Trilogia della città di K.

Titolo: Trilogia della città di K.

Autore: Agota Kristof

Editore: Einaudi

La “Trilogia della città di K.” fu pubblicato come tre romanzi distinti, divenuti un unico libro  nella versione italiana uscita nel 1998. Il libro racconta la storia di due gemelli Klaus e Lucas, affidati dalla madre alla nonna, chiamata la “strega”, tirchia, cattiva e sempre sporca,  durante la seconda guerra mondiale, da qualche parte nell’Est Europa. Il primo libro, dal titolo “Il grande quaderno”, racconta l’infanzia dei gemelli, tra sofferenze,  crudeltà, povertà e senza speranza nel futuro. I due gemelli sono sempre insieme, le loro identità si confondono, vivono in simbiosi, scrivono su un diario la loro vita quotidiana, la voce narrante è un “noi”. Klaus e Lucas sono intelligenti, scaltri, curiosi, imparano da soli a leggere e scrivere, si ingegnano in tutti i modi. La loro sembra una storia che potrebbe avere un finale positivo, ma non sarà così. Nel secondo libro, “La prova”, il racconto cambia, i due gemelli si separano, Lucas resta a casa della nonna mentre il fratello sconfina. Il racconto assume forme diverse, la voce narrante è una terza persona singolare. Il racconto è meno brutale ma la storia è sempre sofferta. Il terzo libro, “La terza menzogna”, racconta una verità diversa, tutto cambia, la voce narrante è un “io”. A quale narratore credere, al “noi” dei due gemelli del primo libro, alla terza persona del secondo o all’io del terzo ? Quale storia dei gemelli è vera ?  La conclusione del libro lascia il lettore sbigottito, senza certezze.  

Il libro è scritto con uno stile diretto, un linguaggio scarno ma potente, l’orrore, la povertà e la violenza sono descritte con grande efficacia, così come i caratteri dei protagonisti, resi alla perfezione con poche parole. Più che la trama, colpisce l’abilità di Agota Kristof nel costruire all’interno della finzione del racconto, un secondo livello di finzione deciso dai protagonisti del racconto.  

Un libro sorprendente, sia per i cambiamenti di stile e per l’abile costruzione di una specie di labirinto della verità, senza via d’uscita.

Martin Eden

Titolo: Martin Eden

Autore: Jack London

Editore: Mondadori 

Traduzione: Cecilia Scerbanenco

Martin Eden è un marinaio di Oakland, ventenne, si trova a terra in attesa di un imbarco. E’ un ragazzo ambizioso, piuttosto rozzo, con poca educazione e cultura.

Durante una rissa, Martin salva Arthur, figlio dell’avvocato Morse, un benestante professionista con moglie e tre figli. I genitori di Arthur invitano Martin a cena per ringraziarlo e in questa occasione conosce Ruth, sorella di Arthur, raffinata, colta e bellissima. Per Martin è amore a prima vista, mentre la ragazza all’inizio prova solo un vago interesse per quel ragazzo così diverso dalle persone che di solito frequenta.

Martin si rende conto che per riuscire a sposare Ruth dovrà cambiare, dovrà aumentare la sua cultura, studiare di tutto, dalle buone maniere alla storia, dalle scienze alla filosofia. Per questo comincia a leggere ogni tipo di libro, cerca di assimilare tutto il sapere possibile, dal significato delle parole, ai pensieri degli intellettuali, alle basi su cui poggiano le idee politiche. Per studiare Martin non dorme, studia tutto il tempo che può, inizia a scrivere articoli e brevi saggi che invia agli editori con la speranza di vederli pubblicati. La fame di cultura cambia in breve  tempo Martin anche agli occhi di Ruth che da paziente insegnante diventa innamorata pazza di quello strano marinaio. La voglia di cultura di Martin è un crescendo inarrestabile, come la sua determinazione a raggiungere i risultati che si era prefissato, che non viene scalfita neanche dalle centinaia di rifiuti alla pubblicazione dei suoi scritti. Martin alla fine avrà il successo che sperava e che meritava di avere ma uscirà comunque sconfitto dalla lotta ingaggiata con la cultura.

Quella che poteva essere una semplice storia d’amore tra due giovani di classi sociali diverse, diventa in realtà il pretesto per London di trattare i temi principali della società dell’epoca, i principali difetti, le differenze sociali che influivano in modo determinante sul futuro delle persone, la contrapposizione tra socialismo e capitalismo.

Un libro straordinario.

Veronica !

Titolo: Veronica !

Autore: Davide Rossi

Editore: PAV 

Siamo in Italia, in un futuro prossimo non molto lontano. Rispetto alla situazione del Paese odierna, tutto è andato storto. L’aria è resa irrespirabile dall’inquinamento, le strade sono sommerse da immondizia e in mano ad una banda di violenti che si fa chiamare “Isteria”, il governo non fa nulla se non prendere misure simili a quelle che sono state prese per affrontare la pandemia del 2020.

Veronica lotta per sopravvivere, chiusa in casa, mentre il compagno Alessandro è costretto per lavoro, è un vigile del fuoco, ad affrontare il disastro che c’è all’esterno, nonostante le sue precarie condizioni di salute. Le cose vanno sempre peggio, la salute di Alessandro è sempre più precaria, Veronica scopre di essere incinta e viene a sapere che sua madre, che non sentiva da tempo, è scomparsa dopo un ricovero in ospedale. Decide di partire alla ricerca della madre e della sua salvezza, senza avere un piano preciso. Il viaggio sarà duro e doloroso, drammatico, verso un futuro incerto e pieno di insidie. 

Questo romanzo è un segnale di allarme che ci avvisa dei rischi che si possono correre, anche in società civili come la nostra, quando derive violente e irresponsabili non sono fermate in tempo. Il negazionismo, il non capire le ragioni degli altri, il continuo dileggio dell’avversario o la violenta reazione verso chi ha idee diverse, possono condurre al disastro sociale, senza che si possa correggere il tiro per tempo. Rossi ha scritto un romanzo con contenuti importanti, piano di eventi drammatici e di esempi su come ci si deve comportare di fronte alle difficoltà, con coraggio, senza subire passivamente quello che sembra un destino segnato.

Rossi scrive con uno stile personale e ben definito, non si perde in giri di parole, invita alla riflessione e riesce nel suo intento. 

Al mare con la ragazza

Titolo: Al mare con la ragazza

Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: La nave di Teseo

Milano, anni 60. Duilio e Simona si conoscono da quando erano bambini e da allora sognano di vedere il mare. Le loro famiglie sono povere, pochi soldi e niente futuro. Il mare rimane un sogno irrealizzabile. I due pensano che l’unico modo per cambiare le proprie vite, cominciando col vedere il mare, è fare una rapina, seguendo le indicazioni di un piccolo criminale amico di Duilio. Il piano viene studiato in tutti i dettagli, sembra una cosa facile, senza rischi. Ma il destino sarà spietato e Duilio e Simona andranno incontro ad una fine triste e misera. 

Edoarda è una giovane benestante, in crisi con il fidanzato, alla ricerca di qualcosa di diverso dalla vita. Anche lei vuole trovare quello che cerca al mare. Edoarda Incontrerà Duilio e  nonostante il periodo difficile che sta vivendo, è pronta ad aiutarlo, con l’aiuto del fidanzato. I due mostrano una grande umanità e generosità, un esempio di come anche nei momenti difficili, le persone buone non rinuciano ad aiutare chi ha bisogno e merita, nonostante tutto, un destino migliore. Ma Duilio, criminale per amore, non vuole essere aiutato perché ritiene giusto pagare per i suoi errori.

Un romanzo malinconico, che ci porta indietro negli anni, quando la vita era meno comoda di quella a cui siamo abituati oggi, con il male sempre in agguato, allora come ora, pronto a prendere tra i suoi adepti persone di indole pacifica, che vorrebbero migliorare la propria condizione.

Questo “Al mare con la ragazza” è appena uscito nell’edizione “La nave di Teseo” con una copertina evocativa dell’epoca che ho trovato bellissima. Questo romanzo è una ulteriore prova dell’abilità di Giorgio Scerbanenco nel costruire trame semplici con personaggi comuni, di grande efficacia. La sua scrittura diretta e scarna descrive in modo impeccabile sentimenti e pensieri dei protagonisti, commuovendo senza cadere nel pietismo. Come spesso accade nei romanzi di Scerbanenco, c’è qualcuno che prova a scappare dal proprio destino senza riuscirci. Nessuno batte il proprio destino.

Le ombre del mondo

Titolo: Le ombre del mondo

Autore: Michel BussiEditore: e/o

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca 

Michel Bussi è uno dei migliori scrittori di thriller del momento, con il suo stile originale capace di tessere trame complesse e misteriose, piene di tensione mista ad una certa ironia, con continui tranelli per il lettore, sviato con maestria della realtà dei fatti.Questo suo ultimo romanzo, “Le ombre del mondo”, è molto diverso dalle opere precedenti, non è un thriller ma un romanzo che tratta un tema importante come il genocidio del  Ruanda, con l’etnia Tutsi trucidata dalla etnia Hutu, entrambi di fede cristiana, che ha avuto inizio  nel 1994, con quasi un milione di morti,  uno dei più sanguinosi conflitti etnici della storia. Il libro vuole denunciare le responsabilità nell’eccidio del governo francese dell’epoca, per aver determinato l’inizio del massacro e per non aver fatto abbastanza per fermarlo. La Francia e la politica locale hanno causato un numero enorme di morti che non hanno avuto alcuna giustizia,  dato che i principali responsabili del massacro sono rimasti impuniti. Tutto questo nel totale disinteresse dell’occidente politico.Il romanzo, ambientato tra il 1990 e il 2024,  racconta quanto accaduto in Ruanda attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia ruandese costretta a fuggire in Francia. C’è anche una breve puntata nel futuro, in cui in uno spettacolo teatrale, si allestisce un tribunale che condanna i responsabili ed i sostenitori del genocidio. Almeno nella finzione i responsabili sono stati condannati.La storia inizia con un misterioso incidente aereo, avvenuto il 6 aprile 1994, in cui morirono il presidente del Ruanda e quello del Burundi. La scatola nera dell’aereo non fu mai ritrovata. Da qui parte la storia che segue la cronologia di un diario che un nonno regala alla nipotina adolescente. Bussi racconta i fatti con sentita partecipazione, coinvolgendo ed emozionando, descrivendo le ambientazioni naturali esaltandone la straordinaria bellezza, includendo nel racconto anche i gorilla di montagna, che in Ruanda sono delle vere e proprie celebrità.

Sotto mentite spoglie

Titolo: Sotto mentite spoglie

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

Sotto mentite spoglie è il nuovo romanzo di Antonio Manzini con protagonista Rocco Schiavone.  E’ quasi Natale e Aosta è tutta una luminaria, Babbi Natale ovunque e cori itineranti che riempiono le vie di canti, in genere graditi ai più. Non a Rocco Schiavone, che detesta il Natale, le luminarie, i cori, le cene e lo scambio dei regali. La tranquilla routine della città  è interrotta da una rapina in banca, con una rocambolesca fuga dei rapinatori che  riescono ad evadere beffando Rocco e la sua squadra grazie a travestimenti perfetti. C’è anche il ritrovamento di un cadavere in un lago e la scomparsa di un ricercatore di una importante azienda  farmaceutica locale. Tutte indagini affidate alla squadra di Rocco Schiavone che è in difficoltà per via dell’organico ridotto. 

Una storia complessa, che vede insieme  uomini d’affari in difficoltà alla ricerca di soldi facili, faccendieri del mondo del calcio ed esperti di medicinali che sperano nel colpo del secolo. Rocco è abituato ad indagini complicate che spesso risolve grazie al suo intuito che riesce a trovare connessioni tra fatti apparentemente scollegati tra loro. E quando le cose si fanno difficili arriva puntuale l’aiuto degli amici romani, Brizio e Furio, sempre pronti ad aiutare il loro amico di una vita, con i loro metodi non sempre leciti  ma efficaci.

Rocco è il protagonista assoluto della storia, con la sua romanità spiccia ed esuberante, spesso indelicata, i suoi modi diretti, a volte troppo bruschi, le sue fissazioni e il dolore che lo accompagna in ogni istante della vita. Rocco vive nel continuo ricordo della moglie scomparsa che non vuole dimenticare e che non vuole tradire, rifiutando di trovarsi in condizione di scoprire di poter amare un’altra donna. Rocco è un uomo complesso, triste, distaccato, incapace di amare, ma generoso, ironico e con un forte personale senso della giustizia. Antonio Manzini quando scrive le avventure di Rocco esprime al meglio le sue doti di scrittore e di costruttore di trame.

Le escluse

Titolo: Le escluse

Autore: Nicolas Feuz

Editore: Baldini+Castoldi

Traduzione: Sergio Arecco

Nicolas Feuz è un magistrato svizzero che alterna la sua attività professionale con quella di scrittore di Noir. I suoi romanzi hanno un grande successo al punto che Feuz contende ad uno scrittore del calibro di Joel Dicker il titolo di miglior scrittore di Noir svizzero.

Feuz è un grande costruttore di trame complesse, molto abile a nascondere alcuni dettagli che fanno sembrare i fatti narrati diversi da quello che sono, per svelare solo nel finale la verità, lasciando il lettore sorpreso e spiazzato.

