Erano curve le loro vene di Giovanna Sicari

Pubblicato: 22 gennaio 2026 da almerighi in scrittura a punta
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Ai giovani di Nordhal Grieg

Pubblicato: 21 gennaio 2026 da almerighi in autori stranieri
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Nordahl Grieg (1902–1943) è stato un poeta, scrittore e giornalista norvegese, nato a Bergen.
Impegnato politicamente, fu una delle voci più forti dell’antifascismo europeo e autore della celebre poesia Til ungdommen(qui proposta in una versione italiana curata da me)
Morì durante la Seconda guerra mondiale come corrispondente di guerra, abbattuto su un aereo della RAF sopra Berlino.

Di fronte ai tuoi nemici
Da ogni lato
La battaglia si avvicina,
Ora fai la tua scelta
Temi la domanda,
Indifeso, scoperto
Con che cosa combatterò?

Dov’è la mia arma?

Ecco il tuo piano di battaglia,
Ecco il tuo scudo:
La fede in questa nostra vita,
Nel bene comune.
Per il bene di tutti i nostri figli,
Salvala, difendila,
Paga qualunque prezzo sia necessario,
Non la distruggeranno.
Ordinate pile di proiettili,
In file su file,
Morte alla vita che ami,
A tutto ciò che conosci.
La guerra è disprezzo per la vita,
La pace è creazione.
La marcia della morte si arresta
Con determinazione.
Tutti meritiamo il mondo,
Raccolto e seme.
Fame e povertà
Nascono dall’avidità.
Non voltare lo sguardo
Ai bisogni degli altri,
Tendi una mano d’aiuto
A tutti i tuoi fratelli.
Ecco il nostro solenne giuramento,
Di terra in terra:
Proteggeremo il nostro mondo
Dalla mano dei tiranni.
Difenderemo ciò che è bello,
Gentile e innocente,
Come farebbe ogni madre
Con il suo bambino.

*

I campanili pendenti di Ferrara di Roberto Pazzi

Pubblicato: 20 gennaio 2026 da almerighi in scrittura a punta
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Roberto Pazzi (1946 – 2023) è stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano. Le sue opere sono state tradotte in 26 lingue

Mi guardo allo specchio e cede                                                              

qualche crepa del congegno,                                                            

passo un panno sulla superficie                                                            

ma non è una macchia,                                                            

non se ne va via,                                                          

è davvero una vena del vetro                                                          

sorella delle crepe del pavimento                                                            

nel salotto, di tanti piccoli terremoti                                                            

mai percepiti                                                            

che hanno assestato la città                                                            

fondata sull’acqua.                                                            

I campanili qui pendono tutti,

il Po ha lasciato un letto                                                            

sotterraneo                                                              

che non può sostenerli                                                            

e li invidia.                                                            

Opera vana e coraggiosa                                                            

alzarsi in questa città

*

Dentro il frigo è sempre giorno di Valeria Tentoni

Pubblicato: 19 gennaio 2026 da almerighi in autori stranieri
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Valeria Tentoni è nata a Bahía Blanca (Argentina) nel 1985 ed è poetessa, giornalista e autrice di racconti
Dal 2011 cura l’Audioteca di Poesia Contemporanea e ha pubblicato tra l’altro le raccolte poetiche Batalla sonora (2009) e Antitierra (2014). Il suo lavoro unisce impegno e sperimentazione: intervista scrittori, riflette sui limiti delle etichette letterarie latinoamericane e “insiste, corregge e impara” come disciplina creativa.

Le cose che ci sono non si lamentano, non chiedono a nessun dio di spegnere la luce. Aspettano il loro turno.

Alcune cose scadono, ma restano le stesse.
Vorrei essere la bottiglia di Coca-Cola
che riempio con l’acqua del rubinetto.
Qualcosa che accetta il suo destino
senza problemi.

Io abito sopra un supermercato cinese.

L’altro giorno ho appeso un paio di pantaloni alla finestra
e il vento li ha portati via. Ho dovuto recuperarli, ho dovuto chiedere il loro permesso.

Mi fecero entrare nel magazzino: era come raggiungere
la pentola piena di pepite d’oro alla fine dell’arcobaleno.

Per molto tempo ho pensato che quel rumore provenisse dal panificio
a metà strada. A quanto pare non era così:
proveniva dal ristorante cinese.

Per ventilare la loro merce usano un motore enorme.

