Anche quest’anno ho partecipato (in qualità di espositore) alla Fiera BTC di Roma (6-7 novembre) ovvero la Borsa del Turismo Congressuale, senza dubbio uno degli appuntamenti più importanti d’Europa nel settore specifico.
La due giorni romana ha lasciato in me alcune perplessità legate sia alla qualità dell’evento sia alla situazione generale, potremmo dire lo stato di salute, delle meeting industry italiana.

Oggi mi soffermerò solo sul primo aspetto per riprendere, nei prossimi giorni, con alcune considerazioni personali sul periodo del settore eventi & congressi in Italia.
Il pre BTC è caratterizzato dalla pianificazione di appuntamenti con i buyer attraverso un semplice ed efficace sistema online che permette di “scremare” i potenziali interlocutori al fine di centrare il nostro target e massimizzare la qualità degli incontri.
Qual’è il problema allora?
Bè…la mia perplessità deriva dal fatto che buona parte dei buyer presenti appartiene alla categoria degli “ospitati” (hosted) invitati dalla segreteria organizzativa della stessa fiera che spesso ( e volentieri) prendono l’appuntamento romano come una semplice vacanza gratuita nella città eterna.
Per tutelare gli espositori da due anni è stato creato un sistema di controllo del numero di appuntamenti ovvero gli hosted buyer devono garantire un numero minimo di incontri: al termine di ogni colloquio, il buyer riceve dall’espositore un bollino che deve apporre su un’apposita tessera.
Per cui tessera completa equivale a vacanza premio a Roma!
Questo, in moltissimi casi, si traduce in appuntamenti in cui il buyer non ha alcun interesse alla tua proposta ma attende, in maniera più o meno celata, la fine del tuo monologo per ricordarti il fatidico bollino.
Sarà anche questo un segnale della crisi?
Fatta questa premessa, ho partecipato la scorsa settimana alla 

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