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Ross’blog

Pubblicato da ross in 28/10/2012
Pubblicato in: Senza categoria.

Risultati immagini per immagini di casette delle streghe nel bosco

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BENVENUTI NEL MIO BLOG

WELCOME

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Pubblicato da ross in 07/04/2023
Pubblicato in: Arcani,Misteri o bugie?. Tag: origini. Lascia un commento

David Icke:Passato,Presente e Futuro-

Pubblicato da ross in 04/04/2023
Pubblicato in: Arcani,Misteri o bugie?. Lascia un commento

Ciao Amico mio

Pubblicato da ross in 29/07/2021
Pubblicato in: Intrattenimento. 8 commenti

Un post che non avrei mai voluto ne immaginato di scrivere. Cosa dire di un caro amico come Marghian? che era intelligente,istruito,gentile,educato. UNA VERA ,BRAVA ,PERSONA. Addio amico mio,ovunque tu sia,stammi bene. Con affetto Ross

VIAGGI NEL TEMPO (possibili?)

Pubblicato da ross in 20/02/2021
Pubblicato in: Arcani,Misteri o bugie?.

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Due distinte signore inglesi, in visita ai giardini di Versailles nel 1901, si ritrovano improvvisamente alla corte di Luigi XVI. Un pilota della Royal Air Force, nel 1935, dopo una tempesta sorvola una base aerea che non esiste ancora e sarà costruita solo quattro anni dopo. Nel 1957, tre ragazzi a passeggio nella campagna inglese smarriscono la strada e si imbattono in un villaggio fermo al Medioevo…

Non sono tre episodi perduti di Ai confini della realtà, la celebre serie televisiva dedicata alla fantascienza, ma tre storie realmente accadute. Potrebbero essere la prova che i protagonisti hanno accidentalmente trovato un modo per viaggiare nel tempo?
Le due protagoniste del presunto viaggio nel tempo a Versailles.

Una passeggiata a Versailles

È un pomeriggio pieno di sole quello del 10 agosto 1901; Anne Moberly e Eleanor Jourdain, dirigenti del St. Hugh’s College a Oxford, passeggiano in gita a Versailles in cerca del Petit Trianon, la villetta della regina Maria Antonietta.

Assorbite dalla conversazione, non si accorgono di essersi smarrite. «Avevo quasi l’impressione di camminare nel sonno, mi sentivo circondata da un’atmosfera opprimente, molto simile a un sogno» dirà in seguito Jourdain.

Le due donne incrociano dei giardinieri, che indossano lunghe giacche e un cappello a tricorno, e si fanno spiegare la strada. Poi si imbattono in altri due tizi dall’aria inquietante, uno avvolto in una mantella e un altro con abiti antiquati.

Giunte alla villetta, una donna sull’erba intenta a disegnare le fissa in maniera insistente. Le due entrano quindi nella villa e finalmente la comparsa di un corteo nuziale spazza via il senso di inquietudine che le aveva assalite. Già negli anni 60 del secolo scorso, come dimostra questa rivista, il caso delle due donne inglesi “trasportate” ai tempi di Maria Antonietta, catturava la curiosità dei lettori. Solo dopo tre mesi, rientrate in Inghilterra, le due si confronteranno, scoprendo di avere entrambe pensato che qualcosa di straordinario fosse successo quel giorno a Versailles. Indagando, scoprono che proprio il 10 agosto 1792, oltre un secolo prima, Maria Antonietta e il marito, Luigi XVI, erano stati imprigionati in attesa del processo. Tornate a Versailles due anni dopo, le donne scoprono che tutto è cambiato: gli edifici e il giardino non sono più come li ricordavano, ma sulle vecchie planimetrie l’impostazione è simile a quella che avevano visto. Quando poi trovano un ritratto di Maria Antonietta si convincono che il suo volto è identico a quello della dama che disegnava. Nel 1911 racconteranno la straordinaria esperienza in un libro, An Adventure, che farà scalpore. Avevano per caso aperto una porta che le aveva proiettate nel passato?

Una visione del futuro

Con il suo aeroplano Sir Victor Goddard ha davvero visto sotto di sé un aerodromo del passato in piena attività? Nel 1935 Sir Victor Goddard, alto ufficiale della RAF inglese, finisce con il suo velivolo in una tempesta: i comandi non rispondono, lampi, pioggia e strane nuvole gialle lo avvolgono. Tutto sembra perduto, quando ecco riaprirsi le nuvole e spuntare il sole. Sotto di sé però Goddard vede qualcosa che non si sa spiegare: dovrebbe trovarsi all’altezza di Drem, ma sotto di lui è un aerodromo in piena attività, con operai in tuta blu indaffarati intorno ad alcuni aerei di colore giallo. È strano, perché gli operai della RAF, come quelli di Drem, vestono tute marroni e non usano aerei gialli. Ma, soprattutto, due giorni prima, Goddard era passato sopra la stessa zona e aveva visto un aerodromo in stato di completo abbandono.

