ci sono sere per parlarsi addosso
e ripartire dal punto fermo dell’affetto
che a volte si nasconde alla memoria
è una mare strano quello dei ricordi
alla calma piatta seguono le onde
uno dopo l’altra tra le mani e tornano
i fiori sulle dita, stringono la gola
corrono la schiena
ecco la comprensione della strada
il male che si posiziona nel tassello mancante
e gli occhi chiari ad infornare il pane
lievitato sotto il canovaccio caldo degli anni
cos’è il tempo paragonato alle stelle
così uguali da essere imbarazzanti
sai amico mio, pirata del mio vascello
non tornerei indietro per quanto indietro
possa essere stato bello, io sono questa
le paure nuove e la forza consolidata
dell’orto sinergico che ad ogni primavera
s’arricchisce e canta nelle ossa poco più fragili
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