Le cose che ci sono non si lamentano, non chiedono a nessun dio
di tacere.

Un giorno quella stella cesserà di esistere
davanti ai suoi raggi
e noi cadremo in una fede ridicola.

Se non esistessero cose più tristi di questa,
sarebbe una cosa triste.

*

Dentro il frigo è sempre giorno di Valeria Tentoni

Domenica Cinema: I giorni contati di Elio Petri (1962)

Pubblicato: 18 gennaio 2026 da almerighi in Uncategorized
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Uscito nel 1962, I giorni contati di Elio Petri racconta la crisi esistenziale di un idraulico romano, interpretato da quel grandissimo attore che fu Salvo Randone.
Un incontro casuale con la morte, durante un viaggio in autobus, spinge il protagonista a mettere in discussione la propria vita. Petri costruisce un ritratto amaro dell’alienazione quotidiana nella società urbana. Roma diventa spazio freddo e opprimente.
Il ritmo è sobrio, quasi dimesso, coerente con il tormento interiore del personaggio.
Il film riflette sul lavoro come prigione e sulla paura del tempo che scorre. La ricerca di libertà del protagonista appare sincera ma destinata al fallimento. Petri evita facili sentimentalismi e mantiene uno sguardo lucido. La sceneggiatura è essenziale, ma carica di significato. La regia privilegia i silenzi e i gesti quotidiani in una sorta di neo realismo spostato negli ultimi anni del miracolo italiano. I giorni contati resta un’opera poco nota ma molto attuale. Un film che invita a interrogarsi sul senso della propria esistenza. Ve ne consiglio la visione è facile da trovare, anche in edizione integrale, su youtube.

Poiché l’alba si accende

.

Poiché l’alba si accende, ed ecco l’aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e l’imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,

.

facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! Soprattutto
basta con l’ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz’anima trionfava.

.

E basta con quei pugni serrati e la collera
per i malvagi e gli sciocchi che s’incontrano;
basta con l’abominevole rancore! Basta
con l’oblìo ricercato in esecrate bevande!

.

Perché io voglio, ora che un Essere di luce
nella mia notte fonda ha portato il chiarore
di un amore immortale che è anche il primo
per la grazia, il sorriso e la bontà,

.

io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
camminare diritto, sia per sentieri di muschio
sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;

.

sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
verso la meta a cui mi spingerà il destino,
senza violenza, né rimorsi, né invidia:
sarà questo il felice dovere in gaie lotte.

.

E poiché, per cullare le lentezze della via,
canterò arie ingenue, io mi dico
che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
e non chiedo, davvero, altro Paradiso.

***

Marina

.

L’oceano sonoro
Palpita sotto l’occhio
Della luna in lutto
E palpita ancora,
Mentre un lampo
Vivido e sinistro
Fende il cielo di bistro
D’un lungo zigzag luminoso,
E che ogni onda
In salti convulsi
Lungo tutta la scogliera
Va, si ritira, brilla e risuona.
E nel firmamento,
Dove erra l’uragano,
Ruggisce il tuono
Formidabilmente.

******

Paul-Marie Verlaine (1844 – 1896) è stato un poeta francese. Figura del poeta maledetto, Verlaine viene riconosciuto maestro dai giovani poeti del suo tempo.

Metafisica di Marcelo Fagiano

Pubblicato: 16 gennaio 2026 da almerighi in autori stranieri
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Marcelo Fagiano è un poeta, narratore e drammaturgo argentino, nato a Río Cuarto (Córdoba) nel 1959. È Doctor in Scienze Geologiche e docente universitario, nonché fondatore del gruppo di poesia “Poetas del Aire” (1991-2002). Ha pubblicato numerose raccolte di poesia, opere teatrali e narrativa, ed è stato incluso in diverse antologie e premiato in concorsi nazionali e internazionali.

Troppo tempo a guardare l’acqua scorrere
lo stesso e unico fiume
il bagno ripetuto
lo studio della portata
i limiti del bacino dello spirito
il deflusso
elementare dell’uomo:
la sete di Eraclito non ha fine
è accesa nella carta
assorbente del cervello
perché le acque consacrino
il ciclo completo
dei fluidi
che danno senso e sostegno ai giorni.

