli con una sigla. Questo è un esempio ; questi sono francobolli perforati « C. I. »… cioè Credito Italiano… banca italiana che non esiste più e fu assorbita, se non vado errando, dalla Banca Commerciale Italiana.
Francobollo da 5 lire della serie ITALIA AL LAVORO… Fronte e retro.
Devo dire che, a suo tempo, ho sempre scartato, se non buttato i francobolli forati come questo. Sicuramente ebbi occasione di vedere, e forse buttare, francobolli forati BCI corrispondenti a Banca Commerciale Italiana. Questo “Perfin” esisteva anche in altre nazioni. Vedo, grazie ad internet che esiste un catalogo dei francobolli perforati!
Ho trovato altri due perforati del Credito Italiano e, tutt’e due della stessa serie… cioè Italia al lavoro… lunga serie che sarà interessante analizzare.
Italia al lavoro: LA VENDEMMIA (Puglia)
Italia al lavoro: IL GRANOTURCO (Friuli Venezia Giulia
Quella dell’Italia al lavoro fu una lunga serie che prese in considerazione tutte le regioni d’Italia. Fu molto usata. C’era il pezzo da 50 centesimi e quello da 200 lire.
Il pezzo da 65 lire veniva spesso usato per le raccomandate.
Il francobollo da 65 lire
Era su una busta dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) indirizzata a Genova. Ebbene, può destare il nostro interesse il fatto che la lettera raccomandata partì da Roma il 12 giugno 1951.
Timbro di partenza
La lettera fu caricata sul treno diretto a Torino… sul vagone postale che aveva, oggi inimmaginabile, un piccolo ufficio postale che smistava la posta e lasciava la propria impronta con un timbro.
Timbro dell’Ufficio postale sul vagone postale del treno. AMB. ROMA – TORINO
AMB sta per Ambulante. Probabilmente si trattò del treno notturno o addirittura del Treno del Sole che da Palermo arrivava alla mattina a Torino.
È un fatto che la lettera fu timbrata a Genova alle 8.del mattino e sicuramente distribuita il giorno stesso. Oggi dovrebbe accadere con la posta prioritaria al prezzo di € 3.00. Quella Raccomandata da Roma a Genova costò 65 lire pari a € 0.033… poco più di 3 centesimi di Euro.
Timbro GENOVA RACCOMANDARE ARRIVI del 13 giugno 1951
L’efficienza postale era sicuramente un positivo desiderio dei Governanti, tant’è vero che mi sembra esistesse un Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Credo che, di questi tempi sia il Ministero di Matteo Salvini… più interessato a costruire un Ponte sullo Stretto di Messina piuttosto che far funzionare i Servizi… per l’italica gente.
Dico questo perché, se i Servizi non funzionano, anche tutto il resto va a catafascio… o quasi.
Il retro della busta coi due ultimi timbri.
Oggi la corrispondenza viaggia, potremmo dire, quando vuole… sì, perché la maggior parte delle notizie viaggiano in tempo reale grazie agli smartphone. Igiovani hanno creato un mucchio di sigle e comunicano con quelle. Certo non è come 80, o anche 60 anni fa quando si riceveva una lettera; prima di aprirla si guardava il timbro e il francobollo… era anche interessante la provenienza. C’era chi apriva la busta frettolosamente con quattro veloci e violente ditate… per arrivare prima a leggere l’interno e chi apriva la busta quasi religiosamente col tagliacarte… quasi per non far male a chi aveva scritto la lettera.
Malgrado tutto, anche oggi si riceve volentieri una lettera cartacea… che spirito differente rispetto alleMail!!!
Vorrei chiudere con un francobollo relativamente recente… uno di quelli classificati come Giornata della Filatelia.
Francobollo del 1999… del secolo scorso!
Trovo simpaticissimo quel giovane o quella giovane che apprezza apertamente i francobolli.
I giovani d’oggi sanno cosa sono i francobolli?… e a cosa servono?
