
Sei storie fiorite attorno ad un femminile profugo del Paradiso, precipitato in mondo di insidie. Un femminile da riaffermare con forza, oggi più che mai, in un millennio non ancora maggiorenne che ha riportato indietro di cinquant’anni la questione, per narrare come dalle crisi più profonde possano nascere nuove risposte. Donne di un passato prossimo o di oggi, in sofferta ma costante evoluzione. Crisi in greco significa “cambiamento epocale”. Quello che vive ognuna di queste ragazze, pronte a spiccare il volo, a prendersi la propria fetta di mondo. In una raccolta che ha la fluida morbidezza del desiderio, sei donne di un pallore d’avorio, immerse nella solitudine, ma ricettive agli svelamenti dell’esistenza e animate da un istinto di sopravvivenza ancestrale, trovano voce in movimenti e parole. Esistenze sciupate a contatto con la realtà, donne ostaggio di violenza e indifferenza, in una forma narrativa ibrida tra favola e cronaca nera. Alcune pagine rievocano un tempo che non c’è più, una memoria a corrente alternata col presente, un’indagine di costume che mira a scardinare lo status quo indifferente e passivo, con respiri e verità d’immagine. L’autrice romana, in stato di grazia, delinea paesaggi e personaggi con colori ad acquerello.
Un’amica che non c’è più scuote Lara e rende praticabile la fuga da un presente insostenibile. Gaia rompe il giogo di un uomo violento cui lei stessa si era consegnata. Claudia supera una menomazione fisica per andarsi a prendere finalmente l’amore che merita. Eliana, da un’altra epoca, corre per la vita, per la sorella, verso una madre che ha il coraggio di schierarsi dalla sua parte, inchiodando un mostro generato nella loro stessa casa. Elizabeth, in un tempo in cui si era sacrificabili a lavori umili per l’indigenza della famiglia, sogna un futuro migliore come ogni ragazza di quindici anni. Ma avrà solo un eterno presente congelato, una stampella appesa ad una vita immaginaria. E poi la guerra, le leggi razziali, Rosina che salva persone e libri.
C’è una specie di disperato coraggio nel desiderio di assaggiare quel frutto rosso, che possiede la caparbietà della terra e la persistenza del calore di un grembo. A scardinare la fissa ruota delle circostanze. Figlie di Eva: femminile, presente.
Laura Ingrassia.