Dovranno passare quattro anni prima che la RAF inizi a dipingere i suoi aerei di giallo e gli operai a indossare tute di colore blu. Goddard si convincerà di essere incappato in un varco spazio temporale che gli ha permesso di vedere per qualche istante l’aerodromo di Dram come sarebbe diventato in futuro.

Viaggi nel tempo al cinema

Il fascino esercitato dall’idea di potere viaggiare nel tempo ha ispirato una vasta produzione cinematografica. Il tema, un vero e proprio sottogenere della fantascienza, arriva al cinema già alla sua nascita, una delle prime pellicole mute è la trasposizione cinematografica del 1921 del romanzo Un americano alla corte di re Artù di Mark Twain. Anche il classico di H.G. Wells, La macchina del tempo, diventa un film di George Pal nel 1960 intitolato L’uomo che visse nel futuro. E lo stesso Wells diventa il protagonista di L’uomo venuto dall’impossibile (1979). Ne La Jetée (1962) un sopravvissuto della Terza guerra mondiale, torna nel passato per impedire la catastrofe. Il film ispirerà nel 1995 L’esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam. Tra le commedie, in Ricomincio da capo (1993) Bill Murray rivive ogni giorno la stessa identica giornata, in Kate & Leopold (2001) un uomo del 1876 arriva nel presente e si innamora di una donna in carriera e in Midnight in Paris (2011) di Woody Allen un uomo di oggi torna nel 1920. Celebri serie che hanno i viaggi nel tempo al centro della trama sono anche Ritorno al futuro, Terminator, Superman, Dr. Who, Star Trek, Il pianeta delle scimmie.

Tre ragazzi a zonzo

Quando tre giovani cadetti della Marina inglese, impegnati una domenica in un’esercitazione di orientamento all’alba, entrano nel villaggio di Kersey, nel Suffolk, si accorgono che qualcosa non va. La campana della chiesa ha smesso di suonare, le anatre del laghetto sono immobili, nemmeno le foglie sugli alberi si muovono e gli uccellini si sono improvvisamente zittiti. Le strade sono deserte e, nonostante sia il 1957, non c’è una sola automobile in giro e non si vedono lampioni o cavi dell’elettricità.

Il villaggio sembra una città fantasma e il senso di inquietudine cresce quando, avvicinandosi alle finestre delle casette antiquate, non vedono anima viva al loro interno. Scossi, lasciano velocemente il villaggio e tornano da dove erano venuti. Sarà solo trent’anni dopo che due di quei ragazzi, ritrovatisi, rievocando l’episodio si renderanno conto di avere forse assistito a un fenomeno inspiegabile.

Lo studioso inglese Andrew Mackenzie si interessa alla storia e si convince che i tre ragazzi non videro Kersey com’era nel 1957, ma piuttosto come era stata sei secoli prima. Un altro involontario salto nel passato?

Sarà mai possibile viaggiare nel tempo?

Nessuno finora è riuscito a trovare il modo, ma potrebbe non essere impossibile. I viaggi nel futuro sono teoricamente già possibili: secondo la Teoria della Relatività ristretta di Einstein il tempo non scorre allo stesso modo per tutti, gli intervalli temporali si dilatano per osservatori che si muovono a velocità prossime a quelle della luce nel vuoto. I viaggi nel passato pongono invece una serie di paradossi: se potessimo farlo, potremmo uccidere i nostri antenati e dunque impedire la nostra stessa nascita. Ma come farlo se non si è mai nati? Secondo la visione a molti-mondi della realtà di Hugh Everett III, però, ogni volta che si guarda la realtà, l’universo si sdoppia creando una realtà parallela. Se tale ipotesi fosse confermata risolverebbe tutti i paradossi logici temporali. Al di là delle ipotesi, comunque, qualunque tipo di macchina del tempo richiederebbe tecnologie che, per il momento, sono ben lontane da quanto disponibile oggi sulla Terra.

Ipotesi ragionevoli

Storie come queste, che spesso mi diverto a raccontare nella mia serie “Strane Storie” sul mio canale YouTube, appaiono affascinanti, poiché lasciano intendere che, in circostanze straordinarie, il passato e il futuro possano essere percepiti, o addirittura vissuti, come se accadessero nel presente.