Il 19 settembre 2025 fu nuovamente vandalizzata a Genova la targa intitolata alla giovane NORMA COSSETTO… pare a firma di un gruppo « Genova Antifascista ».
da GenovaQuotidiana
È un fatto che trovo veramente « disdicevole », quasi puerile, prendersela con un personaggio del passato che, dopo essere stato seviziato e torturato, è finito, probabilmente ancora vivo, in una foiba.
Ancora una volta sono stato colpito dalla parola, ormai abusata, « antifascista ». Ho pensato che non è necessario essere antifascista… e neppure anticomunista. È sufficiente, come accade a me, non essere fascista e neppure comunista… ho conosciuto da bambino i danni del fascismo e ho visto i danni del paradiso comunista.
Devo però dire che, quando da bambino conobbi per la prima volta il fascino dei francobolli, mi ritrovai ad avere un debole per le bellissime serie di francobolli del Regno d’Italia… serie che coincidevano col periodo fascista. Ricordo che le avrei comperate volentieri, ma, non potevo permettermele.
Francobollo da 30 centesimi soprastampato « Isole italiane dell’Egeo »
Correva l’anno 1930 quando le regie poste italiane commemorarono il bimillenario della nascita di Virgilio con una serie di ben 9 francobolli più 4 di Posta Aerea.
Questo è uno dei 9 francobolli di posta ordinaria. Da notare che il colore è unico… non c’erano ancora i francobolli multicolori. Tutti i francobolli della serie avevano la stessa « architettura » ; cambiava il colore, l’immagine e le scritte in latino. L’unico riferimento al fascismo: i fasci a sinistra in alto ai lati dello stemma reale.
Un esemplare di Posta Aerea della stessa serie con la stessa soprastampa.
Questi due francobolli della serie sono soprastampati e utilizzati nel possedimento italiano molto vicino alla Turchia. Delle « isole » faceva parte anche Rodi… dal 1923.
LE « ISOLE ITALIANE, ORA GRECHE, DETTE DELL’EGEO »
Recentemente Poste Italiane ha commemorato con un bel francobollo multicolore gli eccidi contro l’italica gente nelle isole greche. Non solo ha ricordato quanto accadde a Corfù, Cealonia e nelle iole Ionie, ma anche in alcune di quelle isole lontane… appunto dell’Egeo.
Il francobollo è col tricolore italiano e mostra chiaramente le isole dei massacri. Purtroppo il timbro poco nitido disturba un poco la bellezza del francobollo.
Anche questi drammi furono la conseguenza dell’armistizio arrivato prima alle orecchie dei nazisti… anziché a quelle dei generali italiani.
Francobollo multicolore del 2023
Il regime teneva in gran conto la Colonie e i Territori d’Oltremare. Furono, fra l’altro stampati dei francobolli proprio per le Isole Italiane dell’Egeo in occasione della Triennale d’Oltremare a Napoli nel 1940.
Di questo francobollo può saltare all’occhio quel XVIII in numeri romani. Cosa significa? Ebbene non è altro che il 18° anno dell’era fascista.
Si trova questo particolare anche nei timbri postali di allora.
Francobollo del 1940… XVIII° dell’era fascista.
Questo che ho su busta è di particolare interesse. La lettera infatti partì da Genova ma fece sosta a Milano per essere controllata. Nel 1942 eravamo in piena Seconda Guerra Mondiale e la corrispondenza in partenza, specialmente quella indirizzata all’estero, era controllata.
Timbro milanese su una lettera indirizzata in Svizzera; si vede quasi chiaramente il XX° dell’era fascista dopo la cifra dell’anno 42.
Il resto della busta è di seguito inequivocabilmente chiaro. Si vede la colla piuttosto grossolana e sporca. che chiude la lettera che era stata aperta per essere controllata… censurata. Più sotto appunto la striscia con la scritta VERIFICATO PER CENSURA e il timbro UFFICIO CENSURA POSTA ESTERA. Questa lettera era partita da Genova il 29 marzo 1942 col francoboolo ESPRESSO ed era diretta a Thun in Svizzera. Vi arrivò 2 giorni dopo alle 10 del mattino… lo si vede chiaramente sulla busta.
