Con gli occhi del suo amore
Tanti auguri di
Pace e serenità 🙏
Teniamoci strettistrette anzi strettissimi ❤️
.https://youtu.be/SmEX4hEw4kQ?si=MrSPAh41Ra704z6e
“Duetto dei fiori” Poco adatto al Natale?
Piove. Piove ovunque nel nostro mondo squassato dalle guerre di pochi per spartirsi supremazia e ricchezze.
Buon Natale anche per noi qui Ringraziando e riconoscendo la nostra fortuna di lamentarci perché piove acqua… e intanto sorseggiamo e apprezziamo il bouquet di questo buon rosso!
Siamo esclusi dai grandi giochi ma non scordiamoci come diceva Madre Teresa di Calcutta che ogni Gocciolina ingrossa il mare.
Che Natale sia Buon Natale
Teniamoci stretti stretti Anzi strettissimi❤️
Le Mani della Madre
(Rainer Maria Rilke)
Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.
Buon compleanno mia dolce Signora tienimi stretta sul tuo ❤️🌹
…e noi teniamoci strettistrette anzi strettissime.
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“Gli stupri di guerra etnici sono una forma specifica e sistematica di violenza sessuale utilizzata come vera e propria arma strategica nei conflitti, mirata a umiliare, traumatizzare e distruggere l’identità e la coesione di un gruppo etnico, sociale o religioso bersaglio. Si tratta di una pratica intenzionale e diffusa, spesso pianificata dai vertici militari o politici. ”
Ma ci fu dunque un giorno
su questa, terra il sole?
Ci fùr rose e viole,
luce, sorriso, ardor?
Ma ci fu dunque un giorno
la dolce giovinezza
la gloria e la bellezza
fede, virtude, amor?
Ciò forse avvenne ai tempi
d’Omero e di Valmichi,
ma quei son tempi antichi,
il sole or non è più.
E questa ov’io m’avvolgo
nebbia di verno immondo
è cenere d’un mondo
che forse un giorno fu.
Giosuè Carducci
teniamoci strettistrette Anzi strettissimi muti e in preghiere di Pace 🙏🏻
D’improvviso volo un grido
“Per un istante le luci tremarono, per un istante
i tunnel ulularono
e il mondo era nero e bianco.
E il mondo era carbone e ghiaccio.
D’improvviso, da chissà dove,
volò un grido,
rabbioso, con una sferzata
acuta, tagliente,
ci svegliò da un sonno agitato.
“Ditemi, siete forse impazziti?
Rinunciare a tutto questo?
Darsi per vinti così
senza lottare veramente?”.
“Lascia stare”, rispondemmo
“lasciaci raccogliere in noi stessi,
piangere i nostri morti,
aspettare che finisca tutto questo
che non può essere descritto a parole,
muti dinanzi al peso del dolore,
all’orrore dei nostri ostaggi.
Lasciaci essere, solo essere,
senza capire senza pensare,
finché la terra saccheggiata calpestata
la terra violentata
non farà più male.
Per un istante le luci tremarono, per un istante
i tunnel ulularono
e il mondo era nero e bianco.
E il mondo era carbone e ghiaccio.
Nel cuore della notte ci alzammo per fuggire,
mia moglie, io e il bambino.
Su una mia spalla era posato il grido,
sull’altra la speranza,
intubata e sedata.
“Quanto si può continuare così”, disse mia moglie sottovoce,
affinché il bambino non sentisse,
affinché non si impaurisse.
“Guarda,
è così che succede
è così quando succede davvero…”.
Vedemmo carovane lunghe, silenziose,
fluire dalle montagne alle valli,
inghiottite dalle navi, e poi dai mari.
“Com’è successo che in un giorno di orrore questa terra
si è fatta troppo esigente, al di là dei nostri mezzi?”
“No, no”, ci schernì un ragazzo su un monopattino,
sfrecciando con una pistola alla cintura.
“No, no. È successo che in un giorno di orrore
in voi si è spento, o forse avete perso,
oppure non l’avete mai avuto,
il desiderio di una terra vostra”.
“E non è che stiamo scappando”
dissi a mia moglie.