Prima di rivoluzionare la fisica ed elaborare nuove teorie sul continuum spazio temporale, tuttavia, conviene esaminare ogni singola storia e capire se sono possibili spiegazioni alternative.
Nel caso delle due dame inglesi, questa indagine fu condotta dagli esperti della Society for Psychical Research inglese. Esaminando la corrispondenza che Moberly e Jourdain avevano avuto con gli studiosi della SPR, si scoprì che i dettagli più intriganti e interessanti erano stati aggiunti solo anni dopo l’accaduto, quando le due si erano ormai documentate sulla storia del luogo. La straordinarietà del loro racconto, infatti, era tale poiché si credeva che, nel 1901, non avrebbero potuto fornire una descrizione così accurata della Versailles del 1789 se non avendola davvero vista.

È probabile, insomma, che le donne avessero visto qualcosa che le aveva molto colpite durante quel viaggio, magari furono testimoni involontarie di una festa in costume, forse una di quelle che il poeta Robert de Montesquiou organizzava proprio lì vicino. Tuttavia, è possibile che, volendo a tutti i costi essere credute, deliberatamente o meno abbiano migliorato sempre di più il loro racconto, rendendo così impossibile stabilire se l’incontro con Maria Antonietta (o qualcuno che le assomigliava) sia realmente accaduto o sia stato solo il frutto della loro immaginazione.

Quanto a Victor Goddard, per quanto esperto aviatore, è possibile che con la tecnologia del 1935 abbia perso l’orientamento e sia transitato a 150 km da Drem, su un aeroporto civile dove era plausibile trovare operai in tuta blu e biplani dai colori sgargianti.

Un’ipotesi ragionevole, ma che lo stesso Goddard si sarebbe probabilmente rifiutato di accettare, poiché era un fervente credente nel soprannaturale e fu anche protagonista di un altro caso celebre, in cui si disse convinto che in una foto di uno squadrone militare da lui ritrovata compariva anche il fantasma di un meccanico morto pochi giorni prima dello scatto.

Storie da brividi

l villaggio di Kersey così come ricostruito sulla base dei ricordi dei tre giovani che credevano di essere tornati indietro nel tempo. Quella dei tre cadetti che si imbattono nel villaggio medievale è, infine, la storia più plausibile. Non tanto perché davvero possano essersi ritrovati improvvisamente a sei secoli di distanza, ma piuttosto perché il villaggio di Kersey conservava negli anni ’50 del secolo scorso, e in gran parte conserva ancora, un aspetto medievale e, per tre ragazzi forestieri, la cosa poteva sembrare piuttosto strana. Molti dei cottage ancora in piedi, infatti, risalgono al medioevo e il villaggio è spesso usato come set cinematografico per ambientazioni storiche.

Esistono addirittura documenti da cui si evince che al tempo della gita dei tre ragazzi, c’erano state petizioni per impedire che cavi elettrici e lampioni rovinassero “l’atmosfera d’epoca” di Kersey. Il villaggio di Kersey in una cartolina d’epoca: le strade e le casette del villaggio conservate come in una capsula del tempo sono proprio la sua attrazione turistica principale. L’episodio, come anche quello della gita a Versailles, conferma il fatto che l’illusione di un viaggio nel tempo si fa più forte quando ci sono più testimoni che si incoraggiano a vicenda (anche se il terzo cadetto non ricordava nulla di strano). Più passa il tempo e più i ricordi si alterano, ma parlarne insieme a chi ha vissuto la stessa esperienza aiuta ad aggiungere nuovi dettagli, ignorare le incongruenze e ritrovarsi alla fine con una storia straordinaria, molto diversa da quella vissuta in realtà, ma capace di dare i brividi a chi la ascolta.
Tratto da: Query N. 42 https://www.cicap.org/

GESÙ, MATTEO E L’APOCALISSE

Pubblicato da ross in 06/02/2021
Pubblicato in: Arcani,Misteri o bugie?.

https://www.ebible.it/matteo/24/36/

DAL FILM SEGNALI DAL FUTURO

SEGNALI DALLO SPAZIO(prima parte)

Pubblicato da ross in 27/12/2020
Pubblicato in: Scienza- UFO-.


Un segnale misterioso che viene dalla Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, fa pensare al frutto di attività aliena. Il fascio di onde radio è attualmente al vaglio degli studiosi che indagano sull’esistenza degli extraterrestri. “Al momento non ci scommettiamo, ma speriamo di sbagliarci”, spiegano.

The Parkes telescope in New South Wales, Australia, that picked up the radio waves in April and May last year.

Il segnale degno di attenzione di natura aliena è stato pubblicato dal Guardian che ha sua volta ha ripreso il periodico Scientific American. Scienziati e astronomi del progetto Breakthrough Listen – finanziato da Stephen Hawking con 100 milioni di dollari – attraverso il telescopio Parkes in Australia hanno rilevato un fascio di onde radio proveniente dalla Proxima Centauri, la stella più vicina al sole. L’aspetto più curioso è che il segnale registrato occupa una banda molto ristretta dello spettro radio: circa 982 megaheartz, spazio privo di segnali trasmessi da satelliti e veicoli spaziali di fabbricazione umana.

