Ehm..
August 14, 2023
..solo per impedire che pensino che non penso più di passare per di qua.
Prova
June 29, 2019
…mi pare che qualcosa stia accedendo quassu’ e sminchiando cose…
benche’ sia un luogo un po’ lasciato a sé stesso, mi rompe comunque i marroni se qualcosa fa ‘ste cose quassù!…
Continua l’austerity
January 24, 2019
Continuo, con l’aiuto di S. Pazienza, ad accedere alla rete col solo ausilio del telefonetto Cinese, e rimbalzo cosi’ cose che vi entrano direttamente.
Alla fine dell’ultimo finesettimana a Rob’, Ute, la moglie di Hugo, ha deciso di approfittare del passaggio per venire un paio di giorni nella capitale, per fare quelle cose che sul Lake Piso non si possono: shopping e uscire a locali.
In quanto inesperto, ho lasciato lo shopping alle signore (ad accompagnare la svizzera c’era la tedesca Barbel, qui in vacanza); quanto a locali, le ho condotte a Miami Beach, senza indugi. Piu’ tardi Ute mi ha mandato la foto qui sotto, bella come solo i telefonetti americani le sanno fare. Senza manco il flash…

Da sinistral, Barbel (turista), Kulibali’ (ex child soldier di origini Mandinghe, vende sweet cow meat che arrostisce sulla carriola-forno a carbone), Luca (grafico italiano in cerca di lavoro), DJ Billy (come Kulibali’, un altro frequentatore frequente della spiaggia) e Evans (Keniota cruccofono a capo dell’amministrazione dell’agenzia tedesca per gli aiuti allo sviluppo).
Nei pugni, le famose Large, dell’inevitabile Club Beer, a 400 liberties cad.
Cheers!
Sciopero
January 8, 2019
Al rientro in città, il portatile ha deciso di non accedere più alla rete :(
Dopo un pomeriggio di tentativi infruttuosi, Khaled mi ha suggerito di riformattarlo tutto, nella speranza che si tratti di un contagio; se manco quello funziona, devo trovarmene un altro perché vorrà dire che c’è qualche pezzo rotto…
Che palle! Reinstallare tutti i programmi, le password… con la brutta sensazione che questa schiavitù peggiorerà negli anni.

Due settimane senza troppa elettronica, durante le festività trascorse a Rob’, non mi pongono nel l’umore migliore per affrontare questa scocciatura. Avrei voluto, come sempre, raccontare le giornate fatte di calme passeggiate, di tanta roba raccolta in giro, dei compagni di vacanza, ma per ora – scrivendo solo coi pollici – mi sento un po’ scoraggiato. Ma è stato bello come sempre: mare a temperatura corporea, abbronzatura importante, incidenti minori e cerotti a gogo’, amici nuovi da dappertutto e perfino Baku, il battesimo del jetski, perfino il liscio boero :)
Buon inizio a te, e che tu abbia tempo per tutto, caro/a lettore/ice!
Ma questa sì
January 3, 2019
che la conosco: fever tea, l’erba limoncella più buona che ci sia :)

Finalmente!!!
January 3, 2019
Stamattina sono passati due ragazzini, ciascuno con un bizzarro rametto pieno di fruttini oblunghi.
“Cos’è?” chiedo.
“Mele” rispondono.
A me non sembrano mele, e gli chiedo se posso assaggiare uno, di quelli rossi, ché mi danno l’idea di essere più maturi. La polpa, poca, ha il sapore di dattero, il seme dentro assomiglia a….ma cazzo! Son 10 anni che li cerco, ‘sti frutti! È caffè!!!
Pop me lo faceva assaggiare quando passavamo vicino a una pianta, e ne ho conservata la memoria per mezzo secolo prima di ritrovarlo :)
Ho dato 100 liberties al bimbo per il rametto più maturo, Nisha (la mia vicina di tenda) ha dato loro una vera mela e io mi sono fatto promettere che mi mostreranno la pianta.
Poi ho regalato il rametto a Hugo che, dopo un primo momento di incredulità, si è entusiasmato all’idea di piantare ogni chicco e avere una produzione locale per il ristorante-bar che aprirà. Evviva la coffea liberica :)

