20 novembre 2024. Oggi scrivo anzitutto per dirvi grazie. Grazie per essere rimasti con noi tutti questi anni, avere continuato ad amare Anna e esserci stati vicini.
La strada che ci ha condotto fin qui non la conoscevamo, e avremmo potuto perderci. E invece, giorno dopo giorno, con Sara e Lea che crescevano, con la forza che veniva dall’amore e da ciò che avevamo costruito nei quindici anni precedenti, siamo andati avanti e abbiamo preservato il nostro desiderio di felicità. Anche nei giorni più difficili e nei momenti più tristi non ci siamo fermati. Anna era con noi e voi con lei e con noi.
Ogni giorno, ogni passo è stato importante per noi. Ripercorrere questi 11 anni non è ora (e non più) necessario. Il nostro sguardo è stato e resta sul presente, come il contadino che vede una pianta crescere, se ne prende cura ogni giorno e sa aspettare che il frutto maturi. Vivere ogni giorno come se fosse il primo. E’ la fiducia con cui iniziamo la giornata ciò che illumina il futuro.
Un anno fa, il 20 novembre 2023, ho sentito che era importante convocare tutti, coloro che avevano amato e conosciuto Anna, e anche quelli che, incontrati dopo, non l’avevano conosciuta se non tramite noi. E’ stata una serata straordinaria, unica, indimenticabile. E’ avvenuto esattamente ciò che volevamo: ritrovarci tutti, con Anna e grazie a lei, per la rimembranza di una presenza, e non di un’assenza. Sperimentare la possibilità di un incontro anche con chi non c’è più, e diventare, in quel preciso momento, un unico equipaggio, un’unica comunità, un unico sentire. Per tracciare una linea e ripartire insieme, senza un prima e un dopo.
E’ giunta l’ora di congedarsi. Non di lasciarsi, ma di imboccare una nuova strada, che è la prosecuzione della precedente, che abbiamo percorso fino in fondo, arrivando qui. Cambiare per diventare sé stessi. Salpare di nuovo per continuare il medesimo viaggio. Il viaggio di Sara. Il viaggio di Lea. Che crescono e diventano donne, e tracciano la loro strada. Il viaggio mio. Strade diverse e un unico cammino.
Imparare e crescere e ad essere veri. Questo è stato il grande insegnamento di Anna, questo è ciò che abbiamo appreso in questi undici anni di strada senza di lei, e ciò che più auguro alle mie figlie, a me, e a tutti voi. E’ in quella ricerca il senso della vita, e nella consapevolezza del viaggio la condizione perché l’avventura sia bella. Perché le persone che incontriamo diventano la fonte da cui prendere e con cui scambiare energia e condividere pezzi di strada.
Grazie per tutto il calore, l’energia e l’amore condivisi in questi anni. E’ anche grazie a questa relazione con voi, sul solco del blog in cui Anna ci ha condotto, che ci siamo accorti della possibilità e della necessità di diventare sempre più noi stessi. Il tempo incede con dolcezza e gentilezza. Sta a noi saperlo accogliere e interpretare senza fuggire o distrarci.
Ritrovare sé stessi per aprirsi agli altri e affrontare la vita con gioia. Cambiare ancora per diventare ciò che si è. E’ il più grande augurio che posso fare a tutti voi, a Sara, a Lea, a me. Con un immenso abbraccio.
Angelo