Oltre alla abilità con cui tesse le trame, Feuz ha il merito di creare personaggi criminali dalle menti contorte e dalla psicologia complessa, le cui personalità sono raccontate ed approfondite con sensibilità e profondità non comune, mantenendo uno stile di scrittura efficace ed incalzante. I capitoli brevi ed i continui cambi di fronte contribuiscono a mantenere alta l’attenzione del lettore che ha sempre un buon motivo per continuare la lettura. 

Il libro inizia con il suicidio di una ragazza e con la scomparsa di una sua amica. La storia prosegue con le vicissitudini di sei donne che sono chiuse in carcere, tra cui la madre della ragazza scomparsa, che è in prigione con l’accusa di aver rapito sua figlia per sottarla al padre. La donna è reduce dalla separazione dal marito e si trova in uno stato di estrema fragilità.

Le sei donne vivono nell’ambiente ristretto del carcere, costrette ad una convivenza a tratti disumana, in balia delle proprie angosce e di una guardia carceraria dura e vendicativa, che sfoga sulle recluse tutta la sua rabbia e insoddisfazione. La vita nel carcere per le sei donne è dura, non solo per la privazione della libertà e per le condizioni igieniche ed ambientali, per i sensi di colpa e per consapevoleza che il tempo trascorso in carcere non sarà mai recuperato,  ma soprattutto per il continuo stato di vessazione e di violenza in cui sono costrette a vivere.  Ma è proprio così? Cosa accade a quelle donne in quel carcere ? E’ un incubo o è la realtà ?

L’ultima occasione

Titolo: L’ultima occasione 

Autore: Michele Navarra

Editore: Laurana

Michele Navarra è un affermato avvocato penalista con la passione per la scrittura. Ha pubblicato nove romanzi con protagonista l’avvocato Alessandro Gordiani. Il primo romanzo della serie, dal titolo “L’ultima occasione”, è stato ripubblicato a settembre 2025.

Il romanzo racconta le vicissitudini di Gordiani, brillante avvocato quarantenne, che abbandona una promettente carriera forense per andare a vivere in un paesino della Sardegna, lontano da stress e tensioni. Troppo grande il peso delle responsabilità per chi come Gordiani interpreta la professione di avvocato come una missione e non come un mezzo per fare soldi. Dopo meno di due anni Gordiani tornerà a Roma per difendere un ragazzo accusato di omicidio e ricominciare l’attività che aveva abbandonato. 

Il legal thriller all’italiana ha Michele Navarra tra i principali autori e Alessandro Gordiani un protagonista empatico e di spessore. Le vicende processuali sono narrate con efficacia, senza passaggi troppo tecnici, per mostrare quanto lavoro c’è dietro la costruzione della difesa dell’imputato. L’ arringa difensiva, momento topico del processo, è il risultato di un impegno metodico e approfondito per analizzare ogni piccolo dettaglio da ogni punto di vista. Non c’è spazio per l’improvvisazione o per trovate dell’ultimo momento. 

Indagare, studiare tutte le carte, insinuare il dubbio nei giurati, colpire le corde giuste per ottenere il miglior risultato per il proprio assistito, che non sempre vuol dire fare  giustizia. Tanti dubbi e difficoltà che rendono il lavoro dell’avvocato duro, spietato ma anche affascinante. Nella vita non c’è solo la professione e Gordiani si deve barcamenare anche tra le vicende personali, i rapporti con la famiglia, le relazioni sentimentali, a cui può dedicare solo il poco tempo libero che gli rimane. Quello dell’avvocato penalista è un lavoro che necessita di impegno, professionalità ed etica, senza orari, fine settimana, feste comandate o ferie. Gordiani lo sa benissimo e nonostante tutto, è tornato. 

I guardiani del tempio

Titolo: I guardiani del tempio

Autore: Pietro Caliceti

Editore: Baldini+Castoldi

Un thriller dalla trama potente, una sequenza infinita di eventi tra Roma, Città del Vaticano, Gaza e Gerusalemme, con protagonisti il Papa, i vertici della Chiesa Cristiana, i servizi segreti israeliani, quelli vaticani, i servizi di sicurezza preventiva palestinesi, la direzione centrale della Polizia di Prevenzione Italiana e alcune stanze dello IOR, l’Istituto per le Opere di Religione, la famosa banca vaticana nota per offrire esclusivi servizi finanziari e bancari a clienti potenti dalle grandi disponibilità, per nascondere capitali e beni spesso di provenienza quanto meno dubbia.  

La vicenda ha inizio con un attentato al Papa che rimane solo ferito in modo non grave grazie alla protezione di un misterioso sacerdote, rimasto vittima dell’attentatore. Le indagini scopriranno che era un miliziano dell’Isis. Cosa ci faceva un terrorista a fianco del Papa ? Perché gli ha salvato la vita ?  

Oltre al Papa, tra i protagonisti ci sono un rabbino israeliano e un Imam dell’Isis, a rappresentare punti di vista religiosi opposti. Il loro pensieri sono inseriti con grande misura tra le trame del thriller, innalzando il livello del romanzo, con riflessioni ed approfondimenti sulla fede e il rapporto con il divino che accomuna molti uomini.

Il romanzo è scritto con un gran ritmo, capitoli brevi ambientati in luoghi sempre diversi, dialoghi diretti, scarni, efficaci. Papa Hamilton mostra la stanchezza di essere a capo di una religione in cui la fede è divenuta ormai marginale rispetto alla politica ed ai compromessi necessari per mantenere i rapporti con le varie correnti ed i diversi centri di potere che ambiscono a controllare la Chiesa Cattolica.

Ambientazioni molto efficaci, dalle stanze Vaticane agli uffici di polizia, ai luoghi storici in cui si svolgono le azioni. Un romanzo di grande interesse, appassionante ed inquietante, lucida testimonianza dei tempi travagliati che stiamo vivendo, con l’Europa debole e piena di contraddizioni e il Medio Oriente diviso e fragile con mille conflitti irrisolvibili. 

L’uomo dagli occhi tristi

Titolo: L’uomo dagli occhi tristi 

Autore: Piergiorgio Pulixi 

Editore: Rizzoli

L’uomo dagli occhi tristi è il nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi. La storia è ambientata in Sardegna, nella zona dell’alta Ogliastra, terra dalla storia antica, dalla natura forte e selvaggia, dalle tradizioni immutabili e tramandate con orgoglio dagli abitanti. La bellezza della zona dipende per buona parte dalla natura, ma anche dai miglioramenti resi possibili dalla ricchezza generata dal turismo. Il merito di tale successo è dell’ex sindaco Daniele Enna, indiscusso protagonista della crescita economica della zona, uomo politico stimato e rispettato da tutti.

Un giovane viene ucciso con molteplici coltellate, il cadavere, travestito da donna, giace riverso su una imbarcazione di proprietà dell’ex sindaco.  Le indagini, affidate alle ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, si presentano fin da subito delicate e molto difficili e porteranno alla luce risultati sorprendenti.

Un libro dalla trama ben costruita in cui le indagini e le vicende giudiziarie si alternano alle storie personali dei protagonisti, che con i loro limiti e difetti mostrano come sia possibile risolvere incomprensioni, tradimenti veri o presunti e inevitabili difficoltà di vario tipo,  quando si è guidati da un ideale condiviso.

La trama gialla tratta temi di grande attualità, come l’energia “green”, gli affari che ruotano attorno agli investimenti tecnologici e alle sempre più frequenti infiltrazioni della malavita organizzata, con le nefaste conseguenze per la vita politica e sociale, come sempre accade quando il bene comune viene messo in secondo piano rispetto agli interessi di poche, spregiudicate e immorali persone. 

Ma c’è anche molto altro, come il racconto del coraggio delle donne, della loro determinazione quando c’è da ottenere quello che ritengono sia giusto e della loro capacità nel superare ogni difficoltà anche quando il dolore potrebbe sopraffarle.

Un thriller attuale e di grande interesse, scritto con equilibrio e buon gusto, che racconta una ricerca delle verità difficile e piena di insidie. 

L’ultimo segreto

Titolo: L’ultimo segreto

Autore: Dan Brown

Editore: Rizzoli

Traduzione: Anna Maria Raffo e Roberta Scarabelli

Mi ero ripromesso di non comprare più i suoi libri. L’ho visto in libreria e non ho potuto fare a meno di comprarlo. Poco meno di ottocento pagine, leggere “L’ultimo segreto” comporta un dispendio energetico importante. Una trama complessa e piena di tante cose, secondo gli schemi tipici della scrittura di Dan Brown. Il solito protagonista Robert Langdon, affascinante, colto e dalle mille risorse, una seconda protagonista, l’amica di Robert, Katherine Solomon, grande scienziata esperta di noetica e Praga, che risulta forse la protagonista meglio riuscita. Una avventura travolgente che si svolge in poco meno di 24 ore. Una via di mezzo tra un thriller, un libro di fantascienza, un trattato scientifico sul funzionamento della mente umana e su tecnologie di un futuro prossimo, una storia di spionaggio, con l’eterna lotta tra buoni e cattivi sparsi tra New York e Londra ed ovviamente Praga, con le sue architetture e luoghi storici affascinanti e misteriosi.

Dan Brown è un grande affabulatore, capace di trattare materie poco conosciute con il piglio di chi ne sa, ma si rivolge ad un pubblico che di quelle materie sa poco o nulla, quindi non può giudicare con cognizione di causa. Colpisce la complessità della trama e la facilità con cui le conoscenze scientifiche sono mescolate alle avventure mirabolanti dei protagonisti, così come impressiona la vastità dei temi trattati. Il ritmo della narrazione è trascinante, succede sempre qualcosa, si ha di continuo la sensazione che i protagonisti stiano per capitolare, con il povero Langdon costretto a risolvere enigmi, interpretare codici, capire connessioni astruse tra lettere di alfabeti antichi e storie del passato, mentre la sua vita è in pericolo, insieme a quella della sua compagna. I capitoli di azione sono brevi, incalzanti. I capitoli dedicati al funzionamento della mente si dilungano, forse troppo, su aspetti non sempre interessanti.

Il romanzo è puro intrattenimento, la storia è intrigante ma alla fine resta poco. 

Il vagabondo delle stelle

Titolo: Il vagamento delle stelle

Autore: Jack London

Editore: Foschi

Il vagabondo delle stelle è un romanzo di Jack London, non tra i più famosi della sua produzione, pur essendo una delle sue opere più impegnate ed originali. Un libro in cui si denunciano le condizioni in cui sono costretti i detenuti in America, ma dove si parla anche di esperienze extracorporee, della forza della mente umana, di viaggi nel tempo, reincarnazione, ricordi di vite precedenti e di cosa ci aspetta dopo la morte. Il tutto raccontato con lo stile tipico di Jack London, diretto, efficace, pieno di dettagli, capace di coinvolgere il lettore nelle vicende raccontate. Un libro coraggioso, inaspettato ed originale, dallo stile innovativo. Protagonista del romanzo è Darrell Standing, un professore universitario condannato all’ergastolo per un omicidio che sta scontando la pena in un carcere californiano. La vita da detenuto di Standing è caratterizzata da lunghe e sistematiche torture a cui è sottoposto, tra cui la più frequente è la terribile camicia di forza. Un detenuto decide di aiutare Darrell, istruendolo su come utilizzare le doti insite nella mente umana per alleviare le sofferenze durante le lunghe sedute di torture. Standing applica gli insegnamenti ricevuti con impegno e determinazione. Impara come rendere meno dolorosa l’azione della camicia di forza sul suo corpo, come dissociare la mente dal corpo e dalla sofferenza, ad esplorare le sue vite passate ed a come viaggiare nel tempo e nello spazio. I viaggi e le esplorazioni lo porteranno lontano dalle sofferenze e gli daranno la chiave per trovare il senso della vita e per scoprire limiti inediti della mente umana. Il libro è una straordinaria lezione di come dare valore alle avversità ed alle sofferenze, oltre che una chiara ed efficace denuncia contro le ingiustizie sociali. Standing racconta in prima persona le sue disavventure nella prigione, mentre le sue vite passate sono raccontate come episodi che appartengono ad epoche diverse vissute in luoghi diversi, come fossero dei racconti separati dal resto del libro. Ottima lettura.

L’isola degli idealisti

Titolo: L’isola degli idealisti

Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: La nave di Teseo

La famiglia Reffi vive in una villa isolata sull’immaginaria isola della Ginestra, nel mezzo di un lago. I membri della famiglia sono l’anziano Antonio, medico otorino, i suoi due figli, Carla e Celestino, la prima scrittrice e il secondo medico per volere paterno ma in realtà studioso di matematica. Nella villa vivono anche i cugini Vittorio e Iole con due domestiche.