Buon inizio
January 2, 2019

Ecco la fine del primo
Saint Steve
December 27, 2018
Non so se sia perché hanno preso solo due dorado invece di sei tonni, come l’altro ieri, o perché il marlin ha spezzato l’amo prima di declinare l’invito a far da cena, ma stasera la combriccola di cacciatori d’alto mare è piuttosto tranquilla.
Quattro Afrikaner e uno sloveno stanno sdraiati attorno alla piscinetta, intenti a scorrere le dita sui propri telefoni, e mi hanno ricordato che lo posso anch’io.
Sono arrivato a rob’ con Nabil e JB in una macchina normale, che abbiamo dovuto lasciare sulla strada buona, mentre Hugo ci mandava a prendere -umani e bagagli – dalla sua jeep: nel tratto in fondo al bosco della strada per arrivare da lui, la macchina normale toccava sotto..
Il giorno dopo ci hanno raggiunti Christoph e Clara, e tutti e 5 eravamo in tre tendine fronte spiaggia; bella compagnia con cui ho fatto passeggiate, nuotate, schitarrate, mangiate e bevute. Nella categoria nuotate, segnalo l’interessante esperienza di fare del body surf in presenza di contro-onde (l’onda sale la spiaggia, prende la rincorsa e torna indietro): permette di fare i salti!! e inutile dire che la temperatura è tanto perfetta che ci si rimane per ore.
Io penso di rimanere qui fino a dopo il primo, e di avere il tempo – nei prossimi giorni – di andare a visitare qualche conoscenza in paese e di farmi l’ormai tradizionale scarpinata fino al bar mouth, una delle mie mete preferite.
Un’altra nella foresta qui dietro, a raccattare qualche altra coppetta per la raccolta del caucciù dalla piantagione abbandonata del fu Moses Cooper: ho scoperto che infilandoci dentro il cellulare usato per riprodurre musica, i bassi ci guadagnano, rendendo un suono più naturale. Quel che chiamo un souvenir utile da riportare :)
Oggi ho anche visto, grazie appunto a questo marchingegno, tutti i miei genitori, tutti i miei fratelli, tutti i miei cognati e cognate e ben tre nipoti. Li vedevo che si congelavano, cosi come il parlato, a causa di una connessione flebile, ma che strano essere nel soggiorno di asiago, con tutti ben coperti e riuniti attorno al tavolo da pranzo, i mobili e i quadri che conosco benissimo a far da sfondo. Mia sorella, probabilmente ignorando l’effetto che avrebbe prodotto in me, ha messo il telefonino di fronte a un vassoio pieno di frutta esotica, che ha attirato la mia attenzione quanto la vista dei loro volti sorridenti: c’erano mele, pere, mandarini…
Beh, buona notte dalla spiaggia silenziosa; io mi andrò a versare un cordiale per poi bermelo in osservazione pre-dormita del frutto della mia giornata: in un cantiere dove tutti san fare di tutto, ho potuto almeno contribuire con quel poco di mano che son riuscito a farmi nel disegno, portando a termine la pittura delle ultime tre sagome di tavola da surf (di una 30ina dipinte da Felicity, la generale manager del futuro lodge importata dal sudafrica) che decoreranno il soffitto del ristorante.



l’oceano ondola
December 13, 2018
da un paio di giorni, con l’inizio della transumanza natalizia, sono iniziate ad arrivare ‘ste onde luuunghe e lente, che – sottospiaggia – si alzano compatte come muri.
Il proprietario del terreno di fianco ne sta tirando su un sacco, di muri; questo impedirà ai ladri di spiaggia di servirsi qui di fronte (non avendo più l’accesso diretto) ma rischia anche di tagliarne la vista a noi. ancora tentativi di risolvere qualcosa che rovinano la vita… non bisogna sempre risolvere le cose, e non con muri!
ma volevo passare di qua per dirti di guardarti questo, che mi ha messo il buonumore nel caffè, stamattina:
eccomi back
December 5, 2018

con la maglietta che mi ha portato Manfred, recante il loghetto che gli ho fatto; anche ricamato, regge bene. bella maglietta, anche, di ottima qualità, fatta in america da una ditta (lo vedo sul pendaglietto/autoadesivo) il cui logo ricorda moltissimo il mio! Lo faccio notare a Manfred, che è d’accordo: uno ha un uccello, l’altro ha un polipo, gocce d’inchiostro al posto dei raggi di sole, ma potrebbero far parte della stessa serie.
Poi, curioso come sono, vado a vedere di che razza di ditta si tratta (grossetta) e capito sul video che racconta la nascita del logo, o perlomeno della sua prima versione (che prevedeva 2 colori; adesso ne hanno uno solo, come me).
Il mio PC ha l’audio che rompe le balle, e dovrei mettere le cuffie per sentire cosa racconta il mio omologo americano, invece lascio correre il video. Si capisce che ci ha lavorato uno studio intero, per non so quanto. E sono così fieri del risultato che ci hanno fatto pure il video.
Io? ho fatto un caffè all’amministratore della LIB.Solar che mi ha detto cosa fanno e che gli servirà un logo. un paio d’ore dopo è decollato da Monrovia, diretto a S. Francisco. Prima di atterrarvici, aveva ricevuto tre proposte e ne ha preso subito una, che non ha più subito modifiche. Come video non ci veniva un granché, hahahaaaaa….
Insomma, questo per dire del grafico.
Per dire del mercato, dirò come fui supplicato d’andare urgentemente a una riunione a 3 con un ministro. ci vado (come dir di no?), e questa persona fa “ci serve uno striscione personalizzato per aprire la marcia del tal giorno. Entro domani a mezzogiorno”. e poi:
“in tutto il mondo, da quando si fa, è stato scelto di colorare la cosa di arancio, ma io voglio adattare il nostro striscione al nostro modo di dire: siamo blu di rabbia…”
so che è inutile discutere, e ascolto il resto: mi fanno vedere quel che un altro grafico ha fatto (dall’uso del fotoritocco immagino si tratti di un nipote in america, che non ha seguito alla lettera le indicazioni del ministro), e io annuso il pericolo.
Dico che con così poco tempo, bisogna accordarsi subito sul risultato finale, e glielo descrivo: fondo arancio, scritte blu, disegno di persona indignata, loghi delle istituzioni coinvolte, stop.
“e la foto del presidente?!?? ci sarà anche lui di fianco a me ad aprire la marcia!”
“non è una donna, non è mai stato violentato, cosa c’entra con lo striscione, su cui abbiamo problemi di spazio con tutto quel testo che volete; e poi ci sarà la sua vera faccia, non serve anche la foto.”
dice che va bene e vado a casa a lavorarci su. il mattino dopo mando il bozzetto all’amico X che lo inoltrerà al ministro Y.
Più sentiti.
Davvero. Più più più più. manco un grazie, un fa cagare, un… qualcosa..
Eppure, a me piaceva!

mica facile.