movimenti per la mente in movimento

Navigando in rete mi sono imbattuta in un racconto che mi ha profondamente colpita: la storia di una donna che, con semplicità e ostinata gentilezza, ha cambiato la vita di persone che si sentivano “troppo stupide” per imparare. Con perseveranza e dedizione ha trasformato una veranda in un luogo di crescita, risvegliando competenze e talenti che la scuola pubblica non era riuscita a far emergere.
Un esempio potente e stimolante, che meriterebbe di essere replicato in tanti angoli del nostro mondo.

Mi auguro che questo racconto possa toccare molti cuori….

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di Gail Dennison

Nel numero di luglio 2002 del Brain Gym® Journal, Gail Dennison ha pubblicato un articolo approfondito e stimolante sul tema del Double Doodle Play, noto anche come Disegno a Specchio. Un’attività semplice ma profondamente trasformativa, che unisce movimento, arte e integrazione cerebrale.

Ho trovato questo contributo particolarmente interessante per chi si occupa di educazione, benessere, visione e sviluppo integrato della persona. Con il gentile permesso dell’autrice, ho tradotto l’intero articolo in italiano per renderlo accessibile anche a chi non legge l’inglese ma desidera approfondire questo approccio così ricco e multidimensionale.

Buona lettura — e buona esplorazione creativa!

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Introduzione

In questo periodo la rete è piena di racconti, allusioni e ipotesi che gli alieni siano già tra di noi.
E se fosse vero?

Mi sono chiesta come reagirei a un incontro ravvicinato con uno di loro. Essendo una persona curiosa, le prime domande che mi verrebbero in mente sarebbero le stesse che pongo a persone straniere che incontro in viaggio: Chi sei? Da dove vieni? Come si vive nel tuo mondo? Cosa ti ha spinto a venire da noi?

Così, in una notte insonne, quando ho immaginato di incontrare un essere extraterrestre, la curiosità ha prevalso sulla paura. Ho iniziato una conversazione con lui (o con lei? Forse il genere non aveva importanza).

Ecco cosa è accaduto.

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Un viaggio immaginario dentro l’anima dell’umanità

Introduzione

A me piace giocare, sperimentare, esplorare. Così, in uno dei miei momenti di curiosità, mi sono messa a giocare con ChatGPT chiedendogli se potesse mettersi nei panni di un’intelligenza extraterrestre che arriva per la prima volta sulla Terra e osserva la specie umana con occhi nuovi.

Ne è nata una conversazione intensa, sorprendente, a tratti poetica. Abbiamo parlato dell’umanità, delle sue contraddizioni, della paura, della tecnologia, della spiritualità e del destino possibile di una civiltà terrestre che vuole diventare cosmica.

Ecco la conversazione, riportata in forma integrale.

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Come la Kinesiologia educativa e Brain-Gym® possono trasformare il corpo e la scuola per renderci apprendenti per tutta la vita.

Ti sei mai chiesto perché alcuni bambini imparano con entusiasmo e facilità, mentre altri sembrano bloccarsi nonostante gli sforzi? Forse la risposta non è nei libri, ma nel corpo. Attraverso la Kinesiologia educativa e gli esercizi di Brain-Gym®, il movimento diventa la chiave per aprire la porta dell’apprendimento e trasformare la scuola in un luogo di crescita viva e duratura.

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Ho trovato questa storiella in uno dei tanti canali Telegram a cui sono iscritta, e ha subito risuonato dentro di me. Anche se non ho ancora raggiunto l’età per una casa di riposo, mi riconosco profondamente nelle parole di questo signore anziano.

Il mio conto deposito è già pieno di bei ricordi, a cui potrò attingere quando arriverà il momento. E di questo sono infinitamente grata.

Un uomo di 92 anni decise, dopo la morte di sua moglie, di trasferirsi in una casa di riposo. L’appartamento gli sembrava troppo grande, e desiderava avere un po’ di compagnia nei suoi ultimi giorni, dato che era ancora lucido e in buona salute mentale.

Nella casa di riposo dovette aspettare a lungo nella hall, finché un giovane si avvicinò per annunciargli che la sua stanza era pronta. L’anziano lo ringraziò e gli sorrise, mentre, appoggiandosi al bastone, lo seguiva lentamente.

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“Ma tu… quanto ci vedi davvero?”

È una domanda che mi viene posta spesso. Da amici, parenti, conoscenti. E ogni volta fatico a rispondere. Perché non ho un termine di paragone. Non ho mai avuto una vista “normale”, quindi non so davvero cosa significhi vedere come “gli altri”. Ma se c’è una cosa che ho capito in questi anni è che la vista non è solo una questione di occhi.

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Questa sera mi è successa una cosa che mi ha davvero irritato. Sul momento mi è salita la rabbia — sentivo proprio la bile che montava — e dentro di me si è accesa una voglia di rivalsa, quasi di vendetta. Ma poi, prendendomi un attimo per riflettere, mi sono detto: “No, questa non è la mia natura.” Ho deciso allora di accettare la richiesta e lasciarmi tutto alle spalle.

In quel momento mi è tornata in mente una vecchia storiella Zen, che mi ha colpito la prima volta che l’ho sentita, e che oggi mi è sembrata incredibilmente attuale per ciò che ho provato.

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L’acqua, che sia un fiume, un lago o il mare, ha un potere straordinario: calma la mente, purifica i pensieri e dona una sensazione di rinnovamento interiore. C’è qualcosa di profondamente rassicurante nel suo movimento continuo, nel suo fluire instancabile, quasi a ricordarci che tutto scorre e che ogni momento porta con sé nuove possibilità.

Quando mi sento irrequieta, incerta sul da farsi o sopraffatta dai dubbi, mi capita spesso di sedermi in riva al mare e lasciarmi avvolgere dal suono delle onde. Osservarle mentre vanno e vengono mi aiuta a mettere ordine nei pensieri, a lasciar andare le preoccupazioni inutili e a ritrovare un senso di equilibrio. È come se l’acqua sapesse esattamente cosa fare: accogliere le mie inquietudini e restituirmi pace.

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Sei sicuro di conoscere tutti i tuoi sensi?

Quando pensiamo ai sensi, ci vengono subito in mente i cinque tradizionali: tatto, vista, udito, olfatto e gusto. Ma sapevi che ne esistono almeno altri due, altrettanto fondamentali? La percezione vestibolare, che regola l’equilibrio, e quella propriocettiva, che ci permette di essere consapevoli della posizione e della tensione dei nostri muscoli, tendini e articolazioni.

Tutti questi sensi lavorano in sinergia per farci percepire il mondo in modo completo e armonioso. Ma cosa succede quando questa armonia viene interrotta? Un senso disturbato può causare irrequietezza, difficoltà di concentrazione o addirittura influenzare lo sviluppo del linguaggio. Approfondiamo allora il ruolo che ciascun senso gioca nella nostra crescita e nel nostro apprendimento.

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