Da parecchio tempo penso sarebbe ora di aggiornare “I BLOG E LA VISIONE FIDEISTICA DELLA RETE”, senza blog, naturalmente. Probabilmente con un bel po’ di AI.
Sarebbe bello anche per me capire perché dopo essere stato tra i primi a cavalcare la Rete nel nostro paese mi sia già sentito traumatizzato dall’epoca Facebook (ancora ci rimango, ma sempre con più perplessità) e abbia vissuto un completo rifiuto nei confronti della New Fronteer, della cosiddetta “intelligenza” artificiale. Molto probabilmente a causa delle mie adolescenziali letture fantascientifiche, che hanno quasi sempre messo in guardia dalla sovrapposizione umano/macchina e dalla conseguente, pericolosa competizione. Competizione dell’esito sempre incerto, sempre in bilico. in questo momento, guarda caso, suona il mio defibrillatore, chiedendo attenzione che io non gli sto dando da molte settimane. Per dire che siamo già in relazione con le “macchine”, ma non ancora in competizione. Almeno per adesso.
L’Intelligenza Artificiale mi repelle. Non so ancora spiegare il motivo.
Forse perché ci mette in relazione con qualcun altro: qualcun altro però che non abbiamo scelto, che non conosciamo e a cui ha rubato frammenti di pensiero random. Senza che lui lo sappia nemmeno.
L’IA può creare trappole pericolose.
Se qualcuno su un determinato tema ha scritto stupidaggini c’è il rischio che se tu tu affidi per una ricerca a una AI che pesca nelle sue scempiaggini per dare una risposta a te, la risposta ti rivomiti quella roba lì.
A quanto pare, non si sa perché, può anche INVENTARE delle informazioni che magari non ha preso da nessuno. Inventate di sana pianta, rassomiglianti a possibili, credibili verità.
Per farti credere che sa dare risposte a TUTTE le tue domande.
E tu abbocchi.
E’ accaduto in questi giorni che l’AI sia stata interpellata al posto di una banale ricerca Google e abbia generato la biografia di una persona su cui dovevamo lavorare INVENTANDO di sana pianta la sua partecipazione a un programma televisivo.
Il che ha generato una catena di disguidi e possibili errori. Di tensioni e litigi.
Perciò resto ancora perplesso.
La realtà è già ormai sovradimensionata, in LA VISIONE nel 2003 mi era già chiaro, parlavo di “overload di informazione”.
Dobbiamo sapere troppo, il rischio di errore aumenta e al momento penso non ci servano le panzane inventate da una qualsiasi IA, specie se mescolata con un altro ottanta per cento di informazioni vere, che ci spingono a credere vera anche la panzana.
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