Sembrerebbe, quindi, un segnale frutto di attività non naturali, ma neppure riconosciuto come risultato di attività umana riconoscibile. Ha superato quindi dei test che lo rendono un degno di ulteriori analisi da parte degli studiosi che però al momento si mantengono dubbiosi sulla natura del segnale radio.

Pane per i denti degli studiosi del Breaktrough Listen, insomma, a caccia di forme di vita aliene. “Non conosciamo alcun modo naturale per comprimere l’energia elettromagnetica in un singolo contenitore di frequenza” ha affermato Andrew Siemion, direttore del Berkley Seti Research Center.

“Il segnale, già osservato nel 2019, sembra essere concentrato in una singola frequenza – spiega l’astrofisico Amedeo Baldi dell’Università di Tor Vergata su Twitter -. La caratteristica è più comune ai fenomeni artificiali che naturali. Sembra il prodotto di un’attività umana non ancora identificata”.

In poche parole esiste un segnale che ha passato una serie di test preliminari, che non sembra naturale e che è ora oggetto di ulteriori indagini. La sua natura potrebbe rimandare agli alieni, di quelli con tanto di civiltà tecnologica. “Quanto ci scommetterei? – ha scritto – Al momento nemmeno un euro, ma sarei felice di sbagliarmi!”.

http://www.fanpage.it/ di: Gabriella Mazzeo

by ross@

SEGNALI DALLO SPAZIO (parte due) ARTICOLO DI THE GUARDIAN originale più traduzione

Pubblicato da ross in 26/12/2020
Pubblicato in: Scienza- UFO-.

(sotto articolo in lingia originale)

Gli astronomi che stanno dietro la più ampia ricerca di vita aliena fino ad ora stanno studiando un’intrigante emissione di onde radio che sembra provenire dalla direzione di Proxima Centauri, la stella più vicina al sole

Lo stretto fascio di onde radio è stato rilevato durante 30 ore di osservazioni dal telescopio Parkes in Australia in aprile e maggio dello scorso anno, secondo il Guardian. L’analisi del raggio è in corso da tempo e gli scienziati devono ancora identificare un colpevole terrestre come apparecchiature a terra o un satellite di passaggio.

È normale che gli astronomi del progetto Breakthrough individuino strane esplosioni di onde radio con il telescopio di Parkes o il Green Bank Observatory in West Virginia, ma tutto finora è stato attribuito a interferenze artificiali o naturali fonti.

È probabile che anche l’ultimo “segnale” abbia una spiegazione banale, ma la direzione del raggio stretto, intorno a 980 MHz, e un apparente spostamento nella sua frequenza che si dice sia coerente con il movimento di un pianeta hanno aggiunto alla natura allettante del trovare. Gli scienziati stanno ora preparando un documento sulla trave, chiamato BLC1, per Breakthrough Listen, il progetto per la ricerca di prove di vita nello spazio, secondo il Guardian.

Il raggio che sembra provenire dalla direzione di Proxima Centauri, una nana rossa a 4,2 anni luce dalla Terra, non è stato individuato dall’osservazione iniziale, secondo un individuo della comunità astronomica che ha richiesto l’anonimato perché il lavoro è in corso. “È il primo candidato serio dal “WOW”, hanno detto.

Il “Wow! segnale “era un segnale radio a banda stretta di breve durata raccolto durante una ricerca di intelligenza extraterrestre, o Seti, dal Big Ear Radio Observatory in Ohio nel 1977. L’insolito segnale, che prese il nome dall’astronomo Jerry Ehman scrisse” Wow! ” accanto ai dati, ha scatenato un’ondata di eccitazione, anche se Ehman ha ammonito di trarre “vaste conclusioni da dati mezzo vasti”.

Lanciato nel 2015 da Yuri Milner, un investitore in scienza e tecnologia con sede nella Silicon Valley, il progetto Breakthrough Listen origlia il milione di stelle più vicine alla Terra nella speranza di rilevare trasmissioni aliene vaganti o intenzionali. Lo sforzo di 10 anni è stato annunciato alla Royal Society di Londra quando il compianto Stephen Hawking ha definito il lavoro “di importanza critica”. Parlando all’evento, Hawking, che ha visto il futuro dell’umanità nelle stelle, ha dichiarato: “L’umanità ha un profondo bisogno di esplorare, imparare, conoscere. Siamo anche creature socievoli. Per noi è importante sapere se siamo soli al buio. “

La sfida per gli astronomi su Breakthrough Listen, e altri dedicati alla ricerca di vita intelligente nei cieli, è individuare potenziali “tecnosignature” tra il balbettio implacabile delle onde radio dalle apparecchiature sulla Terra, i fenomeni cosmici naturali e l’hardware in orbita che circonda il pianeta. Non è un compito facile. Nel 1997 la cacciatrice di alieni statunitense Jill Tarter, che ha ispirato il personaggio di Ellie Arroway nel film Contact, rilevò un potenziale segnale ma in seguito si scoprì che veniva trasmesso da un’antenna della navicella Soho, una missione congiunta della Nasa per osservare il sole. e l’Agenzia spaziale europea.

