Oggi pomeriggio mi sono fatto compagnia. Ho guardato qualche vetrina addobbata, sono entrato in un negozio e subito dopo sono uscito, sentendomi un po’ fuori posto mentre il cuore perdeva un battito. Ho fatto qualche passo e mi sono imbattuto in una pizzeria al taglio. No non devo mangiare nulla, mi sono detto, sai, la dieta, la forma fisica, non posso, non devo. Poi all’improvviso ho sentito la tua voce che mi dice “non al tonno, però!”. E ho visto il tuo sorriso che apre il cuore come una pesca d’estate, una cascata d’anima, fresca, chiara, dissetante. Allora mi sono avvicinato al bancone e ho ordinato un trancio che forse ti sarebbe piaciuto ed anche una birra. Mi sono seduto al tavolino ed ho brindato a te, al bene che ti voglio, all’assenza di qualsiasi distanza nonostante la distanza e l’assenza. In silenzio ho parlato con te per qualche lunghissimo infinito minuto, ho riso con te, ci siamo raccontati film e libri, ti ho preso la mano smettendo di parlare, mentre le canzoni di Natale non facevano altro che ricordarmi che la vita è fatta di nascite e rinascite ma anche di vite che non si sono incontrate, o se l’hanno fatto é stato troppo tardi o forse no, era quello, é questo il momento giusto.
Ho immaginato di darti una carezza, guardandoti col cuore. Poi mi sono alzato, con tutti i mie pensieri in tasca e ti ho salutato, abbracciandoti.
Fuori dal centro commerciale la sera aveva già lasciato posto alla notte.


