
Sarà un ottimo inverno questo, ne sono certa, e quando vi dirò che non è così voi non credetemi!
Questo luogo è stato testimone di un ‘risveglio’ che, non era stato programmato ma si è manifestato in corso d’opera e, oggi, quel percorso ha preso forma, una forma ben precisa, la mia forma.
Il ritorno a scrivere sarà molto lento, lo dico da ora, ed il motivo è che sono ancora confusa: sto rimettendo insieme alcuni pezzettini ancora disordinati; non so se vi è mai capitato di scoprirvi diversi riconoscendovi in ciò che si è sempre stati, bè è ciò che è successo a me, quindi la faccenda richiede un minimo di pazienza. Ho circumnavigato me stessa per riscoprirmi di nuovo. Io ma non più io oppure, meglio, non più io ma pur sempre io.
Che sensazione esaltante cavolo!
Tutto è cominciato una sera in cui mi sentivo talmente in forma e centrata da dire la fatidica frase ‘Ma sti cazzi!’ che poi è solo la via più breve e triviale di un pensiero più nobile che è ‘Mi prendo quello che voglio senza paranoie’ che nemmeno così sembra essere tanto nobile ma è un modo per sintetizzare invece una vera e propria presa di coscienza importante che dovrebbe suonare come ‘Sono abbastanza forte da poter succhiare la mia vita senza il terrore di strozzarmi’.
Il piano in effetti è riuscito, sono stata abbastanza forte da prendermi ciò che volevo, peccato che, ironia della sorte, non era quello che avevo in programma di prendermi e questo ha portato alcune complicazioni.
Soffermarmi sulle complicazioni sarebbe ora troppo complicato appunto, vi basterà però sapere che il mio ‘sti cazzi’ non era sufficiente ad affrontare tutto quello che è venuto dopo. Lo dico a tutti coloro che possono farsi venire due dubbi: la formula magica ‘sti cazzi’ non può bastare quando si sta per essere catapultati in un universo parallelo.
E questo universo parallelo era ben più articolato del mio e del mio misero ‘sticazzismo’.
Quando si passa lo stargate è difficile rimanere centrati e forti e risoluti, tanto più che per me era, allora, una novità, qualcosa appena scoperta in me, da elaborare e digerire ancora. Il sentirmi così meravigliosa (leggi figa) da poter affrontare a testa alta ogni situazione con quella faccia di chi dice ‘prova a sfidarmi’ poteva funzionare bene nel mio mondo ma non in quello che ho trovato passando lo stargate. Tanto per facilitarvi la comprensione posso dire che è stato come sentirsi pronti per la classe di fisica e ritrovarsi come compagno di banco Einstein, voglio dire per quanto si possa essere convinti e preparati, insomma un paio di dubbi ti vengono no?
Bè, a me ne son venuti più di un paio, anche troppi forse ma la situazione credo lo richiedesse. Ora, in una situazione del genere secondo me ci sono tre possibili reazioni:
1. sentirsi completamenti idioti e lasciare il corso
2. non sentirsi affatto idioti (essendolo però del tutto) e sfidare Einstein
3. sentirsi idioti ma pensare che Einstein come compagno di banco possa risultare un’ esperienza non da poco da cui trarne il massimo del profitto
Nel mio ritrovarmi sempre nel mezzo in cerca di un equilibrio, manco a dirlo, ho scelto la via numero 3 ed è stata una gran sudata ma anche straordinariamente appagante;
per farla breve, da che mi sentivo tanto figa mi sono ritrovata a mettere in discussione tutto e quando dico tutto intendo dal modo di relazionarmi con il mondo al colore dei miei calzini, giuro! Ho pensato dapprima di non aver capito nulla e di dover cambiare tutto quello che ero sempre stata, ho tentato strade nuove, nuovi approcci mentali, nuove esperienze in cui potermi mettere alla prova. Mi sono esaltata, depressa, incazzata, ho mandato in tilt il mio corpo e la mia mente per fare tabula rasa di tutto ciò che mi era stato inculcato e di ciò che avevo pensato di sapere su me stessa. Credo di essere morta, di aver passato del tempo in una stanza vuota a studiare e di essere poi tornata in vita.
Al mio risveglio, in uno stato di solo parziale consapevolezza di quello che mi era capitato, ho rimesso un piede davanti all’altro e ricominciato ad approcciare alla mia routine quotidiana e …solo allora è avvenuto il vero miracolo!
Oggi so per certo che la vita si diverte molto a farti giocare intorno a quello che sei, a coprirti gli occhi e a lasciare che tu ti perda chissà dove e che se per educazione, carattere o poca attenzione la si lascia fare, ci si ritrova a vivere la vita di qualcuno che non si conosce nemmeno tanto bene. Pensi di essere tu quel qualcuno ma ti guardi allo specchio e non ti riconosci e il non riconoscerti diventa talmente familiare da farti smettere di porti domande scomode.
Oggi ho riscoperto quello che sono sempre stata; le mie passioni, il mio carattere, le mie percezioni sono le stesse con le quali sono venuta al mondo, elaborate certo, ma non corrotte, sviluppate in qualcosa di nuovo magari ma ferme come le fondamenta di un edificio che ha visto mille ristrutturazioni ma ancora sta in piedi grazie ad esse.
Ricordo di aver scritto tempo fa che mi sentivo come se stessi rispolverando delle vecchie cose tirate giù dal solaio, ecco, oggi quelle cose non solo sono state rispolverate ma sono rientrate a far parte dell’utilizzo quotidiano per il quale erano state create.
Che sensazione esaltante cavolo!!