Entrate nella catena di fast fashion che tua madre chiamava Beriscia.
C’è una musica fortissima che copre la puzza di sudore e di poliestere, i commessi si spostano da una parte all’altra del negozio, indaffarati, stropicciano ulteriormente cose già stropicciate, l’importante è non girarsi quando vengono chiamati o si trasformeranno in statue di rayon. Ne blocchi uno per chiedere una taglia, quale taglia? Io sono qui per il rave. In effetti all’ingresso avevi notato un buttafuori con un auricolare, è lì per verificare che nessuno esca con l’antitaccheggio. Gli antitaccheggio hanno infatti più valore dei vestiti. Lui è buttafuori e anche antifurto, l’energia elettrostatica è a un livello tale che quando becca qualcuno rubare si infila una lampadina in bocca e lampeggia per lanciare l’allarme.
Tua figlia ti vuole costringere a comprare una pelliccia. C’è l’imbarazzo della scelta, ma soprattutto c’è l’imbarazzo. Hanno scuoiato tutti i feticci della tua infanzia: Uan, Four e anche Bear nella grande casa blu. Che poi è inutile che tu faccia tanto la superiore, tua zia Daniela un Natale dei primi Novanta arrivò indossando la famosa pelliccia della Mongolia, un agglomerato riccio color champagne in peli pubici di Enzo Paolo Turchi, una roba schifosa da dire quasi quanto da vedere. Dici a tua figlia che apprezzi il tentativo di coinvolgerti, ma no, non farai il cosplay dell’Orso di Revenant.
Andiamo da Humana, mamma? Dai, ok. Entrando una sensazione fortissima di déjà vu ti coglie, “ancora tu? ma non dovevamo vederci più?” dici a una gonna scozzese con lo spillone per l’harakiri. D’altronde il vero highlander della moda, non poteva che essere un kilt.
Più ti sposti tra gli stendini e più capisci che sei al centro di un complotto internazionale. Dieci anni fa abbiamo letto tutte il magico potere del riordino della Kondo, abbiamo dato via tutti i vestiti e dopo un anno è esplosa la moda del second hand. Ti pare evidente: ci stiamo ricomprando le cose che abbiamo buttato, è il magico potere del ricompro.
Fantozziano a dir poco, infatti in vetrina c’è quel cappotto del ragioniere, spalla larga, spigato. Lo provi, la commessa ti dice: questo è proprio il suo, le sta benissimo. Sì, è proprio il mio, di nuovo. Come è Humana lei.