Anche se troppo debole per essere vista ad occhio nudo, Proxima Centauri è stata oggetto di un intenso controllo da parte degli astronomi. Si sa che almeno due pianeti orbitano attorno alla stella. Uno è un gigante gassoso e l’altro si crede che sia un mondo roccioso circa il 17% più massiccio della Terra. Conosciuto come Proxima b, il pianeta fa il giro della sua stella ogni 11 giorni e si trova nella cosiddetta “zona abitabile”, dove la temperatura è quella giusta perché l’acqua possa scorrere e ristagnare.

Ma questo non significa che l’acqua sia presente su Proxima b. Nonostante la sua posizione apparentemente accogliente, il pianeta potrebbe essere ostile alla vita. Nel 2017, gli scienziati della Nasa hanno utilizzato modelli computerizzati per dimostrare che se Proxima b avesse un’atmosfera simile alla Terra, potrebbe essere facilmente strappata via dalle intense radiazioni e dai brillamenti solari scatenati dalla sua stella madre. Sotto queste violenze, il pianeta di 4 miliardi di anni avrebbe potuto perdere l’intera atmosfera in 100 milioni di anni.

Altri sono cauti, per non dire altro. “Le possibilità che questo sia un segnale artificiale da Proxima Centauri sembrano sbalorditive”, ha detto Lewis Dartnell, astrobiologo e professore di comunicazione scientifica presso l’Università di Westminster. “Stiamo cercando la vita aliena da così tanto tempo e l’idea che potrebbe rivelarsi davanti alla nostra porta di casa, nel prossimo sistema stellare, sta accumulando improbabilità su improbabilità.

“Se ci fosse vita intelligente lì, quasi certamente si sarebbe diffusa molto più ampiamente nella galassia. Le possibilità che le uniche due civiltà dell’intera galassia siano vicine, tra 400 miliardi di stelle, estende assolutamente i limiti della razionalità “.

Non sono solo le statistiche a sembrare cattive. Proxima b è così vicino alla sua stella madre che è bloccato in modo mareale, come la luna lo è sulla Terra. Un lato è il giorno eterno, l’altro nell’oscurità perpetua. “È difficile immaginare come si possa avere un sistema climatico stabile e tutte le cose di cui hai bisogno per ottenere dai batteri, che sono resistenti, fino a forme di vita animale intelligenti, che certamente non lo sono”, ha aggiunto Dartnell. “Ma mi piacerebbe che mi smentisse.”

C’è qualcuno là fuori?

1899 La ricerca della vita altrove è stata lunga e profondamente improduttiva, almeno per quanto riguarda il tentativo di trovare civiltà aliene. Alla fine del XIX secolo, l’inventore serbo-americano Nikola Tesla credeva di aver intercettato i messaggi radio da Marte. Per quanto ne sanno gli scienziati da innumerevoli osservazioni e decenni di visite di sonde robotiche, non c’è vita su Marte.

1967 L’astrofisica Dame Jocelyn Bell Burnell stava esaminando attentamente una montagna di dati da un nuovo radiotelescopio che aveva contribuito a costruire quando notò un segnale insolito. Era debole ma si ripeteva costantemente. Dopo aver escluso le interferenze da fonti terrestri, il team ha considerato piccoli uomini verdi. La vera sorgente si è rivelata essere una pulsar, una stella di neutroni rotante che emette fasci di onde radio come un faro celeste.

1977 Fu l’anno in cui Star Wars fu pubblicato quando Jerry Ehman, un astronomo del radiotelescopio Big Ear della Ohio State University, scoprì qualcosa di curioso mentre scansiona il cielo alla ricerca di trasmissioni aliene. Il telescopio stava osservando un gruppo di stelle chiamato Chi Sagittarii quando ha registrato un impulso di onde radio di 72 secondi. Ehman ha cerchiato i dati e ha scritto “Wow!” sulla lettura, dando al segnale il suo nome.

2003 Anche il progetto Seti @ home, condotto dall’Università della California a Berkeley con le osservazioni del radiotelescopio Green Bank e del telescopio Arecibo recentemente crollato, ha scoperto un segnale intrigante. Il burst di onde radio a 1420 MHz, noto come SHGb02 + 14a, è stato osservato tre volte prima di svanire. Il segnale si trova nella zona tranquilla della “pozza d’acqua” dello spettro elettromagnetico, che gli scienziati considerano una banda attraente per le civiltà aliene per trasmettere segnali interstellari.