*

Traduzione in italiano di Flavio Almerighi (mia)

Metafisica di Marcelo Fagiano

Idillio di Robert Walser

Pubblicato: 15 gennaio 2026 da almerighi in autori stranieri
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Robert Walser (1878–1956) è stato uno scrittore e poeta svizzero di lingua tedesca, noto per uno stile ironico, minimale e visionario. Visse una vita appartata e segnata da difficoltà economiche e psicologiche, trascorrendo gli ultimi anni in istituti psichiatrici. È oggi considerato una figura fondamentale della letteratura moderna, ammirato da autori come Kafka, Musil e Benjamin.

Qui tutto è silenzio, qui mi sento bene,

i pascoli sono freschi e puri

e le chiazze d’ombra e di sole

vanno d’accordo come bambini giudiziosi.

Qui si libera la mia vita

fatta d’intensa nostalgia,

non so più cosa sia la nostalgia,

qui si libera il mio volere.

Una commozione silenziosa mi prende,

linee attraversano i sensi,

non so, tutto è intrico

e tutto è contraddetto.

Non odo più lamenti

e tuttavia ci sono nell’aria lamenti

lievi, candidi, come in sogno

e di nuovo non capisco più nulla.

So solo che qui tutto è silenzio,

niente più assilli e costrizioni,

qui mi sento bene e posso stare in pace

poiché nessun tempo mi misura il tempo.

*

Idillio di Robert Walser

Lettere d’amore di Lorenzo Calogero

Pubblicato: 14 gennaio 2026 da almerighi in scrittura a punta
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Poeta italiano tra i migliori della sua generazione (1910 – 1961)

Mandai lettere d’amore

ai cieli, ai venti, ai mari,

a tutte le dilagate

forme dell’universo.

Essi mi risposero

in una rugiadosa

lentezza d’amore

per cui riposai

su le arse cime frastagliate loro

come su una selva di vento.

.

Mi nacque un figlio dell’oceano.

*

Lettere d’amore di Lorenzo Calogero

In un momento di Dino Campana

Pubblicato: 13 gennaio 2026 da almerighi in scrittura
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Dino Campana (1885–1932) fu un poeta italiano irregolare e visionario, autore dei Canti Orfici, unica opera pubblicata in vita. Vissuto tra viaggi erranti, marginalità e gravi disturbi psichici, ebbe una relazione tormentata con Sibilla Aleramo.È considerato una figura centrale e tragica della poesia italiana del primo Novecento.
In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose
P.S. E così dimenticammo le rose.
(per Sibilla Aleramo)

*

https://almerighi.wordpress.com/2026/01/13/in-un-momento-di-dino-campana/

Informazioni su un viaggio in auto di Francisco Brines

Pubblicato: 12 gennaio 2026 da almerighi in autori stranieri
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Francisco Brines (1932–2021) è stato un poeta spagnolo, membro della cosiddetta “Generazione del ’50”. La sua poesia, segnata da eleganza e intima riflessione, esplora il tempo, la memoria e la fragilità della vita. Nel 2020 ha ricevuto il Premio Cervantes, massimo riconoscimento della letteratura in lingua spagnola.

Le finestre riflettono
il fuoco dell’ovest
e una luce grigia penetra
dal mare.

Il giorno che muore vuole restare dentro di me ,
come se io, guardandolo,
potessi salvarlo.

E chi è che mi guarda
e può salvarmi?
La luce è diventata nera
e il mare è stato cancellato.

*

Informazioni su un viaggio in auto di Francisco Brines

Antonio, l’indimenticabile Barman, ha amato tanto la buona musica e ogni anno ci rammentava i migliori dischi dell’anno precedente appena terminato, per questo lo ricordo con affetto e continuo indegnamente la sua opera. Oggi il miglior disco straniero del 2025 appena terminato. Mercado 48 segna il ritorno di Daniel Knox dopo alcuni anni, con un album registrato in un piccolo spazio a Porto, dove si percepiscono persino i rumori della strada sullo sfondo. Daniel Knox, già noto per il suo stile che miscela baroque pop, chanson malinconica e jazz notturno, qui approfondisce il suo linguaggio espressivo e lo fa alla grande. Negli arrangiamenti l’album alterna piano minimale, sax, synth e arrangiamenti delicati: le tracce come Worst of All Worlds e Don’t Fucking Move mostrano un equilibrio tra teatralità e desolazione in un itinerario di emozioni contrastanti.  La voce , così calda,  ricorda a tratti Nick Cave e un Tom Waits meno rauco. Mercado 48 è  capace di fondere stile narrativo con una maggiore maturità emotivarappresentando sia un punto di arrivo nella sua discografia sia un ottimo punto d’ingresso per chi lo scopre per la prima volta, a parer mio il miglior disco straniero del 2025.