Francobollo ESPRESSO da Lire 2.50 con l’effige di Vittorio Emanuele III.
In questo timbro la cifra 12 riguarda l’ora in cui è stato messo il timbro… non è dell’era fascista… sempre in numeri romani.
Ii retro della busta col timbro svizzero.
Credo che valga la pena di farci un pensierino.
C’era la guerra e, iin meno di 48 ore una lettera partiva da Genova, faceva sosta a Milano, la busta veniva aperta, il contenuto della lettera veniva controllato, la busta veniva richiusa e fatta ripartire oltre confine. La lettera arriva a destinazione alle ore 10.
Oggi, se imbuco una lettera in Italia a pochi metri dal confine svizzero, con destinazione Lugano, questa viene recapitata mediamente dopo 15 giorni… fa fede il timbro d’arrivo FERMO POSTA. Una lettera da Trieste mi è arrivata dopo 27 giorni. Mi chiedo… per quale recondita ragione si permettono certi “disguidi”? Sicuramente non sono l’unico che usa Poste Italiane e sicuramente c’è un qualche Ministero che dovrebbe agire per evitare questi continui furti.
Recentemente ho spedito una Raccomandata a Trieste (fra vecchi è ancora permesso scriversi sulla carta!); l’ho inviata per posta raccomandata per evitare che il contenuto venga smarrito o perduto o rubato o buttato.
La cronistoria della missiva. Per arrivare in territorio italiano avrebbe impiegato ben 9 giorni
Questa raccomandata, dopo l’ingresso in territorio italiano è rimasta tranquillamente a riposo da qualche parte per più di una settimana… poi è stata riesumata ed è ripartita alla volta di Trieste. Ha impiegato 16 giorni.
Chi mi legge potrebbe pensare ch’io sia fissato… e potrebbe anche pensare che se “è così” non bisogna prendersela più di quel tanto o bisogna far finta di niente. Lo so che sbaglio; d’altra parte, se è vero quello che ci hanno raccontato, il 50% + 1 dei parlamentari d’Europa è dalla parte dei delinquenti, altrimenti non avrebbe concesso l’immunità a chi avrebbe dovuto essere giudicato perché presunto tale… delinquente.
Si legge frequentemente che qualcuno, magari per necessità, ha rubato ed è stato poi arrestato o denunciato. Ma non accade lo stesso con Poste Italiane che si fa pagare per trasportare e consegnare e, o non trasportare, smarrire, rubare o buttare, e, se trasporta lo fa con inqualificabile lentezza?
Ci sarebbe anche molto da dire circa il “furto legalizzato”… chissà… prossimamente.
Oggi vorrei terminare con un francobollo che può ricordare un matrimonio da favola del 1956.
Francobollo del Principato di Monaco timbrato nel 1969
Proprio così. Il matrimonio fra il Principe Ranieri III e la bellissima attrice Grace Kelly! Questo francobollo mi rammenta il film Caccia al ladro girato da quelle parti e il principato dei Grimaldi non per niente di origine genovese. La componente che può destare un certo interesse è che la lingua ufficiale del principato non è il francese, ma una specie di genovese che pare venga anche insegnato nelle scuole.
La Rocca del Principato, conquistata dai genovesi, è quasi ben visibile sul timbro che ha accompagnato il francobollo. In primo piano delle “piante grasse” che fanno parte di un bellissimo giardino esotico.
Timbro monegasco del 1969.
Dal giardino esotico è possibile entrare e visitare delle grotte molto interessanti. Sì, il principato di Monaco offre molto; fra l’altro anche un bellissimo Acquario ora superato da quello genovese.
Non avevo ancora nove anni quando « scattò » il PRIMO 25 APRILE della storia d’Italia… che era ancora Regno d’Italia con tanto di re e regiina.
Ricordo perfettamente, ero sul marciapiede a mare… a Pegli… zona Castelluccio… quando una lunga colonna di mezzi militari più o meno blindati passavano mestamente a pochi centimetri da me. Ero abituato a vedere quelle divise tedesche… mi erano diventate quasi familiari. Non sapevo cosa fosse la pace, ma ero consapevole che stava succedendo qualcosa di importante.