“Ci stiamo solo trasferendo, dentro la nostra anima…”
D’un tratto il bambino parlò:
“Forza, genitori, rialzatevi dalla cenere.
La paura e la disperazione vi danno una lezione.
Così parlò nostro figlio, che cresceva e si rafforzava
sotto ai nostri occhi.
“Se non ci rialziamo ora,
non lo faremo mai più.
Oppure ci rialzeremo diversi,
estranei e tremendi,
duri e amari e ostili”.
Per un istante le luci tremarono, per un istante
i tunnel ulularono
e il mondo era nero e bianco.
E il mondo era carbone e ghiaccio.
“Non c’è più tempo,
chi è stato abbandonato – abbandona.
Chi è stato lasciato a se stesso – lascia.
Parlami, padre mio,
infondimi coraggio,
sto invecchiando, padre, sono a terra,
la mia anima è stanca delle guerre. Stanca.
Dammi speranza, dammi un motivo.
Tu taci, padre, lo dico al posto tuo:
È il momento di lottare, uomini, donne.
È il momento di scendere nelle vie, nelle strade.
E c’è per chi lottare, e c’è per cosa,
Perché non riceveremo più un dono simile, dalla vita,
non germoglierà più uno stato per noi
dalle contese.
E c’è per chi lottare.
Ora tutto dipende da voi,
è il momento di rialzarsi, di vivere,
di essere un popolo o di non essere,
di essere uomini o di non essere.
E c’è per chi e c’è per cosa.
Tutto è appeso a un filo”.
David Grossman 20 25
Teniamoci strettistrette anzi strettissimi 💔(
Azzurro d’estate
il giorno, le strade,
progetti di tutta la vita.
Sei steso anche tu
dove l’erba è piegata
ridiamo, parliamo
è bello scalzarsi
guardare le luci distanti.
Rifugio tranquillo
nel sole calante
chiarore nell’altro versante;
si leva la luna
godiamo l’amore
nessuno ci vede quaggiù
così nudi allacciati
due corpi non sono che un corpo.
Notte limpida
gli occhi alle stelle, viaggiano lente,
sorprese dall’alba;
negli anfratti di terra tempo d’estate
di piacere, di sole.
Un giorno per sempre
cuore a cuore è tutta la vita.
Sylvia Plath
La Crociata dei bambini poesia di Bertolt Brecht pubblicata, nel 1942, racconta la storia di un gruppo di bambini, orfani di guerra, che durante l’invasione della Polonia si uniscono in gruppo per cercare di sopravvivere agli orrori della guerra, e si ritrovano a vagare tra i morsi della fame e del gelo alla ricerca di una salvezza che non arriverà. Delle migliaia molti morirono altri furono fatti schiavi e se ne perse traccia.
💔
“Mentre cadeva la neve a fiocchi,
nelle città girava la voce
di una crociata di bimbi polacchi,
fuggiti insieme dall’incubo atroce.
Trottava in giro la truppa affamata
e un po’ per volta si univano tutti –
tutti i bambini raccolti per strada,
scappati da tanti villaggi distrutti.
Strattonati tra notizie angosciose di guerre, catastrofi ambientali, e perché no anche daun femminicidio a giorni altrni, contrapposte a immagini esaltanti di colombe e uova sempre più grandi a prezzi esorbitanti , ordunque! io vorrei ricordare soprattutto a mestessa fa fortuna nel poter mangiare pane e olio e poi dormire certi che nessun allarme verrà ad interrompere il nostro sonno.
Buona serena Pasqua.
Teniamoci strettistrette anzi strettissimi ❤️ 🌈
FRITZ
Ciliege! e son di già mature?
SUZEL
Han della porpora vivo il colore,
Son dolci e tenere…
FRITZ (da sé, guardandola dolcemente)
Di primavera somiglia a un fiore
Fragrante e roseo…
SUZEL
Son pronta a coglierne un mazzettino.
Debbo gettarvele?
FRITZ
Gettale subito, bell’ augellino;
Le saprò prendere…
SUZEL
Fresche scintillano, di brina ancora
Son tutte roride..
Buona Primavera a voi! Teniamoci strettistrette anzi strettissimi ❤️