Per questo nuovo segnale, gli scienziati hanno proposto possibili fonti ma rimane comunque inspiegabile.

An artist’s impression of the planet Proxima b orbiting the red dwarf star Proxima Centauri, the closest star to the solar system.

https://www.theguardian.com/science/2020/dec/18/scientists-looking-for-aliens-investigate-radio-beam-from-nearby-star

ARTICOLO ORIGINALE

Astronomers behind the most extensive search yet for alien life are investigating an intriguing radio wave emission that appears to have come from the direction of Proxima Centauri, the nearest star to the sun.

The narrow beam of radio waves was picked up during 30 hours of observations by the Parkes telescope in Australia in April and May last year, the Guardian understands. Analysis of the beam has been under way for some time and scientists have yet to identify a terrestrial culprit such as ground-based equipment or a passing satellite.It is usual for astronomers on the $100m (£70m) Breakthrough Listen project to spot strange blasts of radio waves with the Parkes telescope or the Green Bank Observatory in West Virginia, but all so far have been attributed to human-made interference or natural sources.

he latest “signal” is likely to have a mundane explanation too, but the direction of the narrow beam, around 980MHz, and an apparent shift in its frequency said to be consistent with the movement of a planet have added to the tantalising nature of the finding. Scientists are now preparing a paper on the beam, named BLC1, for Breakthrough Listen, the project to search for evidence of life in space, the Guardian understands.

The beam that appears to have come from the direction of Proxima Centauri, a red dwarf star 4.2 light years from Earth, has not been spotted since the initial observation, according to an individual in the astronomy community who requested anonymity because the work is ongoing. “It is the first serious candidate since the ‘Wow! signal’,” they said.

The “Wow! signal” was a short-lived narrowband radio signal picked up during a search for extraterrestrial intelligence, or Seti, by the Big Ear Radio Observatory in Ohio in 1977. The unusual signal, which gained its name after astronomer Jerry Ehman wrote “Wow!” next to the data, unleashed a wave of excitement, though Ehman cautioned about drawing “vast conclusions from half-vast data”.

aunched in 2015 by Yuri Milner, a science and technology investor based in Silicon Valley, the Breakthrough Listen project eavesdrops on the million stars closest to Earth in the hope of detecting stray or intentional alien broadcasts. The 10-year effort was announced at the Royal Society in London when the late Stephen Hawking called the work “critically important”. Speaking at the event, Hawking, who saw humanity’s future in the stars, said: “Mankind has a deep need to explore, to learn, to know. We also happen to be sociable creatures. It is important for us to know if we are alone in the dark.”

The challenge for astronomers on Breakthrough Listen, and others devoted to finding intelligent life in the heavens, is to spot potential “technosignatures” among the relentless babble of radio waves from equipment on Earth, natural cosmic phenomena, and orbiting hardware that circles the planet. It is no easy task. In 1997 the US alien hunter Jill Tarter, who inspired the character of Ellie Arroway in the movie Contact, detected a potential signal but it was later found to be broadcasts from an antenna on the Soho spacecraft, a joint mission to observe the sun by Nasa and the European Space Agency.

Though too faint to be seen with the naked eye, Proxima Centauri has come under intense scrutiny from astronomers. At least two planets are known to orbit the star. One is a gas giant and the other is believed to be a rocky world about 17% more massive than Earth. Known as Proxima b, the planet circles its star every 11 days and lies in the so-called “habitable zone”, where the temperature is right for water to flow and pool.

But that does not mean water is present on Proxima b. Despite its apparently cosy location, the planet may well be hostile to life. In 2017, Nasa scientists used computer models to show that if Proxima b had an Earth-like atmosphere, it could easily be stripped away by the intense radiation and solar flares unleashed by its parent star. Under this battering, the 4bn-year-old planet could have lost its entire atmosphere in 100m years.

Pete Worden, the former director of Nasa’s Ames Research Center in California and executive director of the Breakthrough Initiatives, said it was important to wait and see what the project’s scientists concluded: “The Breakthrough Listen team has detected several unusual signals and is carefully investigating. These signals are likely interference that we cannot yet fully explain. Further analysis is currently being undertaken.”

Others are cautious, to say the least. “The chances against this being an artificial signal from Proxima Centauri seem staggering,” said Lewis Dartnell, an astrobiologist and professor of science communication at the University of Westminster. “We’ve been looking for alien life for so long now and the idea that it could turn out to be on our front doorstep, in the very next star system, is piling improbabilities upon improbabilities.Advertisement

“If there is intelligent life there, it would almost certainly have spread much more widely across the galaxy. The chances of the only two civilisations in the entire galaxy happening to be neighbours, among 400bn stars, absolutely stretches the bounds of rationality.”