Guido e Beatrice sono due rapinatori, specializzati nelle rapine nelle abitazioni dei ricchi, nell’area del Veneto e Lombardia. I due, in fuga dalla polizia dopo uno dei soliti colpi, si rifugiano nella villa dei Reffi, che decidono di non denunciarli, ma di ospitarli e di coinvolgerli in una sorta di cammino di riabilitazione, per abbandonare il crimine a iniziare una nuova vita. A spingere verso l’atteggiamento benevolo è soprattutto Celestino Reffi, il matematico. Beatrice si lascia convincere con una certa facilità, subendo il fascino di Celestino, mentre Guido vede i Reffi sempre come possibili vittime, mai come alleati. La vita semplice e tranquilla della famiglia Reffi viene rivoluzionata dalla presenza dei due ricercati e verranno fuori antichi rancori, per anni sopiti, inganni e bugie.

Questo “L’isola degli idealisti” è un libro dall’atmosfera inedita tra le opere di Scerbanenco. La storia è raccontata con una lieve e tagliente ironia, c’è una atmosfera che evolve, la famiglia Reffi si trova ad affrontare situazioni inedite, con la voglia di rischiare che vince la paura di commettere qualche errore. Alcune parti del racconto sono caratterizzate da una certa sensualità, piena di eleganza e di sentimento. I protagonisti con i loro pregi e difetti, hanno personalità originali e uniche, con doti umane particolari e non comuni.

Tutti i personaggi partecipano alla costruzione di una storia affascinante che colpisce il lettore per la sua originalità. La scrittura di Scerbanenco è netta, decisa e precisa, essenziale, senza però tralasciare nessun particolare degli ambienti e della personalità dei protagonisti. Un ottimo libro.

Il futuro è una truffa

Titolo: Il futuro è una truffa

Autore: Petros Markaris

Editore: la nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

Kostas Charitos è diventato direttore della polizia dell’Attica e il commissario Antigone Ferleki ha preso il suo posto alla squadra omicidi. È una settimana tranquilla e  Kostas trova il tempo per andare in ospedale a trovare il suo amico Zisis, ricoverato per un problema cardiaco. La tranquillità dura poco. Arriva la notizia di un delitto. Il custode di un museo è stato ucciso, durante l’orario di chiusura della struttura e sono stati trafugati dei reperti antichi, sostituiti con copie identiche agli originali. Il furto dei reperti viene rivendicato da una organizzazione che si definisce “Squadra di Sopravvivenza dell’Antico Lascito” che conferma la responsabilità del furto ma dichiara la sua estraneità riguardo l’omicidio del custode. Lo scopo degli esecutori del furto è dimostrare come sia possibile produrre copie esatte di reperti antichi grazie all’intelligenza artificiale. Il loro intento è quello di riprodurre le Cariatidi del Partenone, ora in mano agli inglesi ed esposte al British Museum, per collocarle di nuovo al loro posto. Questo fatto dovrebbe aumentare il numero di turisti che si recano in Grecia per vedere il Partenone come era nell’antichità, con i conseguenti benefici economici. La polizia indaga, individua i componenti della “Squadra di Sopravvivenza dell’Antico Lascito” e cerca la loro collaborazione per scoprire l’omicida del custode. La vicenda si complica e la storia cresce di intensità, tra interessi politici, affari non sempre puliti e le nuove tecnologie che incombono.

Kostas Charitos resta fedele a se stesso, grande lavoratore che sente il peso della responsabilità, attaccato alla famiglia ed alle sue abitudini, appassionato di cibo greco preparato in modo sublime dalla moglie. La struttura dei libri di Kostas è sempre uguale, ossia una storia gialla che si svolge attorno alle vicende della famiglia Charitos con un argomento di attualità che questa volta è rappresentato dall’Intelligenza Artificiale con i rischi delle sue applicazioni senza regole.

Mimica

Titolo: Mimica

Autore: Sebastian Fitzek

Editore: Fazi

Traduzione: Elisa Ronchi

Hannah Herbst è una consulente della polizia tedesca, grande esperta di mimica facciale. Sposata, due figli, vive a Berlino. Ora si trova in una anonima stanza d’albergo, con le mani legate, non ha alcun ricordo della sua vita e non ha la minima idea sul motivo per cui si trova in quelle condizioni. Di fronte a lei vede un uomo che dovrebbe essere un killer spietato che gli mostra un film in cui lei, o una donna che le assomiglia molto, confessa di aver sterminato la propria famiglia, ad esclusione del figlio Paul.

Il libro cattura fin dalla prima pagina l’attenzione del lettore che rimane intrappolato nella rete preparata dall’autore. Una storia emozionante, dove si intuisce che non tutto quello che sembra è vero ma non ci sono spiragli che possano indicare una possibile verità alternativa al racconto.

La storia è scritta con maestria, la tensione sale di continuo, i capitoli brevi rendono il ritmo incalzante, con colpi di scena continui che aumentano la complessità e il piacere della lettura. Sebastian Fitzek ha costruito la trama di questo “Mimica” con precisione e cura dei dettagli, svelando la soluzione solo alla fine, quando tutto ormai sembra risolto, dopo una sequela di eventi paragonabili all’eruzione di un vulcano. Una conclusione spiazzante e imprevedibile.

Il romanzo non è solo tensione e terrore, ma contiene alcuni spunti sulla società moderna di grande attualità, ora più che mai degni di qualche riflessione.

La trama è un meccanismo perfetto che muove le forme di un labirinto senza uscita, con crescenti complicazioni che rendono unico il racconto, con Hannah protagonista indiscussa dalle grandi intuizioni. Tanti gli argomenti del libro che se usati nei modi sbagliati  avrebbero potuto rendere la lettura impossibile, ma Fitzek è stato capace di dosare tutti i componenti con maestria farmaceutica, per un ottimo risultato. Una lettura di grande interesse, un viaggio nel male nelle sue forme più diverse, tra chi lo fa e chi lo vorrebbe evitare. 

La donna senza memoria

Titolo: La donna senza memoria

Autore: Pierre Martin

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Roberta Scarabelli

Nuovo romanzo della Commissaria più imprevedibile di Francia, ossia Isabelle Bonnet, le Commissaire di Fragolin, un simpatico ma inesistente paese della Provenza, il cui splendore è di continuo richiamato nel romanzo, con le sue ambientazioni tipiche ed uniche ed uno stile di vita rilassato e privo della tipica fretta cittadina. Isabelle vive l’impegno professionale con passione e dedizione, senza trascurare i piaceri della vita, che possono essere soddisfatti a Fragolin e dintorni, meglio che in quasi tutti gli altri posti del mondo. La calma routine di Fragolin è interrotta da un incidente che vede coinvolto il suo fido quanto originale assistente, Apollinaire, una specie di caricatura di poliziotto, che per poco non investe una donna che porta una vistosa fasciatura alla testa e che non ricorda nulla, di sé stessa e della sua vita, tanto meno il perché si trova su quella strada. La donna viene accompagnata dalla Commissaria e dopo qualche tentativo di avvicinarla per guadagnare la sua fiducia e provare a farle tornare la memoria, sparisce senza lasciare tracce. Ha inizio una avventura coivolgente e imprevedibile, in cui Isabelle sarà costretta ad affrontare nemici pericolosi disposti a tutto, anche rubare un missile da guerra da usare in un attentato che potrebbe avere conseguenze drammatiche. 

Isabelle è una esperta della lotta al terrorismo e con le sue doti investigative, sventerà la trama omicida, confermando di essere una poliziotta fuori dal comune.

I romanzi della Commissaire funzionano, sono intriganti, hanno un effetto rilassante, sono ambientati in posti tranquilli ed eleganti, conosciuti da tutti, con abitanti gentili e ben disposti verso gli altri. Piccoli paesi efficienti dove regna un piacevole ordine, le persone si conoscono tutte e la vita scorre in modo lento, senza stress. Immagino che molti dei lettori della serie, abbiano passato qualche giorno di vacanza tra la Provenza e la Costa Azzurra e la lettura rimanderà la memoria alla piacevolezza di quei giorni. 

Delitto in bianco

Titolo: Delitto in bianco

Autore: Valeria Corciolani

Editore: Rizzoli 

“Delitto in bianco” è l’ultimo romanzo di Valeria Corciolani, con protagonista Edna Silvera, brillante restauratrice e storica dell’arte, grande appassionata di Hyeronimus Bosch, che alla soglia dei sessant’anni si è messa in vacanza, per rilassarsi nella sua casa in Liguria, nella quiete della campagna con la compagnia delle sue sette galline e del gatto Cagliostro.

Ma accade qualcosa di imprevisto. Edna riceve a casa un pacco anonimo, spedito da Berna, con una edizione dell’opera completa del suo adorato pittore Bosch seguito poco dopo da  l’invito della sua amica e collega Antonia, che le chiede di raggiungerla a Napoli per aiutarla a preparare una conferenza prestigiosa ed impegnativa all’Università. 

Edna, dopo qualche esitazione, decide di accettare l’invito e parte per Napoli accompagnata da Ottavio, coinquilino di sua madre, di professione critico musicale, estroso quanto imprevedibile e svampito collezionista, con una innata capacità di combinare guai. La strana coppia, Edna e Ottavio, raggiunge Napoli dopo un movimentato viaggio in treno, per ritrovarsi subito, in modo del tutto imprevedibile, in una indagine per omicidio, in cui la principale sospettata è proprio Antonia. 

Un libro molto piacevole, con una trama intrigante, personaggi originali e imprevedibili, ambientazione napoletana affascinante e misteriosa, frequenti riferimenti alla storia dell’arte e all’origine dei colori, con descrizioni delle tecniche di produzione dell’antichità comprensibili anche a non addetti ai lavori. Tanti ingredienti ben dosati ed assortiti per una composizione equilibrata e piena di spunti interessanti. I dialoghi riflettono la personalità dei protagonisti, originali, ironici e dissacranti. Valeria Corciolani ha uno stile di scrittura piacevole ed elegante che riesce a mescolare i tanti argomenti trattati con la precisione dei dettagli, senza mai appesantire i testi, mantenendo sempre alta l’attenzione del lettore verso la trama gialla che avrà un esito del tutto imprevedibile.

La promessa

Titolo: La promessa

Autore: Friedrich Dürrenmatt

Editore: Adelphi

Traduzione: Donata Berra

“La promessa” è un romanzo pubblicato nel 1958, dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt. 

Il commissario Matthäi deve indagare sull’uccisione di una bambina di sette anni, Gritli Moser, massacrata a colpi di rasoio. Il corpo della bambina è stato ritrovato da un ambulante, che dopo un lungo interrogatorio, confessa l’assassinio, per poi impiccarsi subito dopo nella cella in cui era stato rinchiuso. Il suicidio vale come prova di colpevolezza come e più della confessione e il caso viene subito chiuso. Per la giustizia l’ambulante è il colpevole. Ma non per il commissario Matthäi, che è convinto dell’innocenza dell’ambulante e che il vero assassino è ancora in libertà. La promessa fatta ai genitori della vittima di trovare il vero colpevole, diventa per l’ispettore una vera e proprio ossessione, che lo porterà quasi alla follia. Matthäi cambierà la sua vita per mettere in piedi una trappola per catturare l’assassino.

Friedrich Dürrenmatt ha dedicato la sua attività di scrittore al concetto di giustizia ed alla sua incapacità di accertare la verità e punire i colpevoli, in quanto i meccanismi di indagine sono ritenuti poco adatti a cogliere la complessità dell’animo umano.

Il sottotitolo del romanzo “Requiem per il romanzo poliziesco” indica l’intento del libro, ossia mostrare il fallimento della logica e della razionalità applicata alle indagini e l’incapacità della giustizia a raggiungere i suoi scopi. La promessa sembra un romanzo giallo tradizionale, con l’investigatore dalle grandi capacità logiche, l’assassiono crudele, la vittima innocente, un caso che sembra possa essere risolto con le indagini, ma alla fine il colpevole resterà impunito. Secondo Friedrich Dürrenmatt, questo può accadere perché la logica risolve i casi solo nei romanzi gialli tradizionali, mentre nella realtà è il caso a comandare. 

Una storia apparentemente semplice, un romanzo pieno di significati, ambientazione caratteristica e personaggi molto tipici, una storia sulla lotta tra caos e razionalità, che vede soccombere la giustizia. 

L’uomo che piantava gli alberi

Titolo: L’uomo che piantava gli alberi

Autore: Jean Giono

Editore: Salani

Traduzione: Luigi Spagnol

La storia è narrata in prima persona da un personaggio che potrebbe essere l’autore, ambientata tra il 1913 e il 1947, nella regione delle Alpi Francesi vicino alla Provenza, nei pressi del villaggio di Vergons. Un romanzo breve, di sole 40 pagine con illustrazioni che aumentano il piacere della lettura.

Un giovane camminatore rimane senza acqua durante una passeggiata in montagna. La ricerca di una fonte lo porta a scoprire dove vive un pastore taciturno, Elzéard Bouffier. Oltre alla pastorizia, Elzéard, nel tempo che gli rimane,  seleziona, ogni giorno, 100 ghiande, che pianta nel terreno, con cura ed attenzione.
il giovane camminatore torna a casa, parte per la prima guerra mondiale e alla fine della guerra, torna nella zona dove incontrò Elzéard Bouffier. Ritrova il pastore invecchiato, in buona salute, ma rimane colpito dal paesaggio, completamente cambiato, con oltre 10.000 querce giovani che formano una grande foresta. Il pastore restò in vita per altri 30 anni e il camminatore continuò tutti gli anni a visitarlo, per vedere il cambiamento continuo del territorio, sempre più rigoglioso, con la foresta sempre più grande, abitata da una fauna numerosa, con il vecchio borgo non più abbandonato, pieno di abitanti e di vita.

