Stavo per cominciare a scrivere una sorta di riassunto dell’anno appena trascorso, ma non ce la faccio.
Ho, però, l’esigenza da molto tempo di mettere per iscritto alcuni pensieri che mi ronzano in testa frequentemente e che cercano un posto per riposare. Ho scelto di tornare a scrivere per me, perché mi fa bene, forse aiutata anche dal fatto che questo blog non lo frequenta più nessuno e sarà, quindi, una specie di diario davvero intimo e, spero, un po’ catartico.
Caro Luca…
Sì, perché ora ogni volta che sento questa urgenza di scrivere, mi viene naturale rivolgermi a te, anche se fa un male cane. E la prima cosa che voglio appuntare qui è uno dei pensieri che fa più male di tutti e cioè sapere che noi, seppure straziati e seppure consci del fatto che forse non ci sentivi più, abbiamo potuto dirti addio e tu, invece, no…