It is not only the statistics that look bad. Proxima b is so close to its parent star that it is tidally locked, like the moon is to the Earth. One side is eternal day, the other in perpetual darkness. “It’s hard to imagine how you can have a stable climatic system and all the things you need to get from bacteria, which are hardy, up to intelligent animal life forms, which certainly are not,” Dartnell added. “But I’d love to be proved wrong.”

Is there anybody out there?

1899 The search for life elsewhere has been long and profoundly unproductive, at least in terms of trying to find alien civilisations. At the end of the 19th century, the Serbian-American inventor Nikola Tesla believed he had intercepted radio messages from Mars. As far as scientists know from countless observations and decades of visits by robotic probes, there is no life on Mars.

1967 The astrophysicist Dame Jocelyn Bell Burnell was poring over a mountain of data from a new radio telescope she had helped to build when she spotted an unusual signal. It was faint but repeating steadily. After ruling out interference from Earthly sources, the team considered little green men. The real source turned out to be a pulsar, a spinning neutron star that emits beams of radio waves like a heavenly lighthouse.

1977 It happened to be the year Star Wars was released when Jerry Ehman, an astronomer at Ohio State University’s Big Ear radio telescope, found something curious while scanning the heavens for alien broadcasts. The telescope was observing a group of stars called Chi Sagittarii when it recorded a 72-second pulse of radio waves. Ehman circled the data and wrote “Wow!” on the readout, giving the signal its name. Scientists have proposed possible sources but the signal remains unexplained.

2003 The Seti@home project, run by the University of California in Berkeley with observations from the Green Bank radio telescope and the recently collapsed Arecibo telescope, also discovered an intriguing signal. The 1420MHz burst of radio waves, known as SHGb02+14a, was observed three times before vanishing. The signal lies in the “water hole” quiet zone of the electromagnetic spectrum, which scientists consider an attractive band for alien civilisations to broadcast interstellar signals.

Since you’re here …

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La “vecchia Terra” era un unico continente

Pubblicato da ross in 18/12/2020
Pubblicato in: Intrattenimento.

Geologia del futuroUn unico continente e qualche oceano in meno. Ecco come sarà la Terra tra 200 milioni di anni.

Fare previsioni su periodi così lontani è più un gioco che un’attività scientifica. Tuttavia i dati a disposizione indicano una tendenza condivisa dagli studiosi: i continenti del mondo, oggi divisi, un giorno si riuniranno di nuovo

Dove andremo a finire? Secondo alcuni scienziati, ci sono tre possibilità: o in un unico continente chiamato “Pangea Ultima” (e poi ribattezzato “Proxima”, per non destare timori apocalittici nella popolazione), oppure in un supercontinente, “Amasia”, che sarà formato dalla fusione di Nord America e Asia, oppure ancora in una cosiddetta “Novopangea”.

Le previsioni, in larga parte frutto di speculazioni fantasiose, partono tutte da un assunto reale: i continenti non hanno avuto e non avranno sempre la stessa forma e la stessa posizione di oggi. Certo, la tettonica a zolle non è un mistero per nessuno. E tutti sanno che gli attuali continenti, che seguono una cosiddetta “deriva”, una volta erano uniti in un unico blocco, la Pangea. In seguito a lunghissime rotture, sommovimenti, subduzioni e scivolamenti, lin modo graduale e terre emerse hanno raggiunto la configurazione che conosciamo oggi, alcune creando catene montuose importanti (l’Himalaya, per esempio, ma anche le Alpi) altri ancora sprofondando sotto i mari (continenti sommersi come Zealandia o il Pianoro delle Kerguelen). E continuano a muoversi.

Secondo il geologo americano Christopher Scrotese, di qui a 100 o 200 milioni di anni, le terre si riuniranno di nuovo in un unico supercontinente. Sono ipotesi fatte esaminando i cicli passati e non le attuali direzioni di movimento, considerate troppo a corto respiro. “Certo, è tutto molto fantasioso”, riconosce. “Ma è un esercizio interessante, e si può fare solo se si ha già una buona conoscenza di come funzionano queste cose”.

Nello scenario di Scrotese il Nord America si sposta in modo graduale verso ovest, mentre l’Europa va nella direzione opposta, e anche verso sud. Questo porterà l’Inghilterra al Polo e la Siberia nella zona tropicale. Nel frattempo l’Africa sale, schiaccia il Mediterraneo (che scomparirà) e farà di Italia e Spagna una immensa catena montuosa. Lo stesso accadrà con Australia e subcontinente indiano. Alla fine si chiuderanno sia l’Oceano Atlantico che quello Indiano, i continenti si schiacceranno uno sull’altro (con il Sudamerica che avvolgerà l’Africa) e resterà un’unica grandissima porzione di terra emersa, con montagne altissime (molto più alte di quelle che conosciamo oggi) e deserti interni infuocati.