Una storia breve, poco più di un racconto, una storia per ragazzi adatta anche agli adulti, con un insegnamento potente. Per migliorare il mondo in cui viviamo, bastano piccole azioni quotidiane, che se ripetute con continuità e dedizione, possono realizzare qualcosa di grande. Ognuno di noi può diventare come Elzéard Bouffier, un semplice e sconosciuto seminatore di ghiande, capace di cambiare il mondo.

Quanti di noi sono scontenti della propria condizione, lavorativa, familiare, personale.

Basta trovare qualche gesto semplice per cambiare il senso della propria vita. Non serve diventare ricchi e famosi, si può fare del bene senza dirlo. Leggete questo libro, trovate le vostre ghiande da piantare e provate a cambiare il mondo.

Battito Rock

Titolo: Battito Rock

Autore: Alessandro Zaritto

Editore: infinito edizioni

Felix viene licenziato per aver dato un pugno ad un collega. Non è la prima volta che perde il posto di lavoro per il suo carattere poco accomodante. Qualche ora dopo, in un bar, una veggente gli comunica che gli restano solo 10 giorni di vita. Ma non è tutto. Per difendere una ragazza dalle attenzioni non gradite di una banda di pericolosi motociclisti, Felix si trova a rischiare grosso, con degli energumeni che gli vogliono dare una solenne lezione. 

Sembra proprio che il destino si sia accanito contro di lui. Ma accade anche qualcosa di positivo. La ragazza che ha difeso dai motociclisti, di nome Agata, scopre che Felix è uno scrittore di testi di canzoni, che sta cercando l’occasione per farsi conoscere da qualcuno che lo possa lanciare nel mondo della musica. Il caso vuole che la ragazza conosca molto bene un importante produttore musicale e fissa un appuntamento per Felix per il giorno dopo. Finalmente una grande occasione per entrare nel mondo della musica, quella che conta, dove si possono guadagnare tanti soldi. Tutto sembra andare nel modo giusto quando la profezia della veggente si rivela corretta, anche se a morire non è lui.

Battito rock è un romanzo breve, scritto da un autore debuttante che è anche un musicista, come Felix.

La storia è scandita da un ritmo veloce, con una scrittura diretta che non si perde in troppi giri di parole, piena di riferimenti musicali, ovviamente di musica rock. Una storia agro-dolce, con un finale sospeso, che il lettore può solo immaginare. Il messaggio del libro è positivo, lascia intendere che la vita deve essere vissuta sempre, dando il meglio, anche quando le cose vanno male. Dentro di noi dobbiamo trovare le risorse per realizzare i nostri sogni, vivendo ogni giorno come se fosse l’ultimo.

Il ballo dell’orso

Titolo: Il ballo dell’orso

Autore: Anna Maria Benone

Editore: Robin Edizioni

La violenza di genere si esprime in varie forme, dalle discriminazioni alle molestie fino alle forme più gravi di violenza fisica e sessuale. Le donne sono le principali vittime di questi atti inaccettabili, ma in realtà il fenomeno riguarda tutte le persone di qualsiasi età.

Chi subisce la violenza stenta all’inizio a considerarsi vittima per convincersi spesso troppo tardi di esserlo.

Il problema ha molte cause e per risolverlo è necessario un salto di qualità educativo, fin dall’infanzia, per insegnare il rispetto incondizionato per gli altri.

Anna Maria Benone nel suo ultimo romanzo, “Il ballo dell’orso”, tratta il tema della violenza di genere a modo suo, rompendo gli schemi, usando le parole come un fioretto potente come una spada, per esprimere con chiarezza il suo messaggio. Non c’è nessuna forma di amore che possa giustificare qualsiasi violenza. 

Il romanzo racconta la storia d’amore tra un meccanico ed una cliente con l’auto in panne. Tra i due è amore a prima vista, un innamoramento totale che con il tempo si trasforma in  violenza e sopraffazione. La donna gentile ed elegante muta in una violenta e perversa dominatrice. La relazione d’amore perfetta si trasforma nel peggiore degli incubi. Anna Maria Benone conferma il suo talento di scrittrice poliedrica, con uno stile essenziale e diretto, capace di passare dalle poesie di “40+1”, alla violenza di genere de “il ballo dell’orso”, scombinando tutto, con l’uomo nel ruolo della vittima, che non denuncia, che non si ribella, che subisce le violenze incredulo e senza reagire.

La violenza sugli uomini esiste ed è più frequente di quanto si possa credere, ma il romanzo non vuole accendere i riflettori su questo tema. L’inversione dei ruoli evidenzia il fatto che la violenza è ovunque, che subire in silenzio favorisce il carnefice, che la vittima deve avere il coraggio di ribellarsi e di denunciare le violenze. Un romanzo sorprendente, fuori dagli schemi, che impone ai lettori riflessioni che vanno al di la dei luoghi comuni e delle generalizzazioni. 

Uccidi i ricchi

Titolo: Uccidi i ricchi

Autore: Sandrone Dazieri

Editore: Rizzoli

“Uccidi i ricchi” è il quarto romanzo di Sandrone Dazieri con protagonisti Colomba Caselli e Dante Torre, lei ex vicequestore, ora investigatrice privata, lui, scampato ad un pedofilo che lo ha segregato per anni, ora investigatore solo quando Colomba lo vuole come collaboratore.

I due sono quanto di più diverso si possa immaginare, ma hanno una grande intesa umana e professionale e uniti formano una coppia di cacciatori di criminali originale e divertente. Il libro è un ottimo thriller, con una trama ben costruita che unisce azione a continui colpi di scena, alternando situazioni drammatiche a momenti di gradevole umorismo, quasi sempre generato da Dante, che spesso si trova in situazioni grottesche per la sua goffaggine e imprudenza.

La storia inizia con la misteriosa morte di un ex calciatore, divenuto ricchissimo, tanto da rientrare tra le 500 persone più ricche secondo la rivista Forbes, trovato congelato in una crio-sauna prodotta dalla sua azienda. Dopo pochi giorni tocca ad un ricchissimo industriale svizzero, poi ad una stilista di fama mondiale, uccisa durante un evento “fashion” nella sua principesca villa in Toscana. Un gruppo di rampolli di ricchissime famiglie scompaiono per l’esplosione del jet che avevano noleggiato per andare a trovare una amica a Londra.

Chi è che sta uccidendo alcune tra le più ricche persone del mondo ed alcuni dei loro familiari ? Che legame c’è tra le varie vittime ? E’ la vendetta di qualche gruppo che pretende di rappresentare la rabbia di tutte quelle persone che stentano ad arrivare a fine mese e detestano quelli che si permettono elicotteri e jet personali, trascorrono le ore libere su yacht grandi come navi da crociera, oppure in opulente ville ?

Tutti gli indizi sembrano indicare la vendetta sociale come causa delle morti, ma Dante e Colomba hanno una percezione diversa ed orienteranno le loro attenzioni altrove. Forse la rivalsa sociale non c’entra nulla e il nemico si annida proprio tra quei straricchi che si credono invincibili? 

Numero zero

Titolo: Numero Zero

Autore: Umberto Eco

Editore: Bompiani

Numero zero è l’ultimo romanzo di Umberto Eco, uscito nel 2015, una storia breve, molto diversa da quelle che lo hanno preceduto. La vicenda si svoge tra aprile e giugno del 1992. Il commendator Vivercate vorrebbe entrare nei salotti che contano della finanza e della politica e decide di farlo tramite un nuovo quotidiano, dal titolo Domani, da lui finanziato. Per realizzare il suo scopo, Vimercate mette in piedi una redazione al completo, per realizzare i numeri di prova di Domani, appunto i Numero Zero, per dimostrare di poter pubblicare qualsiasi verità. L’obiettivo è quello di mettere a punto una macchina del fango, efficiente e spregiudicata, da usare per i propri scopi.  La redazione è composta da figure di secondo piano del giornalismo, che vedono nel nuovo quotidiano, la possibilità di riscattare anni di delusioni e di occasioni mai avute. I fatti si susseguono in modo incalzante, sembra quasi un thriller, il cui epilogo vede la chiusura del giornale, senza che il fatidico numero uno esca in edicola.

Il romanzo richiama tempi oscuri della nostra storia recente e fatti su cui ancora oggi non si è fatta piena luce, dai presunti misteri sulla morte di Mussolini, alla vicenda Gladio, dalla P2 alla morte di Papa Luciani, dal golpe di Junio Valerio Borghese ai misteri della Cia, dal terrorismo rosso alle stragi con i depistaggi e le strane manovre dei servizi deviati. Tante vicende, fatti veri o verosimili mescolati con invenzioni, tanta amara ironia e un giudizio di condanna di un certo giornalismo, delle storie costruite su misura, dei fatti non verificati e delle fonti non citate. Allora come ora, l’illegalità è diventata la normalità, la politica ha sempre mostrato una versione di comodo dei fatti e il giornalismo che avrebbe dovuto essere il contropotere, ha taciuto, obbedendo ai voleri dei giornali e delle loro proprietà. 

Umberto Eco esce allo scoperto e mostra il volto poco nobile del giornalismo, quel volto che molti immaginano o hanno immaginato ma che pochi hanno avuto il coraggio di mostrare.

Le voci di Marrakesh

Titolo: Le voci di Marrakech

Autore: Elias Canetti

Editore: Adelphi

Traduzione: Bruno Nacci

Elias Canetti, uno dei grandi scrittori del XX secolo, premio Nobel per la letteratura nel 1981, ha scritto un solo libro di viaggio, “Le voci di Marrakesh”, pubblicato nel 1967 dopo aver visitato il Marocco al seguito di una troupe televisiva, per concedersi un periodo di riposo durante la stesura del suo principale saggio filosofico “Massa e potere”. Canetti visita la città da solo, senza guida e senza interprete, osserva gli abitanti, le donne dal volto velato, i mendicanti, i commercianti, i cantastorie e soprattutto si innamora dei tanti bambini di strada che chiedono le elemosina, che lo seguono ovunque. Anche i cammelli suscitano l’attenzione di Canetti, li ammira per il loro sguardo tranquillo che incute rispetto, così come si commuove di fronte alla violenta reazione di un cammello quando si rende conto che sta per essere portato al mattatoio e cerca di opporsi al destino con tutte le sue forze. Il capitolo più importante del libro è dedicato alla visita della Mellah, il quartiere ebraico, i cui abitanti vivono celando la paura e mostrando molta attenzione nei comportamenti, per non creare ostilità, consapevoli di vivere in un Paese non  proprio amico ma che non li perseguita, in una rara forma pacifica di convivenza tra ebrei e musulmani. Canetti resta colpito dai Suk, che cambiano colori e odori a seconda delle merci in vendita, il cui prezzo non è mai esposto e che diventerà reale solo al termine di una lunga trattativa che oltre all’accordo economico, vedrà la nascita di un legame unico  tra venditore ed acquirente. Canetti è un viaggiatore attento, interessato a cogliere i contrasti di quella realtà nuova per lui, a conoscere l’essenza del paese da ogni dettaglio o particolare. 

Le note di viaggio di Canetti, oltre ai suoni, raccontano i colori della città, l’umanità dei suoi abitanti, il tutto raccontato con leggerezza, mostrando il fascino delle scoperte e l’entusiasmo con cui vengono accolte. Memorie di un grande uomo di cultura, capace di riflessioni e visioni uniche.

Morte in Cornovaglia

Titolo: Morte in Cornovaglia

Autore: Daniel Silva

Editore: HarperCollins

Traduzione: Seba Pezzani

Nuova avventura per Gabriel Allon, l’ex spia del Mossad, ora in pensione, che occupa le giornate dedicandosi alla sua vera grande passione, il restauro di quadri di grande valore.

Allon vive a Venezia, dove risiede con la moglie e i figli, in un appartamento con affaccio sul Canal Grande, spesso si trova in giro per il mondo, dove lo porta la sua attività di restauratore. Durante un ricevimento a Londra per festeggiare il ritrovamento di un Van Gogh rubato, Allen viene contattato da un vecchio amico che gli chiede aiuto per indagare sull’omicidio di una professoressa di storia dell’arte di Oxford. Questo omicidio è l’inizio di una avventura che ha tra i protagonisti personaggi di rilievo della finanza, dell’imprenditoria e della politica, tutti coinvolti in affari loschi, riciclaggio di denaro sporco, corruzione e tutto quanto si possa immaginare di illecito, compreso qualche omicidio, reati informatici di vario tipo oltre al  rapimento di Allen. Una specie di intrigo internazionale, dove contano solo soldi e potere. Migliaia di quadri dal valore stratosferico passano di mano lontani da occhi indiscreti grazie al Porto Franco di Ginevra, vero e proprio paradiso per mercanti d’arte e facoltosi collezionisti, tali solo in apparenza. L’amore per l’arte c’entra poco, la compravendita di opere d’arte nasconde spesso operazioni illecite, gestite da organizzazioni che garantiscono discrezione ed efficienza.

