
Titolo: Trilogia della città di K.
Autore: Agota Kristof
Editore: Einaudi
La “Trilogia della città di K.” fu pubblicato come tre romanzi distinti, divenuti un unico libro nella versione italiana uscita nel 1998. Il libro racconta la storia di due gemelli Klaus e Lucas, affidati dalla madre alla nonna, chiamata la “strega”, tirchia, cattiva e sempre sporca, durante la seconda guerra mondiale, da qualche parte nell’Est Europa. Il primo libro, dal titolo “Il grande quaderno”, racconta l’infanzia dei gemelli, tra sofferenze, crudeltà, povertà e senza speranza nel futuro. I due gemelli sono sempre insieme, le loro identità si confondono, vivono in simbiosi, scrivono su un diario la loro vita quotidiana, la voce narrante è un “noi”. Klaus e Lucas sono intelligenti, scaltri, curiosi, imparano da soli a leggere e scrivere, si ingegnano in tutti i modi. La loro sembra una storia che potrebbe avere un finale positivo, ma non sarà così. Nel secondo libro, “La prova”, il racconto cambia, i due gemelli si separano, Lucas resta a casa della nonna mentre il fratello sconfina. Il racconto assume forme diverse, la voce narrante è una terza persona singolare. Il racconto è meno brutale ma la storia è sempre sofferta. Il terzo libro, “La terza menzogna”, racconta una verità diversa, tutto cambia, la voce narrante è un “io”. A quale narratore credere, al “noi” dei due gemelli del primo libro, alla terza persona del secondo o all’io del terzo ? Quale storia dei gemelli è vera ? La conclusione del libro lascia il lettore sbigottito, senza certezze.
Il libro è scritto con uno stile diretto, un linguaggio scarno ma potente, l’orrore, la povertà e la violenza sono descritte con grande efficacia, così come i caratteri dei protagonisti, resi alla perfezione con poche parole. Più che la trama, colpisce l’abilità di Agota Kristof nel costruire all’interno della finzione del racconto, un secondo livello di finzione deciso dai protagonisti del racconto.
Un libro sorprendente, sia per i cambiamenti di stile e per l’abile costruzione di una specie di labirinto della verità, senza via d’uscita.





















































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