Alcuni francobolli della Repubblica Sociale italiana
Avevo già cominciato a raccogliere i francobolli della Repubblica Sociale Italiana, quella di Mussolini con capitale, chissà perché, a Salò sul lago di Garda. Non sapevo ancora che, per quanto riguarda i francobolli, sarebbe cambiato tutto e che, nello spazio di poco più di un anno, l’italica gente avrebbe mandato via il re.
Non sapevo neppure che col passare degli anni, ora che tutto il mondo ricominciava a respirare e a vivere, gli italiani « utilizzassero » questa data, e cioè il 25 aprile, per inneggiare alla « cacciata » del tedesco. Non sapevo neppure che il tedesco fosse stato così cattivo. Ricordo infatti, non proprio nitidamente, che quando eravamo sfollati sulle alture dell’estrema periferia di Genova, ci trovammo, forse più di una volta, in compagnia di giovani tedeschi in una casermetta punto d’osservazione sul mare. Noi eravamo giovanissimi e ricordo come piacevole la loro compagnia ; certo che per loro, erano in numero esiguo, la compagnia di bambini faceva ricordare gli affetti lasciati in patria. E alla fine non sapevo neppure che molti anni dopo quella data particolare servisse a giovani e meno giovani, ma non arttempati, per sputare veleno e, sotto sotto, fomentare odio alla democrazia… ovvero ai risultati di democratiche elezioni.
Sì, perché oggi credo che, per sentirsi « liberi » bisogna anche un poco documentarsi dato che non s’è vissuto di persona quei momenti storici.
Mentre sto scrivendo è il 26 aprile 2023 e, da quando campo, non ho mai vissuto alla televisione il « Tormentone » di ieri. Non l’ho vissuto di persona perché qui in Svizzera il 25 aprile è una giornata come le altre. Solo guardando i canali televisivi italiani ho potuto comprendere quanto sia di moda pretendere l’ « antifascismo »… quanto possa essere terribile per chi ha governato male da svariati anni doversi rendere conto che gli italiani hanno deciso di girare pagina. Sì, perché alle elezioni dell’anno scorso hanno votato per qualcosa di diverso… e questo qualcosa di diverso è scaturito dalle urne, non da un golpe militare. Quindi, potrebbe essere saggio mettersi l’animo in pace e collaborare per aiutare ad uscire dal baratro… causato dal malgoverno di gente incapace.
Oggi, in questo momento, mentre scrivo, son già passati 2 anni. Nel 2025 c’è ancora il governo di allora e, anche se sembra non abbia mantenuto tutte le promesse fatte, parrebbe che qualcosa di positivo sia accaduto… almeno dal punto di vista economico… e forse anche politico ; ho l’impressione che l’Italia sia un po’ più rispettata o la parola “rispetto” è diventata veramente obsoleta?
I francobolli della Repubblica Sociale Italiana fanno parte del dimenticatoio, così come tutti quei francobolli che furono soprastampati dai vari C.L.N. (Comitato di Liberazione
Nazionale) e i francobolli italiani soprastampati AMG FTT per il territorio libero di Trieste. Ho l’impressione che siano finiti nel dimenticatoio anche perché l’italiano medio e quello più giovane non sanno quante lacrime sono state versate nel “nostro” Nord Est.
Oggi, ma non solo oggi, in molti s’appellano alla Costituzione. Poste Italiane la commemorò più di una volta. Anche nel 1978.
Francobollo tricolore italiano del 1978.
Sono molti i francobolli emessi da Poste Italiane che “parlano” di Costituzione, doveri del cittadino, di risparmio, ecc. Non si possono prendere tutti in considerazione, nello stesso modo come potrebbe essere utile prendere in considerazione quelli che auspicano la pace.
Un francobollo molto significativo apparve nel 1977.