*

Disco straniero del 2025 : Mercado 48 di Daniel Knox (con un caro ricordo di Antonio Bianchetti)

Antonio, l’indimenticabile Barman, ha amato tanto la buona musica e ogni anno ci rammentava i migliori dischi dell’anno precedente appena terminato, per questo lo ricordo con affetto e continuo indegnamente la sua opera. Oggi il miglior disco italiano del 2025. Una lunghissima ombra di Andrea Laszlo De Simone è un’opera intensa e contemplativa che va oltre il concetto di semplice album: un progetto audiovisivo di 17 tracce che fonde cantautorato, orchestrazioni e frammenti sonori in un flusso continuo di luci, ombre e memoria. Il disco esplora pensieri, dubbi e ricordi con arrangiamenti che oscillano tra psichedelia, elettronica e musica d’autore italiana, richiedendo all’ascoltatore dedizione e apertura emotiva. È un’esperienza immersiva e riflessiva più che un catalogo di singoli brani, capace di catturare con profondità e delicatezza. Un nuovo concetto di musica popolare italiana, per me disco italiano del 2025.

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Disco italiano 2025: Una lunghissima ombra di Andrea Laszlo De Simone (in ricordo di Antonio Bianchetti)

Vivo sull’acqua di Derek Walcott

Pubblicato: 9 gennaio 2026 da almerighi in autori stranieri
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Derek Walcott (1930–2017) è stato un poeta, drammaturgo e saggista di Santa Lucia.
La sua opera fonde tradizione europea e cultura caraibica, con forte attenzione a storia, identità e colonialismo.
Nel 1992 ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura.

Vivo sull’acqua,
solo. Senza moglie né figli.
Ho circumnavigato ogni possibilità
per arrivare a questo:

una piccola casa su acqua grigia,
con le finestre sempre spalancate
al mare stantio. Certe cose non le scegliamo noi,

ma siamo quello che abbiamo fatto.
Soffriamo, gli anni passano, lasciamo
tante cose per via, fuorché il bisogno

di fardelli. L’amore è una pietra
che si posa sul fondo del mare
sotto acqua grigia. Ora, non chiedo nulla

alla poesia, se non vero sentire:
non pietà, non fama, non sollievo. Tacita sposa,
noi possiamo sederci a guardare acqua grigia,

e in una vita che trabocca
di mediocrità e rifiuti
vivere come rocce.

Scorderò di sentire,
scorderò il mio dono. È più grande e duro,
questo, di ciò che là passa per vita.

*

Vivo sull’acqua di Derek Walcott

Daniel Knox con tre poesie di Erika Burkart

Pubblicato: 8 gennaio 2026 da almerighi in autori stranieri
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Erika Burkart , nata ad Aarau il 8 febbraio 1922 e morì a Muri il 14 aprile 2010, è un poeta tedesco svizzero . Nel 2005 ha ricevuto lo Schiller Grand Prix , il più importante premio letterario della Svizzera. Burkart è stata insegnante fino al 1953.

LA VERITÀ DELLE FIABE
.
In pericolo son quelli che si amano.
.
Il personale è rimasto lo stesso,
se si trova un’anima, una bocca,
che racconta delle fiabe come se
fosse stata presente, dato che re mendicanti,
anni più lunghi, alberi intoccabili,
.
uccelli onniscienti,
spiriti e genietti erano con noi,
le bestie parlavano la nostra lingua
sopra e sotto terra,
apertamente, trascinate nel crepitare
del tempo che consuma ricordi e oblio.
.
In pericolo son quelli che si amano.
*
CHIAMATA
.
La bianca notte guarda dentro
da tutte le finestre
con albero innevato
cielo di cenere e brace nascosta.
.
Mi fa male essere membrana,
fra silenzio e parola
rimanere ammutolita in ascolto
in questo spazio privo di stelle.
*
MALATA
Nei cunicoli della malattia
buio il giorno,
si riduce la vita, se guardi indietro,
a un istante –
.
un fiocco e un altro fiocco…
quando il nevicare sulla finestra
è eternità.
***

Daniel Knox con tre poesie di Erika Burkart