Daniel Silva è un grande tessitore di trame, conosce bene il mondo della finanza, dei servizi segreti, delle banche, dell’arte, della tecnologia. Costruisce romanzi intensi, con ambientazioni accattivanti e personaggi dal fascino irresistibile. In questo “Morte in Cornovaglia”, Silva porta il lettore in un tour mozzafiato nel mondo esclusivo della corruzione al massimo livello tra dipinti di inestimabile valore,  agenti segreti, politici, giornalisti e mercanti d’arte. Un libro di pura finzione, ma verosimile e coinvolgente, imperdibile per gli amanti delle storie di spionaggio.

Lettere contro la guerra

Titolo: Lettere contro la guerra 

Autore: Tiziano terzani

Editore: TEA

“Lettere contro la guerra” è una raccolta di lettere di Tiziano Terzani, tra cui quella destinata ad Oriana Fallaci, pubblicata dal Corriere della Sera, in risposta alla lettera della giornalista scritta il 20 settembre 2001, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 in America. Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 2002, dedicato al nipote Novalis, “perché scelga la pace”.

Il libro raccoglie i pensieri dell’autore contro tutte le guerre, dopo tanti anni vissuti in Oriente, dedicati alla conoscenza di culture e società diverse, una specie di pellegrinaggio che ha dato origine ad una somma di esperienze unica. Si può essere d’accordo o no con il suo pensiero, ma non si può non ammirare il modo in cui Terzani porta avanti le sue idee. Terzani è un non violento pacifista, ama usare il ragionamento e la razionalità per trovare risposte ai suoi dubbi, senza mai lasciarsi trasportare dalla rabbia, cercando, sempre, di capire le ragioni degli altri. I suoi nemici sono l’intolleranza, l’ipocrisia e l’indifferenza, mai i suoi interlocutori.

La forza di Terzani e del suo pensiero è nel suo modo di porsi, con i suoi argomenti non vuole convincere nessuno, vuole dire la sua, fare in modo che la gente conosca le sue idee, la sua soluzione alla risoluzione dei problemi.

Terzani crede fermamente che l’unica alternativa alla guerra sia la non-violenza, per non lasciarsi trascinare dall’odio e dal dolore, in una spirale di morte senza fine.

Terzani non si schiera, non divide il mondo in buoni e cattivi, vorrebbe vedere un Occidente capace di un cambio di prospettiva, in grado di ascoltare gli altri e di rappresentarne anche il dolore.

Le parole di Terzani rappresentano il pensiero di un uomo che crede  sia ancora possibile costruire un mondo migliore, con il dialogo e la comprensione reciproca. I suoi ragionamenti sono concreti, semplici, di immediata applicazione. 

Scritti pieni di positività, parole morbide e dolci, per alimentare la speranza in un futuro migliore.

Cinema tra le donne

Titolo: Cinema tra le donne

Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: La nave di Teseo

Anni trenta, Milano nel pieno dell’inverno è fredda e nebbiosa, poco ospitale. La Pia Casa offre, senza chiedere nulla in cambio, un aiuto alle donne in difficoltà, garantendo un letto, i pasti giornalieri ed un aiuto per trovare un lavoro. Un rifugio sicuro, una ultima possibilità per chi ha smarrito la strada. La struttura può ospitare 30 donne, tutte accolte con umana comprensione, calore, senza nessuno che le giudichi. Tante storie  diverse, piene di sogni infranti e speranze svanite.

La Pia Casa è mantenuta dalle generose donazioni di una donna ricca e altruista, che crede sia giusto dare a tutte una opportunità per sperare in una vita migliore. Molte donne vengono da storie familiari dolorose, non hanno avuto i mezzi per mostrare le loro abilità, i loro talenti. Ma soprattutto sono sopraffatte dalla paura di perdere, dalla mancanza di coraggio e di forza per superare il molto probabile fallimento. Allora preferiscono soffrire, arrendersi al destino, smettere di sognare. 

Nella Pia Casa, un bel giorno, arriva una troupe del cinema che vuole girare alcune scene, usando le ospiti come comparse. Potrebbe essere una occasione per alcune di loro ? Oppure sarà l’ennesima delusione di una vita senza speranze?

La storia racconta le vicende di alcune delle donne che si trovano nella Pia Casa, lo sconvolgimento dell’arrivo del cinema, di un mondo così diverso dalla loro realtà quotidiana, con tanti soldi, persone ricche ed affascinanti, che non sanno quasi nulla delle difficoltà delle povere ospiti. 

Giorgio Scerbanenco racconta con molto realismo la condizione di vita a Milano agli albori del boom economico, mostrando una città laboriosa, disillusa e indifferente, dove ognuno pensa al proprio tornaconto. L’autore mostra in questo “Cinema tra le donne” la sua capacità di raccontare i pensieri delle donne, mostrando di ogni protagonista le paure, i sogni, le difficoltà e le speranze, con una sensibilità non comune. Tante storie diverse, qualcuna a lieto fine, per dare un segno di speranza.

Una vita davanti a sé

Titolo: La vita davanti a sé

Autore: Romain Gary

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Giovanni Bogliolo

Dopoguerra a Parigi, banlieu di Belleville. Un ragazzo arabo quattordicenne,  Momo, viene adottato da madame Rosa, una ex prostituta ebrea, che ospita in casa, in cambio di un piccolo compenso, bambini figli di prostitute, che per legge non possono stare con le madri. La voce narrante è quella di Momo, un ragazzino dal linguaggio poco forbito e con punti di vista che denotano la sua inesperienza giovanile, la sua vita è priva degli affetti di cui avrebbe bisogno, piena di dubbi, senza aspettative, per lui il futuro è solo paura senza speranza, poca felicità e molte sofferenze. 

Momo è l’unico ospite della casa che non riceve mai visite da parte della mamma, è un bambino che soffre molto per l’affetto materno negato ed è per questo che il suo legame con madame Rosa è molto forte. L’appartamento di madame Rosa è un punto di incontro di una umanità varia, di nazionalità e di religioni diverse, capace di vivere insieme senza pregiudizi, rispettando ed aiutando gli altri. Una piccola comunità fragile e unita dalle difficoltà e dalla generosità. Momo non conosce la sua storia e quella della sua famiglia, scoprirà di essere arabo solo frequentando la scuola, per via delle umiliazioni subite  dai compagni di scuola. 

La salute di Madame Rosa non è buona, tenere i ragazzini è sempre più difficile, per Momo pensare al suo futuro quando resterà solo è fonte di paura e di incertezza.

Quando le condizioni fisiche di madame Rosa peggioreranno, sarà Momo ad accudirla, fino alla fine, con tutto l’amore che un figlio può avere verso il genitore da cui non vuole separarsi.  

Libro toccante e terribile, a tratti fa anche sorridere, tratta  l’importanza degli affetti, delle  amicizie e delle relazioni con gli altri,  come pure l’importanza dell’altruismo, del capire i bisogni degli altri,  del fare qualcosa che possa essere utile a chi ne ha bisogno.

Romanin Gary è lo pseudonimo di Romain Kacev, scrittore affermato dalla vita tormentata, che trovò pace solo dopo un colpo di pistola.

La montagna nel lago

Titolo: La montagna nel lago 

Autore: Jacopo De Michelis

Editore: Giunti

Settembre 1992. Pietro Rota torna a Montisola, suo paese natio, da sconfitto. La sua carriera da giornalista non è decollata e aver tagliato i ponti con il padre e con le sue amicizie di gioventù è stata una scelta perdente. Ora è costretto a tornare perché suo padre Nevio, anziano pescatore del lago d’Iseo, è sospettato di aver ucciso Emilio Ercoli, l’uomo più ricco di Montisola. I due si detestavano dai tempi della guerra ma nessuno poteva immaginare un tale epilogo. Pietro Rota inizia una sua personale indagine, aiutato dal suo amico Cristian, divenuto vigile urbano, per scagionare il padre. I due amici riescono a ricostruire le attività di Emilio Ercoli, dalle prime esperienze come pescatore, alle attività clandestine durante la guerra, quando era diventato fornitore di fiducia di alcuni ufficiali tedeschi e di alcuni esponenti della famosa Decima Mas, tra cui il comandante Junio Valerio Borghese. Pietro e Cristian scopriranno che Emilio Ercoli era riuscito a costruirsi la fama di uomo integro e generoso, ma in realtà la sua storia nascondeva una grande quantità di scheletri. Pietro è costretto ad una corsa contro il tempo, deve dimostrare  l’innocenza del padre prima che venga arrestato, deve tornare a Milano per non perdere il lavoro e per sistemare alcune beghe personali. Ma le vicende del passato di Montisola ormai lo hanno catturato e non può permettersi di abbandonare suo padre al suo destino senza completare il lavoro iniziato. Il romanzo mescola le vicende del 1992, legate all’inspiegabile assassinio di Ercoli, con le vicende della fine della seconda guerra mondiale, in parte vere ed in parte frutto dell’inventiva dell’autore. Il risultato è un romanzo di grande interesse per la trama, i colpi di scena, i personaggi e per i temi trattati, dall’amicizia ai rapporti famigliari, dai sogni infranti al lato oscuro degli uomini. L’ambientazione ha un ruolo fondamentale per la riuscita del romanzo, per la bellezza e per il  fascino misterioso del lago di Iseo.

Ognuno muore solo

Titolo: Ognuno muore da solo 

Autore: Hans Fallada

Editore: Sellerio

Traduzione: Clara Coïsson

“Ognuno muore solo” è un romanzo tratto da una indagine vera della Gestapo, che racconta la vicenda di una coppia berlinese, Anna e Otto Quangel. I due si opposero al nazismo compilando e lasciando per Berlino delle cartoline che invitavano i tedeschi a ribellarsi al regine di Hitler. La distribuzione delle cartoline avvenne tra il 1940 e il 1942. I coniugi Quangel iniziarono la loro ribellione dopo aver ricevuto la lettera che li informava della morte del figlio. Non potevano accettare la perdita del figlio in silenzio, fieri di avere un eroe in famiglia, come avrebbe voluto la retorica nazista. In quasi due anni di attività, i Quangel produssero più di 200 cartoline, finirono in carcere, furono processati e condannati alla decapitazione. Il romanzo fu pubblicato in Germania nel 1947, mentre in Italia uscì nel 1950. 

Questo romanzo racconta non solo la ribellione dei Quangel ma anche quella di altri cittadini, appartenenti alla classe operaia, che hanno dato origine a singoli atti di protesta, per rispetto della propria dignità, consapevoli che non avrebbero avuto conseguenze fatali per il regime, ma che, come un granello di sabbia in un ingranaggio, avrebbero potuto  rallentare il funzionamento della macchina nazista.

Il romanzo descrive con grande efficacia il clima di terrore e di insicurezza che si viveva in Germania in quegli anni, in cui il miglior contributo al potere hitleriano è stato fornito dall’attitudine delle persone a tradire amici e conoscenti, pur di compiacere qualche poliziotto o funzionario, con la speranza di ottenere degli effimeri benefici. Un numero incredibile di delatori pronti a denunciare persone oneste e laboriose, a vantaggio di una delle dittature più odiose della storia dell’umanità.

Fallada ha uno stile diretto, coinvolgente, il libro è un susseguirsi di fatti e di eventi continuo, fino al drammatico epilogo. Un libro da leggere. 

Un aereo senza di lei

Titolo: Un aereo senza di lei 

Autore: Michel Bussi

Editore: edizioni e/o

Traduzione: Vittoria Vassallo

Il volo Istanbul Parigi del 23 dicembre 1980 si schianta contro il Mont Terrible, nella catena del Giura, tra Svizzera e Francia. Non ci sono superstiti tranne una bambina di tre mesi che è stata proiettata all’esterno dall’impatto, sopravvivendo all’incendio che aveva carbonizzato i resti dell’aereo. La vicinanza alle fiamme aveva scongiurato la morte della bimba per congelamento. A bordo dell’aereo c’erano due neonate, entrambe di tre mesi circa. I loro genitori erano a bordo dell’aereo e tutto ciò che poteva essere utile per il riconoscimento della bambina è andato distrutto. Impossibile stabilire l’identità della bambina sopravvissuta. Inizia una battaglia legale tra i nonni e le famiglie delle due bambine, entrambe sostengono che la bambina sopravvissuta appartenga alla propria famiglia. Le due famiglie sono molto diverse, una ricca ed aristocratica, l’altra di semplici commercianti, senza grandi possibilità economiche. Il romanzo descrive la battaglia tra i membri delle due famiglie che prosegue negli anni fino al 1998, quando il mistero viene risolto in modo rocambolesco. Figura centrale della storia è l’ivestigatore privato ingaggiato dalla famiglia più facoltosa, per fare luce sulla vicenda.

Bussi è un formidabile costruttore di trame in cui regna l’incertezza, dove nulla è sicuro e tutto è possibile. La storia si sviluppa su un mistero che sembra avere due possibili soluzioni, che darebbero origine a due scenari completamente diversi tra loro. Almeno così sembra. C’è il lavoro dell’investigatore privato, ma ci sono altri familiari che lavorano alla ricerca della verità, ognuno con le sue motivazioni, con le proprie speranze. 

Questo “Un aereo senza di lei”  è un libro di grande suspence, con personaggi dalla personalità marcata, molti cambiamenti di fronte e tanti inganni per condurre il lettore nella direzione sbagliata.  Bussi si conferma grande scrittore di thriller. 

