Post scriptum

I miei libri hanno le copertine grigie,
d’un grigiore salso, come di piogge sfitte.

Sono libri stanchi.

Libri trascinati per i lazzaretti
annotando le grida agli angoli dei fogli.

E là, dove il giallo si fa più secco
per vecchiezza o per dolore, ho scritto.

Libri aperti a tutti i venti.

Libri come vasi
raccogliticci: pagine e ossa,

detriti che il mare ha disperso
con i racconti dei vecchi marinai.

(2017)

@Donatella Pezzino

Foto Laura Makabresku (da Pinterest)

La treccia

E al té,

una punta di zucchero e penombra
sui cucchiaini ossidati; caramelle carruba

colmano vuoti di dolcezza
e di bambini. Il crisantemo non è
una margherita; e la treccia – così quieta

raccoglie tempeste. Ma tu
ne ami in cornice il grido vivo
dei colori, e il sole intrappolato

tra i fili. Ti guardo le mani:
lo smalto s’incrosta, più o meno

come i muri. La casa è ruvida,
le parole piene; dal vecchio filet filtra
insieme a un disegno di fiori incomprensibili

una certa pietà crepuscolare.

(2017)

@Donatella Pezzino

Foto Laura Makabresku (da Pinterest)

Ricordo profumi

Io in perispirito
ricordo profumi di sapone
e di cuscini tiepidi da sprimacciare al mattino

e assumo il mio corpo intermedio quasi fosse un calmante
prescrittomi per compiacenza quando in realtà non c’è niente da fare,

due compresse al dì: quanto basta per permettermi di passare con le dita
tra le maglie dello specchio, o di confondermi col grido
che si apre nell’erba

quando la terra non respira. Io – fame d’aria
lanciata in alto come una moneta

indecisa
da quale parte cadere

(2017)

@Donatella Pezzino

Foto Laura Makabresku (da Pinterest)