Guardarti fiorire

(foto web)

Ti ho preparato la memoria
d’un cielo che conquista
i confini azzurri
dell’orizzonte del tuo sguardo.

Ti ho preparato
il racconto del vento
che custodisce i sussurri lontani
dei tuoi capelli sciolti.

Ti ho preparato
dolci parole
con il battito del sole
confezionati nello scrigno d’una rugiada.

Ti ho preparato
attimi di sera
come ogni sera
solo per te.

© Omar Arcobaleno tutti i diritti riservati

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Un giorno d’aprile

(foto web)

Mi conquista un profumo
un profumo che conosco
è la pioggia che si fa strada
tra le nuvole confuse.

Il muro riempì
il ticchettio del tempo
di vuoto e silenzio
eco senza ritorno.

Il giorno era di Aprile
copriva il lontano
rivela la tua mancanza
tra le parole ingoiate in fretta.

Piove a occhi chiusi
e il vento furioso
spazza via le ultime lettere
d’un ricordo impossibile.

© Omar Arcobaleno tutti i diritti riservati

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Si chiude il volo

(foto web)

Ho svoltato lo sguardo
nell’altra parte
per conoscere
l’invisibile in te.

Lo specchio rifletteva
solo l’affanno del respiro
frantumandosi poi
in più occhi stupiti.

Si chiude il volo
sgretola il cielo
nella ruggine accumulato nel petto
s’impadronisce il dubbio dei battiti.

Quante belle maschere hai
il vento perde il fiato a contarle
in fondo alla strada
appare la croce di ogni giorno.

Amaro
il gusto della delusione
con fatica si riesce a ingoiarlo
c’è ancora tanto da imparare.

© Omar Arcobaleno tutti i diritti riservati

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BUON ANNO

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FUGGONO LE PAROLE

(foto web)

Seguo
le parole fuggite
per fuggire da me
nell’ignoto che ci conosce.

Nascondo le paure del cuore
per paura di un battito in più
che segue il respiro
nel nido delle api.

Fermentano i sospiri
sospesi tra le ombre urlate
e un urlo
senza ombra.

Seguo le parole
tra le macerie e la polvere
per rinascere dalle ferite
nuova canzone.

© Omar Arcobaleno tutti i diritti riservati

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PETALO DEL PASSATO

(foto web)

Un petalo rosso
ha sfidato e sfida il tempo
per custodire
un momento magico.

Ha piegato i respiri
le parole vissute
nel magico silenzio
dei pigmenti fragili.

Inchiostro loquace
sfida l’oblio
nelle preghiere affidate
ai sussurri nascosti.

Un petalo rosso
più profumato di prima
più prezioso di prima
parte dell’anima.

© Omar Arcobaleno tutti i diritti riservati

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NUMEROSE DOMANDE

(foto dal web)

Mi chiedo
dell’uomo dell’umanità
della presunta civiltà.
Si inchina la testa
tra le braccia
un bambino assorbito
da bombe intelligenti.

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ASCOLTA IL VENTO

(foto web)

Ascolta il vento
nel cadere della pioggia
mentre inizia
il viaggio d’una foglia
nei binari dell’autunno.

Versi persi sciolti nel nulla
nello scadere del tempo
che non perdona
il fuggire dei respiri
un attimo e sono già ricordi.

Mi piace riempire i polmoni
di questa gravità colorata
d’una poesia inedita
solo la natura
sa intuire.

Ascolta il vento
che cambia melodia
che cambia la tonalità del silenzio
non è pianto di tristezza
è una manifestazione di gioia.

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POLVERE CHE RESTA

(foto dal web)

Sono passate
passano
e passeranno
altre persone come noi.

Raccontano il tempo
che gli ha già dimenticati
resta solo polvere
magari qualche domanda stropicciata.

Che fine hanno fatto
le vele strappate, i passi stanchi
persi nel rumore confuso
che circonda il deserto che circonda il mare.

Maggio, cosa porti di nuovo?
cos’hai perso nell’alfabeto?
-un sogno che non si identifica
nel sogno parallelo.

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PARLA IL MARE

(foto dal web)

Parla il mare
dell’eternità, del silenzio.
Occupata la folla
a portare la sera
un po’ di sole sulla pelle.
Un bambino gioioso
raccoglie le sue orme
scolpite dalla sabbia.
Crea un castello dei sogni
lo dona alla prossima onda
per custodirlo
nella memoria del giorno.
Il mare parla
al bambino
che parla al castello
che svanirà.
Domani tornerà
i suoi castelli dimenticherà
occupato a portare via
un pò
di
sole.

© Omar Arcobaleno tutti i diritti riservati

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