Ultima notte a Tremor

Titolo: Ultima notte a Tremor

Autore: Mikel Santiago

Editore: Nord

Traduzione: Sara Papini

“Ultima notte a Tremor” è un thriller psicologico ambientato in Irlanda. L’autore è un giramondo con esperienze da musicista rock, che ha iniziato a scrivere per caso, diventando un autore di successo. Questo romanzo è la sua terza opera che ha dato origine ad una fortunata serie televisiva. 

Protagonista del romanzo è Peter Harper, un musicista in crisi creativa dopo il divorzio, che si rifugia a Tremor beach, al nord dell’Irlanda, dove tra mare, vento e solitudine, conta di ritrovare la voglia di scrivere musica e la serenità perduta. La casa più vicina alla sua si trova a tre chilometri ed è abitata da Leo e Marie, due vicini molto gentili che hanno accolto Peter da subito come fosse un vecchio amico. Peter ha anche una relazione con Judie, una donna attraente che gestisce un Bed&Breakfast in un villaggio ad un quarto d’ora d’auto dalla sua abitazione.

Peter sta organizzando l’arrivo dei suoi due figli per le vacanze estive ed attende con impazienza l’arrivo dei ragazzi. In una sera di tempesta, Harper viene colpito da un fulmine, senza riportare grossi danni apparenti. Dopo qualche giorno comincia ad avere visioni, premonizioni di eventi inquietanti. Cosa sta accadendo alla sua mente ? E’ tutta colpa del fulmine ?  Sta forse diventando pazzo ? 

Il romanzo è costruito su una trama solida e ben congegnata, la partenza ha un ritmo blando per accelerare progressivamente. Le avventure umane di Peter, i suoi problemi familiari e personali, sono il complemento di un viaggio attraverso i meccanismi della mente umana, in particolare  riguardo percezioni e premonizioni, che non sempre hanno una giustificazione razionale, spesso sono attribuite all’istinto, oppure bisogna appellarsi al paranormale.

L’autore ha una scrittura fluida, ha scelto una ambientazione selvaggia ed isolata molto adatta alla storia, piena di tensione ed incertezza. Il finale sorprendente darà tutte le risposte necessarie. 

La casa dei silenzi

Titolo: La casa dei silenzi

Autore: Donato Carrisi

Editore: Longanesi

“La casa dei silenzi” è il nuovo romanzo di Donato Carrisi con protagonista Pietro Gerber, l’ipnotista noto come “l’addormentatore dei bambini”.

Due genitori con il terrore negli occhi si recano nello studio del dottor Gerber, per chiedere il suo aiuto. Sono molto preoccupati per la salute del loro figlio, che ogni notte ha degli incubi che lo terrorizzano. I genitori inviano a Gerber un filmato in cui hanno ripreso cosa accade quando il bambino è in preda alle crisi notturne. Dopo aver visionato il filmato, Gerber decide di visitare il ragazzo. Ha colto un segnale inquietante quanto anomalo. 

Ha inizio una avventura incalzante in cui si susseguono eventi tra il nornale e il paranormale, suggestioni dei protagonisti o fatti reali magari solo leggermente strani, risultato di rare combinazioni casuali oppure improbabili segnali provenienti da dimensioni sconosciute.

Il prosieguo della storia porta di continuo nuovi elementi che  non chiariscono i fatti ma aumentano l’incertezza del racconto.

La trama si sviluppa su due piani diversi, le crisi notturne del ragazzo con gli interventi del professor Gerber e la storia di una donna dalla vita tormentata, su cui lo stesso Gerber indaga in prima persona per ricostruirne la vicenda. 

I personaggi sono  avvolti da un velo di mistero o appaiono quel tanto ambigui quanto basta per aumentare l’incertezza e non dare certezze al lettore. Il libro contiene molte nozioni  sull’ipnosi, sul funzionamento del cervello durante le fasi del sonno, oltre a riferimenti ad altre forme di scienze come la cimatica. C’è spazio anche per temi attuali come la violenza sulle donne, descritta nelle varie forme possibili. “La casa dei silenzi” conferma le doti di narratore di Carrisi, ma dopo i primi capitoli la storia perde di mordente e si allontana dalla categoria thriller per andare verso una categoria tra il fantasy e il paranormale. Finale che non convince. 

Charleston dell’apatia

Titolo: Charleston dell’apatia

Autore: Sergio Sozi 

Editore: ChiPiùNeArt Edizioni

Uno scrittore senza nome è la voce narrante, vende poche copie dei suoi libri e per sopravvivere fa il ladro, ruba negli appartamenti. Per questa attività “complementare” è costretto a vivere con un dispositivo  elettronico che limita i suoi movimenti ed abita al “Charleston”, un condominio di una città indefinita. Lo scrittore ricorda una sua avventura di tre mesi prima, quando decise di fare qualcosa per dare una svolta alla sua vita, per uscire dall’apatia in cui vivacchia. Il caso gli viene in aiuto quando, per una banale caduta dalla sedia, sfonda il tramezzo che divide casa sua da quella attigua e si ritrova in un appartamento  con migliaia di libri. Scoprirà che quella è la biblioteca degli “umoristi”, detta anche degli “umotristi”, chiusa per mancanza di utenti.

Questo è l’evento scatenante della folle storia di “Charleston dell’apatia”, tutta vissuta all’interno del “Charleston”, con una serie infinita di eventi imprevedibili tra cui l’incontro con un gruppo di fuggiaschi dal comunismo alla ricerca della libertà, che viaggia su un treno che arriva nella stazione segreta proprio sotto il palazzo.

Il romanzo è l’allegoria della vita di uno scrittore di insuccesso, ossia della maggior parte degli scrittori, in fondo lo stesso destino di tutti noi, costretti in spazi confinati e limitati, senza alcuna possibilità di evadere dal “condominio” in cui viviamo, obbligati ad una lotta per la sopravvivenza che ha due obiettivi principali, i soldi e la libertà.

Sergio Sozi scrive con creatività e fantasia, il suo romanzo ha una trama solida e precisa quanto imprevedibile. Il suo stile è poco convenzionale ma anche elegante, colto, unico, unisce il rigore letterario all’ironia, usa una piacevole leggerezza anche quando i temi trattatti leggeri non sono. 

Un libro insolito, difficile da catalogare, che smuove la mente e aiuta a rimuovere l’apatia, grazie al genio ed alla bella scrittura. 

La badante e il professore

Titolo: La badante e il professore

Autore: Bruno Morchio

Editore: Mondadori 

Il professor Canepa, in pensione da anni, è stimato e invidiato dal paese. Stimato per la sua carriera di professore di italiano e per l’aiuto, gratuito, che dava ad alcuni studenti di famiglie bisognose, carenti nello studio dell’italiano. Invidiato per Natalia, la sua badante ucraina, brava ragazza, modesta nei modi e nel vestire. Alle persone piace chiacchierare e inventare  illazioni che non dovrebbero esistere e qualche voce fantasticava su una possibile tresca tra il prof e la badante.  

Tra gli studenti aiutati da Canepa,  c’è Filippo Sarzana, dodici anni, bravo ragazzino, scarso in italiano, segretamente innamorato di Natalia, che ammirava durante le ore di ripetizione a casa del professore. 

Canepa viene ucciso a casa sua, con un colpo alla testa inferto con un busto di Giacomo Leopardi. La prima persona sospettata dell’omicidio è Natalia, anche se mezzo paese sa che la ragazza non era in casa quando l’assassinio veniva commesso, perché si trovava al Caffè della Posta proprio con Filippo, per la consueta cioccolata calda che i due erano soliti prendere dopo la lezione. Filippo è il primo a credere nell’innocenza di Natalia e visto che le indagini di polizia non procedono con la velocità da lui sperata, mette in piedi una sua squadra investigativa, con la sorella Teresa, intelligente e scaltra, oltre ad un giovane giornalista, Serafino Costa, alla ricerca dello scoop che potrebbe far decollare la sua carriera.  

La voce narrante è quella di Filippo ed è con i suoi occhi di dodicenne che la realtà della società contemporanea viene osservata, con tutti i difetti ed i limiti attuali, con il razzismo sempre presente verso gli stranieri e più in generale verso gli sconosciuti, la propensione all’inganno e la mancanza di etica ormai generalizzata in tutti gli strati sociali. La speranza è tutta nelle nuove generazioni e nella loro capacità di riportare le cose come erano una volta. 

Meccanica di un addio

Titolo: Meccanica di un addio

Autore: Carlo Calabrò

Editore: Marsilio

Brasile, Foresta Amazzonica. In questo luogo dalla natura estrema, più adatto ai documentari che alle produzioni industriali, Florian Kaufmann, svizzero trapiantato in Brasile, ha avviato una moderna segheria, per produrre legnami di qualità nel rispetto dell’ambiente. Proprio di fronte alla fabbrica di Kaufmann, c’è una seconda segheria, di proprietà del suo più grande rivale, Anselmo Kowalski, polacco, che è anche allevatore di bovini. Kowalski è molto diverso da Kaufmann, gestisce i suoi affari in modo spregiudicato e senza senso etico. 

La fabbrica di Kaufmann viene completamente distrutta da un incendio e il primo ad essere sospettato è proprio Kowalski, sempre alla ricerca di nuovi terreni per far pascolare le sue mucche. Durante i controlli di polizia nella fabbrica distrutta, viene ritrovato un cadavere. Tale scoperta cambia il quadro delle indagini e inizia una vicenda complessa dall’esito incerto. 

La trama è ben costruita, i personaggi sono adatti alla storia, l’ambientazione è affascinante. Il racconto mantiene un tono che si adatta molto alle atmosfere brasiliane, dove una umanità allegra, simpatica, ironica e un poco cialtrona, vive con passione le gioie e con distacco le cose meno allegre. Diverte molto il confronto tra i modi di fare svizzeri, basati sulle competenze e sul rigore, e quelli brasiliani, guidati dal senso pratico e dal fatalismo. 

“Meccanica di un addio” è il primo romanzo di  Carlo Calabrò, che è vissuto diversi anni in Brasile e conosce bene i luoghi e gli abitanti. Per essere un esordio il risulato è impeccabile.  Il romanzo è interessante, divertente, invita a riflettere, tratta il tema principale del libro, la critica al sistema economico che cerca il profitto a tutti i costi dimenticando l’etica ed il rispetto per l’ambiente, con il suo stile leggero accompagnato da un simpatico umorismo che rende piacevole la lettura senza svilirla.

Gli occhi della lince

Titolo: Gli occhi della lince

Autore: Karin Smirnoff

Editore: Marsilio

Traduzione: Laura Cangemi e Katia De Marco

Questo “Gli occhi della lince” è l’ottavo capitolo della saga Millennium, iniziata da Stieg Larsson, proseguita da David Lagercrantz ed ora questo secondo romanzo di Karin Smirnoff. Mikael Blomkvist e la grande Lisbeth Salander sono sempre tra i protagonisti, ma hanno un ruolo meno centrale rispetto al passato. Mikael è invecchiato, ha problemi alla prostata, è diventato nonno e del coraggioso giornalista instancabile non è rimasto molto. Anche Lisbeth sente il peso degli anni, rimane geniale e imprevedibile, ma niente a che vedere con la terribile hacker  degli esordi. La storia ruota attorno ai problemi ambientali, allo sfruttamento delle risorse naturali da parte delle grandi imprese internazionali, le organizzazioni ambientaliste che combattono come possono per salvare il pianeta. Il centro dell’azione è la cittadina di Gasskas, nel Nord della Svezia. Qui si ritrovano protagonisti vecchi e nuovi, criminali internazionali, affaristi, politici corrotti o corruttibili, nemici di Lisbeth e della nipote Svala, la figlia di Mikael con la famiglia al completo. Non manca nessuno. Una serie di circostanze e di vicende parallele che avranno il momento topico proprio nella piccola città, in un finale confuso e alquanto improbabile. Con il passare dei libri pubblicati, il tema iniziale si è andato espandendo non sempre in modo efficace. Il libro stenta a decollare, non perché sia noioso, anzi, è pieno di azione e di fatti che si susseguono a valanga, ma tutto è poco coinvolgente. Ci sono troppi personaggi che risultano poco incisivi, la trama, complessa ed articolata, ha un andamento ondivago, non prende mai una direzione precisa, si svilisce strada facendo. Il confronto con le personalità dei protagonisti dei primi tre volumi è impietoso, ma va fatto. La mia conclusione è che “Gli occhi della lince” rimane un libro piacevole ma la saga Millenniun è ormai arrivata al capolinea. Oppure serve una svolta davvero drastica.