Francobollo italiano del 1977
Non mi è dato sapere se fra le “SPESE PUBBLICHE” sono compresi i Servizi che lo Stato dovrebbe dare ai cittadini. È un fatto che non si dovrebbe evadere il fisco, ma si dovrebbe anche dare al contribuente ciò che a lui spetta… fra cui, e non mi stancherò mai di scriverlo, un servizio postale efficiente.
Mi fu detto più volte da chi abita in Italia che Poste Italiane non ha più alcun interesse a gestire il Servizio Postale… preferisce maneggiare i soldi e sostituirsi a banche, assicurazioni, telefonia, ecc. Ma allora perché stampa, o fa stampare ogni anno un mucchio di francobolli? Perché spera di continuare a spillar soldi ai collezionisti?
Il fisco deve giustamente chiedere i giusti soldi al contribuente. E se il buon contribuente se ne va a vivere altrove?… come il tennista Sinner?… che ha fatto parlare di sé essendo andato a vivere nel Principato di Monaco?
Non so se c’è una soluzione; è garantito che, come ebbi occasione di scrivere sul mio libro, se il fisco è troppo “violento” o se utilizza quelle “Fiamme Gialle” che, secondo appunto la mia esperienza, sono “addestrate in modo tale per cui devono vedere nel loro prossimo, sempre e, assolutamente sempre un delinquente”, l’onestà e il buon senso andranno a farsi friggere.
In questi giorni di settembre 2025 hanno parlato della Galleria ferroviaria di Base del Brennero. Dovrebbe essere nel 2032 la galleria ferroviaria più lunga del mondo… più di 60 chilometri.
In questo momento la galleria ferroviaria più lunga del mondo è quella di basa del Gottardo, lunga ben 57 chilometri… e questo è il relativo francobollo.
Trittico delle poste svizzere del 2016
Unisce il Canton Ticino di lingua italiana al Canton Uri di lingua tedesca. È tutto in territorio elvetico e ha accorciato di molto i tempi di percorrenza da Lugano a Zurigo.
Il 2 luglio 2025 ho ricevuto 2 lettere… una da Trieste… dal mio simpatico amico… timbrata a Padova… ha impiegato 15 giorni per arrivare fin qui in Canton Ticino ; l’altra lettera è arrivata da Borgio Verezzi in provincia di Savona… ha impiegato solo 2 giorni… ma è tutto uno spasso che fa onore al comportamento bislacco di Poste Italiane. Il 3 luglio ho potuto finalmente andare all’Ufficio Postale di Lugano 1 e ritirare Fermo Posta la lettera coi francobolli più viaggiati. La lettera, ovvero la busta, ha potuto viaggiare più volte con un’unica affrancatura.
Cominciamo da quest’ultima.
Tutto iniziò quel giorno in cui mia sorellina… sorellina perché ha un po’ di anni meno di me… mi diede alcuni francobolli ricevuti per posta e non timbrati ; sapeva che a me piacciono i francobolli timbrati e viaggiati. Ne applicai due su una busta e misi l’indirizzo
Fermo Posta CH- 6900 Lugano 1
I due francobolli di Poste Italiane
e la feci imbucare in Liguria… Riviera di Ponente.
La lettera arrivò tranquillamente il 5 Aprile 2025… giorno in cui fu timbrata sul retro a Lugano. I francobolli italiani arrivarono senza timbro.
Il timbro luganese del 5 aprile 2025
Poco tempo dopo consegnai la busta con sul retro il timbro di Lugano ad un mio parente in partenza per la Liguria. Sarebbe stata, per la mia busta la seconda volta, per i francobolli la terza volta ; speravo tanto che Poste Italiane timbrassero i francobolli. Sperai inutilmente. La busta arrivò a Lugano il 30 aprile… e la posta svizzera timbrò per la seconda volta il retro della busta.
Secondo timbro di Lugano sul retro della busta.
A questo punto mi resi conto che se volevo i francobolli italiani timbrati da Poste Italiane dovevo far imbucare la lettera in una regione diversa dalla Liguria. Fui piuttosto titubante perché pensai che mi avrebbero cestinato la busta che aveva già 2 timbri d’arrivo sul retro. Decisi ugualmnte di provare e feci imbucare la lettera in provincia di Como. Contrariamente ad ogni pessimistica previsione, finalmente, al quarto viaggio i francobolli rivevono un’obliterazione italiana e la busta arriva regolarmente a Lugano.
