Frequentare il corso SFI (swedish for immigrants) è diventato sempre più difficile dopo aver iniziato a lavorare. Ho difficoltà ad arrivare in orario e spesso non mi presento nemmeno a lezione.
Ogni livello del corso ha un programma di 4 settimane, con frequenza bisettimanale, al termine del quale c’è un esame che è possibile fare una sola volta, se si fallisce si viene esclusi dal corso e non ci si può più re-iscrivere. Se invece ci si cancella dal corso è possibile continuare in un altro momento.
Io sono entrata nel penultimo livello dopo l’estate scorsa e da quel momento non mi sono più mossa. Pochissimi progressi, perché mi bastava saltare qualche lezione per ritrovarmi di nuovo all’inizio del programma, a rifare sempre le stesse conversazioni sugli stessi temi. Oltretutto seguire la lezione dopo una giornata lavorativa, spesso di 9 ore, affrontata al 30% in svedese e al 70% in inglese, mi risultava davvero faticoso.
La frustrazione derivata dal non migliorare, non riuscire a fare i compiti a casa, non arrivare mai in tempo a lezione, si stava trasformando in una fonte di stress che francamente ora come ora non volevo dover gestire.
Così ho fatto qualcosa che di solito non faccio: HO CHIUSO.
Bye Bye Swedish for immigrants.
Mi sento una vigliacca e forse ho fatto male perché in questo momento era una delle poche occasioni per praticare un minimo la lingua, ma onestamente penso di aver affrontato già molte sfide nell’ultimo anno: cambiare vita, amicizie, lingue di comunicazione, metodi di lavoro, regole di comportamento sociale, e tutto questo abbandonando ogni punto fermo della mia vita.
Si, forse ho fatto male, ma insomma, sono pur sempre solo un essere umano giusto!?
Ora chiaramente si pone un altro problema: come progredisco nella mia produzione orale e scritta di questa lingua così dannatamente ostica?
Beh, mi sono auto-imposta una terapia d’urto: ho chiesto ai miei colleghi svedesi di parlarmi solo in svedese e di accettare da me solo risposte in svedese. Finora avevamo evitato perché questo avrebbe escluso brutalmente una collega polacca che non parla svedese, ma lei presto andrà via quindi dalla prossima settimana non ci saranno più scuse.
Che il bagno di SVENSKA abbia inizio.