Via delle botteghe oscure

Titolo: Via delle botteghe oscure

Autore: Patrik Modiano

Editore: Bombiani

Traduzione: Giancarlo Buzzi 

Gay ha perso la memoria per una amnesia. Ha lavorato per molti anni in una agenzia investigativa e quando il titolare decide che è arrivato il momento del ritiro, gli lascia a disposizione l’ufficio per dedicarsi a tempo pieno alla ricerca del suo passato. Una storia ambientata a Parigi, nella zona di Montmatre, Porte Maillot, nel cuore di una città cupa e ingrigita, molto “noir”. Le ricerche di Gay partono dall’unico indizio di cui dispone, ossia una sua foto in cui è abbracciato ad una ragazza, con attorno varie persone che non è in grado di riconoscere. La ricerca della sua identità è l’occasione per l’autore di presentare una lunga serie di personaggi, che vengono trovati nelle vie più nascoste della città, ognuno con una storia diversa, una ragione diversa per trovarsi a Parigi al tempo dell’occupazione nazista. Mettere insieme tutti gli indizi, i ricordi altrui, fatti di dettagli, impressioni, immagini sfocate, non è semplice, ma con grande sforzo Gay riuscirà a ricostruire la sua esistenza ed a scoprire chi era, ossia Pedro McEvoy Stern, voce narrante della storia che è anche una specie di alter ego di Modiano. L’autore mette insieme le storie, con grande cura per i dettagli con cui i ricordi vengono raccontati, con una scrittura precisa, attenta ad ogni sfumatura. Una ricostruzione dettagliata dell’atmosfera che si respirava al tempo dell’occupazione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale e dell’emigrazione russa, con molte persone che vivevano in clandestinità, tanti ritrovi sotterranei, tutti sospettavano di tutti. Modiano tratta il tema della memoria in tutti i suoi libri, in modi diversi, ma è il filo che unisce tutte le sue opere e che gli è valso il premio Nobel per la letteratura nel 2014 con la motivazione “per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inesplicabili e scoperto il mondo della vita nel tempo dell’occupazione”. Finale sospeso, come piace a Modiano. 

Precipizio

Titolo: Precipizio

Autore: Robert Harris

Editore: Mondadori 

Traduzione: Annamaria Raffo

“Precipizio” è il nuovo libro di Robert Harris, un thriller storico-politico-amoroso, ambientato a Londra, nel 1914. L’Europa sta andando verso la Prima Guerra Mondiale e il primo ministro inglese, Herbert Asquith, intrattiene una relazione clandestina con Venetia Stanley, giovane, bella e ricca. La relazione tra i due è caratterizzata da un fitto scambio di corrispondenza, reso possibile dall’efficiente servizio postale inglese. I due si scambiano anche tre lettere al giorno, con il Primo Ministro che invia alla sua amata informazioni riservate sulle decizioni del governo, notizie di politica estera o decisioni di carattere militare. La vicenda si trasforma in una pericolosa storia di spionaggio quanto vengono ritrovati documenti riservati che in alcun modo avrebbero dovuto lasciare le stanze del potere. La scoperta dei documenti scatena le indagini della polizia e Paul Demeer, ufficiale dei servizi segreti britannici, non impiega molto a scoprire la relazione tra il Primo Ministro e Venetia ed a mettere in relazione il ritrovamento dei documenti con i due amanti. Una storia sentimentale si traforma in un affare di stato, che potrebbe mettere a repentaglio il destino dell’Inghilterra. 

“Precipizio” è un thriller che mette in primo piano la vicenda sentimentale tra due amanti, con un intreccio di lettere di straordinaria intensità, con in sottofondo l’attività di governo di una nazione importante come l’Inghilterra alle prese con le vicende della prima guerra mondiale. Il primo ministro, in questo periodo così importante per tutto il mondo, svolge le sue funzioni di governo, con l’ossessione di vedere la sua amata, con la paura di perderla per via della differenza di età e nulla sembra spaventarlo più della possibile interruzione della loro relazione. Asquith fu giudicato come abile primo ministro in tempo di pace mentre in tempo di guerra fu considerato confuso e indeciso. Colpa della sua relazione con Venetia ?

Libri di viaggio di Georges Simenon

Titolo: Una Francia sconosciuta – Il Mediterraneo in barca – L’America in automobile –

A margine dei meridiani

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

La produzione di libri di viaggio di Georges Simenon non è ricca di titoli come quella dei romanzi, ma è comunque di grande interesse. I resoconti di viaggio mostrano un Simenon grande appassionato di navigazione, molto interessato alla conoscenza della vita quotidiana delle persone, quando si comportano con naturalezza e spontaneità.

“Una Francia sconosciuta”. Il reportage di un lungo viaggio in barca, la Ginette, acquistata da Simenon quando aveva 25 anni, con la moglie, la domestica e il cane. Un viaggio tra fiumi e canali della Francia lungo 6 mesi, alla scoperta di luoghi sconosciuti e delle persone che vivono lungo i fiumi.  Fu il suo primo reportage di viaggio, pubblicato nel 1928.

“Il Mediterraneo in barca”. Simenon è stato un grande narratore ma anche un ottimo reporter ed un bravo fotografo. Questo libro racconta un lungo viaggio nel Mediterraneo, alla scoperta di popoli e luoghi fantastici e lontani.

“L’America in automobile”. Simenon si traferì in America nel 1945, per fuggire dalle accuse di essere filo tedesco e da minacce di vario tipo. Con moglie e figlio, Simenon percorse gli USA dal Maine al Golfo del Messico, a bordo di una vecchia Chevrolet, alla scoperta della vita degli americani, così diversa da quella della vecchia Europa. L’America conquista Simenon, per il rispetto che ha delle persone, per l’ottimismo e per la facilità con cui è possibile fare qualunque cosa. 

“A margine dei meridiani”. Simenon fu un appassionato navigatore, ha viaggiato nei mari di tutto il mondo, rimanendo incantato dai Mari del Sud, per l’ammaliante atmosfera e la bellezza naturale. 

Simenon, da grande cronista, coglie di ogni luogo, le caratteristiche principali, quelle più vere,  degne di nota, con un occhio sensibile ed attento. Il suo talento per la narrazione è sempre in funzione, anche quando racconta cose apparentemente semplici e banali.

Una lettura inedita e rilassante.

Per non aver commesso il fatto

Titolo: Per non aver commesso il fatto

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

A 14 anni dalla prima uscita, viene ripubblicato “Per non aver commesso il fatto”, di Michele Navarra, avvocato penalista, brillante autore di romanzi “legal”. Il protagonista è un giovane avvocato Alessandro Gordiani, alle prese con la difesa di un cliente accusato di omicidio. 

Nel lago di Bracciano viene ripescata una vettura nel cui bagagliaio c’è il cadavere di Giuseppe Finotti, scomparso da tempo. La scoperta del cadavere è avvenuta dopo che un rapinatore, per evitare una pesante condanna, aveva raccontato di aver visto, sia pur da lontano, uccidere il Finotti, infilarlo nell’auto che successivamente è stata spinta nel lago. Questa testimonianza porta all’arresto di Carlo Baldini, facoltoso agente immobiliare, che avrebbe ucciso Finotti per gelosia, dato che l’uomo, secondo il testimone, era l’amante di sua moglie Agnese. Sarà proprio Alessandro Gordiani a difendere Carlo Baldini dall’accusa di omicidio. Gordiani torna alla professione di avvocato dopo un periodo difficile, che lo aveva allontanato dalle aule giudiziarie, con ripercussioni anche nella sua vita privata. La vicenda sarà lunga ed impegnativa e la conclusione del processo lascerà Gordiani pieno di dubbi e di interrogativi.

Il romanzo racconta una storia ben costruita, con personaggi ben delineati, con le vicende processuali al centro della storia, che tratta in modo chiaro e approfondito il funzionamento di un processo indiziario, oltre ad evidenziare le emozioni ed i sentimenti dei protagonisti.

Michele Navarra scrive in modo elegante, scorrevole, chiaro, coglie sempre il punto delle questioni. Riesce anche a infilare qua e la un pizzico di ironia e di disincanto tipico delle persone ottimiste e positive, che vedono il lato comico in tutto quello che fanno.

Un ottimo libro per gli appassionati di legal thriller. Ma anche per i non tifosi del genere che vogliono leggere una bella storia. Ambientazione tra Roma e Bracciano, molto riuscita.

Il passato è un morto senza cadavere

Titolo: Il passato è un morto senza cadavere

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

Rocco Schiavone è sempre vicequestore ad Aosta. Il suo passato romano è ormai alle spalle, la sua vita prosegue solitaria, senza molte frequentazioni, accompagato da Lupa, il cane che ha adottato da tempo. Rocco deve indagare su un presunto incidente stradale in cui un ciclista è stato travolto da un’auto che non si è fermata a prestare soccorso alla vittima. Sembra un classico incidente stradale, ma la mancanza di segni di frenata apre le porte al sospetto che si sia trattato di un omicidio. La vittima, Mario Sanna, viveva da poco nella zona di Aosta, non aveva amici, non lavorava, era molto ricco. Negli ultimi anni aveva cambiato spesso residenza, lasciando pensare che stesse fuggendo da qualcuno che poteva essere molto pericoloso. La casa di Sanna viene perquisita a fondo e il ritrovamento di una agendina sembra dare agli investigatori una traccia per orientare le indagini. Rocco con i suoi collaboratori  dovrà scavare nella vita privata di Sanna per ricostruire gli eventi del suo passato che porteranno alla soluzione del misterioso omicidio. L’indagine porterà a risultati inaspettati che coinvolgeranno personaggi importanti al di sopra di ogni sospetto.

Rocco non migliora invecchiando, rimane il solito scorbutico, irriverente e permaloso di sempre, si getta nelle indagini per dimenticare il suo passato incancellabile e doloroso. Messi da parte i suoi difetti, Rocco è un uomo sincero e generoso, che ha nei suoi compagni di squadra ed in alcune conoscenze, delle vere amicizie, che gli sono vicine nonostante i suoi sforzi nel voler allontanare tutti. In questo libro Rocco dovrà dare fondo a tutte le sue doti investigative per risolvere il caso ma anche per salvare la vita ad una persona a cui tiene molto.  Antonio Manzini conferma le sue doti di scrittore, in grado di costruire una trama complessa ed interessante, piena di spunti politici e sociali, sempre con grande chiarezza ed in bello stile. 

La fine è il mio inizio

Titolo: La fine è il mio inizio

Autore: Tiziano Terzani

Editore: Longanesi

“La fine è il mio inizio” è l’autobiografia che Terzani ha scritto sotto forma di dialogo con suo figlio Falco, quando ormai alla fine della sua vita, decide di raccontargli le esperienze ed insegnamenti principali, con aneddoti, ricordi e fatti significativi. 

Terzani è stato un uomo eccezionale, ha vissuto la sua vita in modo intenso ed unico, sempre alla ricerca del senso delle cose. Ha dedicato la sua vita alla conoscenza del mondo, dei popoli e delle culture lontane, sempre con un riferimento ben preciso, ossia l’amore per la moglie e per i figli, sempre al centro dei suoi pensieri. 

La lettura di questo libro è una esperienza straordinaria, il lettore arriva alla fine del libro migliore di quello che era prima di cominciarlo. Anche se è stato scritto da un uomo in fin di vita, provato dal dolore e dalla malattia, il libro è un inno alla vita, un invito a godere di ogni istante vissuto, ad affrontare ogni sfida con slancio ed energia, perché ogni occasione va sfruttata per imparare qualcosa.

Terzani era nato povero, ottimo studente, aveva iniziato la sua carriera come impiegato alla Olivetti, per poi inventarsi quel ruolo di giornalista-fotografo-inviato speciale che gli ha consentito di girare il mondo alla ricerca di quelle esperienze che lo hanno reso l’uomo che è stato. I libri sempre al suo fianco, grandi amici e compagni di viaggio, una costante presenza in ogni occasione. Studio e disciplina come metodo di vita. 

Terzani ha vissuto in Cina, India, Cambogia, Vietnam, Giappone, oltre che in vari paesi dell’Occidente, ma è in Asia che ha tratto i maggiori insegnamenti per capire il senso dell’esistenza. I dialoghi con il figlio sono veloci, serrati, incalzanti, si parla di vita quotidiana, di guerra, di pace, dell’importanza dello studio, della conoscenza delle persone, di come cogliere il meglio da ogni esperienza. Un libro unico, intenso, emozionante, una grande lezione.

La mano dell’Orologiaio

Titolo: La mano dell’orologiaio

Autore: Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli

Traduzione: Rosa Prencipe

La mano dell’orologiaio è il sedicesimo romanzo di Jeffery Deaver con protagonista Lyncoln Rhyme, il famoso detective di New York, tetraplegico per un incidente su una scena del crimine.

L’Orologiaio è un criminale, tanto spietato quanto intelligente, tra i pochi ad aver messo in difficoltà Lyncoln con i suoi piani complessi, imprevedibili e quasi infallibili. Ora ha deciso che è il momento della resa dei conti e Lyncoln deve vedersela con un nemico pronto a tutto pur di eliminarlo. 

A New York c’è qualcuno che sta attuando un piano criminale terribile e inedito, ossia sabotare le imponenti gru presenti nel principali cantieri edili della città, per farle crollare, causando morti, feriti e danni elevatissimi. Ogni attentato è preceduto da un conto alla rovescia, che anticipa le mosse del criminale e aumenta il senso di impotenza delle autorità. Il caso viene affidato a Lyncoln Rhyme che, come al solito, lavora con la moglie Amelia e la personale squadra di fidati collaboratori. Lyncoln capisce subito che c’è la mano dell’Orologiaio dietro gli attentati, ma non riesce a capire quale è il piano criminale e quali potranno essere le mosse successive. L’Orologiaio non lavora mai da solo, viene sempre assoldato da qualcuno, ma chi ha interesse a demolire le gru di New York ? 

