Le grandi nevicate di questo inverno da anni e anni non si verificavano così copiose e le Dolomiti hanno acquistato un fascino incredibile a raccontarsi per questo ho deciso di fissarlo nelle tante foto emozionanti che qui pubblicherò
PH Mauro Garigliano dal web
Seguiamo le orme di questo amico della montagna che ha la fortuna di dormire sotto le stelle nello scenario fantastico di passo Giau con a fronte visibilissima la Via Lattea
Una notte di Luna piena fa d’oro anche le stalattiti di ghiaccio della finestra che guarda a uno scenario incantato
Al passo SanPellegrino il rifugio Fuciade sembra un’immagine uscita da un sogno
Nelle case appoggiate sui dolci pendii le finestre sono illuminate
S’immaginano fiamme guizzare nei camini accesi
Gli ultimi abitanti di Zoldo nel bellunese si affrettano a tornare alle loro case mentre soffice e leggera cade la neve e gli scarponi scricchiolano sul sentiero

Proviamo ad aggirarci anche noi in questi paesaggi muti incredibilmente suggestivi guardando la neve che s’accumula sui tetti delle case
Un gruppo di gatti si ritrovano per crogiolarsi nel sole❤
Sul suo grande carro dorato il sole s’affaccia in mezzo alle Tre Torri di Lavaredo inondando le cime frastagliate coi suoi raggi rosso-dorati
Si fa più rosato il cielo abbraccia i tetti delle case e i campanili mentre in lontananza le cime dolomitiche si accendono con l’enrosadira

Qui siamo alla Chiesetta del Passo Rolle con il Cimon della Pala che contempla dall’alto e sembra stupito

In questo candore i camosci in fila indiana danno la scalata sui ripidi sentieri in cerca di qualche cespo di erba celato tra la neve…ma vengono anche assistiti e foraggiati dalle guardie forestali che gli fanno trovare grandi mucchi di fieno
Poi stanchi si fermano in poco a riposare
Il paesaggio è quasi da Lapponia mentre siamo a Sappada!😁
E tutto si fa pura Poesia
Vorrei dormire
– indefinitamente –
imitando questo paese
di neve e cristallo
adagiato
sopra un letto di stelle.
Vedi la luna come
– indefinitamente –
sta sospesa, avvolta
nel grembo di una nuvola rosa …
sogna





































































altre la Dea si fa piena e rotonda e si ferma incantata sulla cima della cupola proprio lassù dove la Croce svetta come a fermare il tempo































La denominazionè “ARTE NOUVEAU” venne coniata in Belgio per questo stile conosciuto in Italia anche come LIBERTY o Floreale.È stato un movimento risalente alla fine del sec.XVIII fino agli anni 20 del XIX che ha coinvolto tutte le arti con grandi esponenti,
















































autoritratto del Maestro non di certa attribuizione, mi piace ricordarlo così
.il piccolo borgo di Vinci immerso nella bellezza dei colli e sovrastato dal Castello dei conti Guidi è meta continua di reverente pellegrinaggio per conoscere i luoghi che hanno visto il passaggio di questa Stella luminosa





di cui aggiungo in sequenza qualche altro squisito particolare







Castelluccio non è solo un delizioso antico piccolo borgo ma emozione, luogo magico dove uomo e natura si fondono e ritrovano intatta la loro armonia
posto sulla sommità di un piccolo colle che domina uno dei più vasti altopiani del’Appennino Centrale si raggiunge percorrendo una splendida strada panoramica, giungendo dalla bellissima Norcia che dista solo 28 km.



il microclima della piana è assimilabile a quello della steppa, queste condizioni ecologiche scoraggerebbero molte coltivazioni, eppure sono state superate grazie ad una virtuosa convivenza tra il fattore umano e la natura che ha portato nel tempo ad una selezione di varietà di lenticchie ( lens culinaris )ritenuta la migliore in Europa e ora denominata come “Lenticchia di Castelluccio IPG”
































































avanza nel buio della notte un corteo fiammeggiante di Demoni Caproni sono i Krampus che un tempo tiranneggiavano i villaggi depredando e terrorizzano con le loro maschere orripilante e brandello bastoni e fruste …ma in testa a questo corteo di mostri c’è San Nicola di Bari che con il suo intervento riuscì a sconfiggerli e a riportare la pace fra le montagne

pensate nei tempi antichi quando questi paesini restavano isolati nella neve col buio che incombeva prestissimo e tutto era silenzioso interrotto solo dal fischiare della tormenta…Quali pensieri cupi e superstizioni demoniache potevano destare



Toblacher see,Il lago di Dobbiaco è un piccolo delizioso lago alpino, di origine franosa, a 1.176 m slm Il lago si trova a sud dell’omonimo paese.







tornerò a parlare diffusamente di questi luoghi che hanno un carico di bellezza e storia davvero incredibile, per ora vi saluto con questa immagine di festa…e vi prego non sognatevi i Krampus che poi ve la prendete con me !



e come scorre lieto cantando tra i sassi il fiume Aurino mentre spunta tra un ciuffo di salici in una natura meravigliosa il castello!
la struttura in solida pietra è alleggerita da rivestimenti in legno di cirmolo profumatissimo












(he ! si è fatta infilzare dal campanile di San Marco )



(a San Gimignano è rimasta incastrata tra le torri! )
(a Monteriggioni è un enorme rubino rosso incastonato come sopra una corona delle torri di vedetta del castello )
e questa è la luna più bella a pochi kilometri da casa mia ..vorrebbe dare una spallata alla Torretta degli Upezzinghi e buttarla giù…cucù! )


sulle alte montagne i larici imbiondiscono i loro aghi tracciando una mappatura di sbuffi dorati nell’aria .Santa Maddalena nella Val di Funes si lascia coccolare in quell’abbraccio beato, mentre le Odle attendono con ansia quello candido della neve che le ripari dal gelo










ed ora il saluto dell’Autunno ve lo porge per me col suo delicato colore il colchicum autunnale, un abbraccio e un grazie per la vostra attenzione





















Genova di Barile.
Genova di Corso Oddone.
Questa immagine è il simbolo della tragedia che sta devastando la mia amatissima terra:la Torre degli Upezzinghi a Caprona, perennemente in bilico su una ex cava di pietra, da lassù il ghibellino Dante Alighieri fu l’osservatore fiorentino della battaglia di Cascina combattuta contro i guelfi pisani, riandando a quel ricordo ora la ” Torretta” come la chiamiamo noi pisani, così avvolta dalle fiamme sembra uscire da uno dei suoi gironi infernali