Secondo Ronald Blakey, invece, previsioni così lontane affondano nella fantascienza. È possibile invece immaginare con un certo grado di accuratezza cosa accadrà tra 15 e 100 milioni di anni. Secondo lui, nascerà un nuovo continente, che chiama Amasia, formato dalla fusione di Asia e America del Nord. Già adesso, sostiene, si può notare il processo di subduzione della placca del Pacifico sotto quella dell’Eurasia e dell’America del Nord. Alla fine sarà il Pacifico a scomparire. Nel frattempo l’America del Nord andrà sempre più a ovest. Il risultato finale è un supercontinente che unirà Asia e America del Nord, più o meno in una zona vicina al Polo Nort. Le rivalità tra Usa e Cina, si immagina saranno dimenticate da molto tempo.

Infine la Novopangea di Roy Livermore combina un po’ le due teorie: il Pacifico scompare (“si chiude”, in gergo), l’Australia aggancia l’Asia Orientale e l’Antartide sale a nord, tutti a unirsi con Amasia.

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LA FOSSA DELLE MARIANNE

Pubblicato da ross in 03/10/2020
Pubblicato in: Intrattenimento.

Un posto buio, silenzioso ed inquietante. Un luogo estremamente diverso da quello in cui viviamo, popolato da creature misteriose appostate nell’oscurità… La Fossa delle Marianne, la depressione oceanica più profonda della Terra, è uno dei luoghi più affascinanti e curiosi del nostro pianeta.

Dove si trova la Fossa delle Marianne?

La fossa, che forma un leggero arco lungo circa 2.500 km, si trova in corrispondenza dell’incontro di due placche tettoniche, in una zona di subduzione, , dove la placca del Pacifico si insinua sotto la placca delle Filippine, è  ad est delle isole Marianne, tra Giappone, Filippine e Nuova Guinea.elle Filippine.

Il punto più profondo si trova a circa 11.000 metri sotto il livello del mare.
Nei pressi della Fossa delle Marianne (come vicino a tutte le altre fosse sottomarine), sono presenti molti vulcani sottomarini (come ad esempio in Giappone)

————————————————CURIOSITA’———————————————

Straordinaria scoperta nella Fossa delle Marianne, a 3.700 metri di profondità. Si tratta di una medusa che nei filmati sembra quasi finta. Le immagini sono state riprese dal sottomarino a comando remoto Deep Discoverer della nave di ricerca Okeanos Explorer nelle acque fra le Filippine e il Giappone. La medusa è stata identificata come appartenente alla famiglia delle Crossota e il suo aspetto è molto particolare a causa dei lunghi tentacoli e del corpo luminoso.

scoperta a Stonehenge, trovato nuovo sito neolitico

Pubblicato da ross in 29/06/2020
Pubblicato in: Scienza- UFO-. Tag: stonehenge.

Anello di monoliti vicino allo storico luogo sacro

 © EPA

(ANSA) – ROMA, 22 GIU – Un anello di monoliti risalenti a oltre 4.000 anni fa è stato scoperto vicino allo storico sito di Stonehenge, in Gran Bretagna. Lo riporta la Bbc. Gli scavi hanno portato alla luce un’area di circa 2 chilometri, formata da massi di 10 metri di diametro e 5 metri di larghezza che circondano l’antico insediamento di Durrington Walls, a 3 chilometri da Stonenhenge. Secondo gli archeologi delle università di St Andrews, Birmingham, Warwick, Glasgow e dell’università del Galles Trinity Saint David, che hanno lavorato al progetto, il sito è di epoca neolitica ed era collegato allo storico luogo sacro. (ANSA).

I megaliti sono stati individuati con avanzate tecniche di scansione radar del sottosuolo ma non disseppelliti. Una trentina sarebbe ancora intatta ma rovesciata, mentre degli altri si conserverebbero solo i frammenti. Secondo gli scienziati del team, potrebbe trattarsi di un vasto sito neolitico complementare a quello di Stonehenge, ma c’è anche chi pensa che tra i due luoghi non ci siano collegamenti.

Il sito neolitico di Stonehenge non finisce mai di sorprendere. Grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia in grado di scandagliare il terreno sono stati scoperti 17 nuovi monumenti nascosti sotto i sedimenti: in un’area di circa 10 chilometri quadrati, a poca distanza dal famoso cerchio di megaliti, gli studiosi dell’Università di Birmingham e dell’austrico Ludwig Boltzmann Institute for Archaeological Prospection and Virtual Archaeology hanno trovato e mappato canali, luoghi di sepoltura, fossati, cumuli artificiali, scavi e segni di antiche costruzioni.

Un rendering della configurazione del nuovo sito neolitico trovato a poca distanza da Stonehenge. | Ludwig Boltzmann Institute for Archaeological Prospection & Virtual Archaeology

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