Colpi di scena a ripetizione, tensione alle stelle, indagini serratissime per sconfiggere un nemico che sembra sempre in anticipo rispetto agli investigatori.

Tanta tecnologia, armi moderne, geniali applicazioni delle più misteriose conoscenze della fisica e della chimica, con personaggi che rendono la storia umana ed appassionante.

Il libro è una continua sfida tra l’intelligenza di Lyncoln e quella dell’Orologiaio. Si tifa per Lyncoln, certo, ma anche il nemico desta ammirazione, per acume e conoscenze.

C’è spazio per alcuni temi sociali e politici, tipici delle grandi città americane, trattati da Deaver con misura e precisione. 

Suicidio imperfetto

Titolo: Suicidio imperfetto

Autore: Umberto Brindani

Editore: Armando Curcio

Umberto Brindani, direttore del settimanale Gente, è l’autore di “Suicidio imperfetto”, un legal-political thriller, ambientato in una Milano poco attenta al degrado sociale che si annida dietro l’illusorio benessere delle eleganti vie centrali e dei negozi dal lusso esagerato. Il protagonista è un giornalista in difficoltà, stanco e deluso dal lavoro, che ha da tempo perso passione e voglia di scrivere. Il suo direttore gli affida incarichi sempre meno importanti, per metterlo in difficoltà, confidando su un suo passo falso, per poterlo mandare via. La morte della figlia dell’editore del quotidiano per cui lavora, è l’occasione per il giornalista stanco di rimettersi in gioco, per dimostrare di essere ancora capace di fare qualcosa di buono. Infatti l’editore in persona lo incarica di indagare sulla morte della figlia, archiviata dagli inquirenti come suicidio con sospetta celerità. Il giornalista ha fama di essere un buon investigatore, di quelli abituati a fare domande, che non credono alle versioni ufficiali, che hanno le proprie fonti da interpellare, che mettono insieme i vari indizi per arrivare a conclusioni mai banali e spesso vere. Sarà proprio lui con le sue indagini a scoprire il mondo torbido e squallido in cui era caduta la povera ragazza, fatto di prostituzione, spaccio di droga, alimentato da tanti soldi, guadagnati troppo facilmente per capirne il valore. 

Una storia coinvolgente che suona come una aperta critica sia ad un certo tipo di giornalismo che all’amministrazione della giustizia quando per compiacere il potere politico dimentica i propri principi.

Altro tema del libro è la critica alla società attuale, che ha perso la capacità di trasmettere valori solidi ai giovani che sono disposti a buttarsi via in cambio di soldi facili che sembrano tanti ma che non valgono quanto una vita. Una scrittura efficace, diretta, che arriva al punto con precisione, senza troppi giri di parole.

Oro bretone

Titolo: Oro bretone

Autore: Jean-Luc Bannalec

Editore: Beat Edizioni

Traduzione: Giulia Cervo

La giornalista Lilou Breval informa il suo amico commissario Dupin su alcune possibili attività irregolari nelle saline di Guérande, vanto della Bretagna, riguardo alcuni contenitori di plastica blu, che sono per la giornalista la prova di un illecito. Dupin si reca alle saline per un primo controllo e  vuoi per l’aspetto della zona, sembra di essere su un pianeta disabitato, che per la luce abbagliante, non si sente a suo agio, ha la percezione che ci sia qualcosa che non va. Quando una pallottola gli passa a poca distanza, il sospetto diventa certezza. Dupin chiede rinforzi che arrivano subito, ma del killer nessuna traccia. Poco dopo la sparatoria, arriva la notiza della scomparsa di Lilou Breval. Ha inizio una indagine mozzafiato, con tanti sospettati, continui colpi di scena, sullo sfondo della bellissima terra di Bretagna. Affari leciti, altri loschi, segreti familiari. Le saline bretoni sono molto importanti per l’economia della zona, importante fonte di reddito per tante famiglie, il loro controllo vuol dire potere e denaro.

Dupin è un poliziotto tutt’altro che perfetto, traferito da Parigi al commissariato di Concarneau  per motivi disciplinari, mal digerisce le procedure e non sopporta gli opportunisti e gli adulatori, uomo integro e completamente dedito alle indagini, non ama la tecnologia, usa malvolentieri il cellulare, odia gli smartphone e le varie app, guida una vecchia Citroën XM, da cui non si separerà mai.

La Bretagna è la co-protagionista del romanzo, con le sue origini celtiche e le conseguenti leggende ancora attuali, le sue bellezze naturali che comprendono foreste selvagge, spiaggie meravigliose, con giornate di sole dalla luce meravigliose. 

L’autore, il cui vero nome è Jörg Bong, tedesco di Bonn, grande appassionato della Bretagna, scrive sotto lo pseudonimo di Jean_Luc Bannelec, nome scelto per sembrare bretone nativo.

Karma rosso sangue

Titolo: Karma rosso sangue 

Autore: Jean Christophe Grangé

Editore: Garzanti 

Traduzione: Doriana Comerlati

La vicenda inizia a Parigi, nel 1968. La città è invasa da studenti che manifestano contro il governo e che invocano la fine delle guerre. Un fermento difficile da contenere e da controllare per le forze dell’ordine ridotte allo stremo per il troppo lavoro. La città vive settimane difficili, con disordini ovunque, intemperanze e violenze. Hervé, studente poco studioso, ma molto attivo nel movimento di protesta, scopre la sua amica Suzanne uccisa, in una posa insolita, con il corpo devastato e pieno di morsi circolari molto strani.

Hervé contatta suo fratello, Jean-Louis, un poliziotto fuori dagli schemi, a cui appare subito chiaro che la posa a cui è stato ridotto il cadavere è una posizione yoga e che l’omicidio ha a che fare con l’India. Varie vicende accadono a Parigi fino a quanto Hervé scompare e Jean Louis, seguendo il suo istinto, decide di partire per l’India, dove è sicuro di trovarlo, nonostante la mancanza di prove evidenti, per sottrarlo al suo destino. Sua compagna di viaggio una amica di Hervé, Nicole, coraggiosa e inesperta, determinata a vivere l’avventura della vita.

La trama è un turbinio di eventi che si svolgono tra Parigi, l’India e Roma, toccando tutti i temi politici e sociali degli anni 60, sprofondando nell’India misteriosa delle mille religioni e dei mille santoni, incarnazioni di divinità improbabili e presunti profeti, oltre a quello che accade nella capitale della religione cattolica. Tutto tenuto insieme da un nastro rosso intriso di sangue. Un romanzo dalla trama complessa, che tratta temi di indubbio interesse, come la politica, le droghe, il fascino della ribellione, le religioni. Ci sono anche amori improbabili, uomini e donne che con coraggio combattono le varie forme del male per vendetta o sete di giustizia, vittime innocenti, malvagi che pagano per il male che hanno fatto ed altri che restano impuniti. C’è di tutto in questo libro, molto di più di un semplice thriller.

Segreto Bretone

Titolo: Segreto Bretone

Autore: Jean Luc Bannalec

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Chiara Ujka

Jean Luc Bannalec è lo pseudonimo di Jorg Bong, autore tedesco, che ambienta in Bretagna le avventure del commissario Dupin, arrivate al settimo romanzo, del Commissariato di Concarneau, una deliziosa cittadina fortificata sul mare, laborioso porto di pescatori, dediti per lo più alla pesca del tonno.

“Segreto Bretone” è ambientato nella foresta di Brocéliande dove è nata la legenda di Re Artù, Mago Merlino, la fata Viviana e il cavalier Lancillotto. Un luogo magico che ha mantenuto intatto il suo fascino. Le ambientazioni del romanzo sono luoghi reali, come il Centro dell’immaginario arturiano, la porta dei segreti, la fontana di Barenton, la fontana della giovinezza. 

Tutto comincia con un viaggio che il commissario Dupin intraprende, con la sua squadra, per recarsi al Parc de l’imagination illimitèe, dove deve incontrare un noto storico, Fabien Cadiou, per interrogarlo riguardo la morte di Laurent Gustave, suo collega, apparentemente avvenuta per cause naturali. La moglie di Laurent crede che la morte sia invece un omicidio e la sua denuncia ha fatto aprire una indagine. Sarà proprio il commissario Dupin a scoprire il cadavere di Cadiou. Altri studiosi moriranno, tutti partecipanti ad un convegno sulla Tavola Rotonda e Re Artù. La trama del giallo è abbastanza tradizionale, l’ambientazione arturiana fa la differenza, perché ai misteri dei luoghi si aggiungono i misteri che ciascuno studioso custodisce per ambire a posti di maggior prestigio accademico. Quando in un romanzo centra il Graal, la storia si avvolge in un mantello misterioso e intrigante. L’ambientazione bretone, con la sua natura ruvida e il clima poco ospitale, proprio nei luoghi del Graal e di Re Artù, è l’arma vincente del romanzo. I continui riferimenti ai poemi di Goffredo di Monmouth, Chrétien de Troyes e di Wolfram von Eschenbach, stimolano l’interesse del lettore e aumentano il piacere della lettura.

La vegetariana

Titolo: La vegetariana

Autore: Han Kang

Editore: Adelphi

Traduzione: Milena Zemira Ciccimarra

Han Kang è il premio Nobel per la letteratura del 2024. Mi aveva incuriosito il suo recente “L’ora di greco”, ma nonostante l’attrazione che provo per gli autori dell’estremo oriente, avevo rinunciato all’acquisto. Dopo l’attribuzione del premio Nobel, i libri di Han Kang erano spariti dalle librerie ed ho dovuto aspettare qualche settimana prima di poter acquistare “La vegetariana”. Ho iniziato la lettura senza conoscere la trama e devo dire che il romanzo si è rivelato essere distante anni luce da quello che mi aspettavo. Sia il titolo che la copertina dell’edizione italiana, peraltro bellissima, danno una idea totalmente diversa del romanzo. Il cibo c’entra poco e niente. Le privazioni alimentari sono un dettaglio. Il libro narra la storia di una donna, Yeong-Hye, una tipa anonima, passiva, piccola e magra, senza entusiami e poca vitalità. Sceglie di diventare vegetariana ma in realtà la sua non è una lotta contro la carne e il cibo che proviene da esseri viventi, ma è un malessere che ha poco di alimentare, che viene dal profondo della sua anima, una rivolta totale contro le imposizioni e le convenzioni sociali, contro la sua famiglia dominata dalla figura del padre, violento e insensibile. I tre capitoli del libro parlano di Yeong-Hye, della sua vita e del suo progressivo lasciarsi andare, con tre diverse voci narranti, prima il marito, poi il cognato, infine la sorella. Ognuno racconta il proprio punto di vista sui comportamenti di Yeong-Hye, senza chiedersi i motivi del suo malessere, le ragioni del suo autodistruggersi.

La storia non chiarirà il motivo dei comportamenti estremi di Yeong-Hye, così come non è palese il filo conduttore tra i tre capitoli. La scrittura è fluida ed evocativa, la storia è dura, a tratti violenta, con un erotismo insano ed insolito. Finito il libro, il lettore resta con un senso di incompiutezza, di inquietudine, con tanti interrogatici senza risposta.

La violenza dei vinti

Titolo: La violenza dei vinti 

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

Kostas Kharitos ha fatto carriera, è diventato capo della Polizia dell’Attica. Finalmente i suoi meriti sono stati riconosciuti. La sua vita resta complicata, tra indagini e famiglia, ha poco tempo per godersi la nuova condizione professionale.

Durante una manifestazione studentesca, un professore viene ucciso nel suo studio all’Università di Atene. Gli investigatori non fanno in tempo ad iniziare l’indagine che subito arriva un secondo cadavere, un funzionario del Ministero dell’Istruzione che stava elaborando la riforma scolastica. Sono solo le prime due vittime di una lunga serie di omicidi che sconvolgeranno la vita di Atene. Gli investigatori, nonostente le difficoltà e le pressioni dei superiori, troveranno il modo per collegare tra loro le vittime e trovare la soluzione.

I romanzi di Markaris, oltre alle storie gialle e le vicende personali di Kostas, che destano sempre interesse e curiosità, raccontano l’evoluzione della Grecia. Passa il tempo e la ripresa economica comincia a mostrare i suoi frutti, la città si evolve, anche se vecchi problemi come il traffico sono sempre protagonisti. Il ruolo dei giovani comincia a farsi valere, il loro contributo alla crescita del Paese diventa importante. Certo non mancano i problemi sociali, quelli che vengono da lontano come la povertà, oppure quelli più attuali come il bullismo tra i più giovani. Dopo la crisi economica che dal 2008 al 2010 aveva messo il Paese in ginocchio, la Grecia ha saputo rimettersi in piedi ed ora comincia a vedere la luce, dopo anni di sacrifici e difficoltà. La lettura dei romanzi di Markaris, ci mostra la Grecia in evoluzione,  lenta ma inesorabile, anche se il futuro è, come per tutti gli altri Paesi, difficile, dove solo il successo economico determina il valore delle persone. Kostas con la sua famiglia ci accompagna nella Grecia di oggi, tra le meraviglie del passato, la cucina succulenta e la crescita economica.