I francobolli sono stati visti dal timbratore italiano il 27 maggio 2025 e sembrano piuttosto gioiosi.
Anche la busta gioisce dal momento che, dopo ben 15 giorni arriva all’Ufficio Postale di Lugano 1 e l’addetto ai Fermo Posta mette il terzo timbro sul retro della busta.
Questo è il terzo timbro di Lugano sul retro della busta.
Quando recentemente ritirai la busta allo sportello di Lugano, considerai il fatto molto positivamente: “Finalmente un timbro d’arrivo con una data seguente il timbro di partenza”. Infatti, e qui diventa “divertente” e più che azzeccato il “bislacco” che ho appioppato a Poste Italiane. Due timbri d’arrivo antecedenti il timbro di partenza!!!
Eccoli tutti insieme sulla stessa busta:
I tre timbri d’arrivo sul retro della busta.
Sarei dell’idea che questa busta con questi francobolli potrebbe darci un’idea… e cioè che il francobollo che commemora il Dizionario Zingarelli potrebbe consigliarci l’aggettivo giusto per poter degnamente prendere in considerazione la serietà con la quale lavora Poste Italiane.
La lettera che ho ricevuto il 2 luglio da Trieste era perfettamente affrancata e timbrata… peccato che abbia impiegato 15 giorni per essere recapitata.
Come accennai, il 2 luglio mi arrivò, dopo 2 giorni la lettera prioritaria spedita da Borgio Verezzi (SV). Un tempo brevissimo! Poste Italiane ha trasportato in modo impeccabile… gratuitamente però… infatti i francobolli non hanno ricevuto alcuna obliterazione e possono essere usati nuovamente.
La cosa più interessante è che l’addetto dell’Ufficio Postale, essendo cambiate le tariffe (non lo sapevo ma penso che prima di aumentare le tariffe bisognerebbe saper fare il proprio lavoro) non sapeva come comportarsi… Bisognerebbe sottolineare il fatto che gli “addetti ai lavori” non conoscono il valore di affrancatura degli attuali francobolli espressi in lettere A e B e probabilmente non conoscono le 4 zone postali del mondo. Lo dimostra il fatto che, mesi fa, per una mia lettera raccomandata affrancata in tariffa, l’addetto, dietro consiglio del vicino ugualmente ignorante in materia, voleva farmi pagare ulteriori 2 Euro.
Certo che se all’addetto ai lavori non si illustra l’esistenza, dico l’esistenza, del francobollo e il valore dello stesso, come dall’esempio di Poste Italiane che illustrerò prossimamente, sarà impossibile un servizio snello e ci sarà un’infinita perdita di tempo agli sportelli… con conseguente, inutile dirlo, mancanza di rispetto verso l’utente. Ecco la parola importante e dimenticata se non addirittura obsoleta… RISPETTO.
Se Poste Italiane continuano ad aumentare le tariffe, chi ha acquistato un certo numero di francobolli si vede col tempo aumentato il valore del francobollo stesso… quasi come un’obbligazione al portatore.
Questo è il valore attuale dei francobolli che un utente può utilizzare per affrancare un oggetto di corrispondenza. La cosa più strana è che l’addetto allo sportello di Poste Italiane non ha un pezzo di carta come questo da consultare.
Quando giornalmente apro la finestra e mi « godo » questa « camera con vista » in continuo movimento, ipotizzando la gioia di chi godrà di nuovi alloggi, penso che nel frattempo mi « sorbirò » rumori molesti e vocii con alto contenuto di decibel.
Ringrazio i giorni settimanali del sabato e della domenica che portano silenzio e tranquillità… ma la camera rimane « con vista ».
Non posso non prendere atto di quanto scrive « Evaporata » e rendermi conto che, anche se in modo diverso, ho anch’io la mia carta assorbente.