Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

LA MIA VITA SENZA TE

La mia vita senza te:

inquietudini spiccioli di malandata libertà

la mia vita senza te:

un letto vuoto nessuno a cui dire buongiorno

regalare un sorriso prepararti un caffè

la mia vita senza te:

occhi che non vedono

un cuore triste

una speranza spenta

la mia vita senza te:

riconquistare me stesso.

Un passo alla volta, un pugno alla volta, una ripresa alla volta.

Ombre si rincorrono

si tramutano in splendide farfalle colorate

amano poi sfumano nella notte, lenta si serra

Giochi di passioni.

il carnevale

Il tempo in cui rimani bambino

Sorridere di se stessi

per cercare di essere veri

quantomeno credibili, nella teatralità di un quotidiano

dove a tutti

piace indossare una maschera di pacchiana importanza

Ascoltare, poi ascoltare e ancora ascoltare

Alla fine non dissi nulla,

era la prima volta che accadeva,

avevo voglia di dire, di parlare dei miei pensieri

del mio io,

tacqui.

fu il discorso più bello della mia vita.

Accendo una fiamma per illuminare la strada

Prima prendo un caffè

Il fiume scorre negli alveoli di intense memorie

Come un salmone risalgo la corrente

convinto di un consapevole pensiero

che comunque vada ne sarà valsa la pena

Fermo ad aspettare

Restare

Per un sasso pieno di sole

il mare

L’ attesa di un ritorno

Ho dimenticato il mio nome

Non importa, resto

in silenzio aspetto

Hai il cuore gitano

non hai pace

perle di smeraldo i tuoi occhi

non hai pace non ne doni

irrequieta strapazzi il vivere

un vortice di umori, stelle cadenti

bari nella vita, nell’ amore

non ami nessuno nemmeno te stessa

racconti finte verità

rubi nell’anima

Zingara dal cuore di ghiaccio

hai steso le tue carte

predetto il futuro

ora piangi sapendo che barando hai perso

ora piangi ricordando l’amore.

SOPRA LE NUVOLE

ERO NEL CIELO SOPRA LE NUVOLE, VOLAVO

IO CON TE LA SPERANZA DI UN RITORNO

L’ IMPATTO FU DOLCE

POLVERE D’ ARGENTO NEI MIEI OCCHI NEL CUORE

NELL’ ANIMA

IL CALORE DI RAGGIO DI SOLE

UN ABBRACCIO ERAVAMO DI NUOVO INSIEME

NEL CIELO SOPRA LE NUVOLE.

LA TUA ANIMA

Comprendere le proprie fragilità

scuotere la propria predisposizione all’essere

un mondo tragico ci avvinghia

il tempo passato, antichi ricordi di un vivere

lo scorrere lento del fiume

il volume degli interessi sproni di denso egoismo

letali

il calice è vuoto la tavola è sparecchiata

rimane isolata la tua anima

sospingila oltre le nuvole più in alto che puoi

poi sarai certo di avercela messa tutta

lei ti ringrazierà.

Consumismo

Avevo incontrato uno scoiattolo

un giorno nel bosco

avevo creduto di aver visto un re

nessun re, nessuna favola

il bosco non c’è più,

il tempo dei racconti consumato

nell’oblio della ignorante realtà

fumo grigio e emozioni commerciali

robotizzate, in serie

un tre per due permanente

tutto si consuma nell’ attimo di un falso sorriso

come in un spot pubblicitario smontate le luci

rimane un’ immensa desolante finzione

la vita che non esiste più

una stretta di mano,

i valori incastonati nella luce di una storia

di un tempo dimenticato.

chiuso nella valigia di un sentimento migrante.

LA FOTO DI FAMIGLIA

Una tavola, rosso il colore

un giubileo di oneste tradizioni.

Tagliatelle profumavano di festa

il vino nei bicchieri

il sorriso rotondo di mia nonna, il centro del mondo

la composta sobrietà di nonno Zè

una madre infaticabile che non aveva mai tempo

per dire quanto ti volesse bene

tangibile nei suoi quotidiani gesti

mio padre la forza nei suoi interminabili silenzi

l’ irascibilità di Peppe l’ americano e del maresciallo

gli zii con la vena di estrosa follia

le sorelle Maria, Luigina belle nella loro espressione

Emidio mio fratello ribelle nel suo fascino giovane

il rito, il pranzo della domenica

la festa, la famiglia

il sapore del volersi bene, l’amore senza negazioni

sentirsi protetti al sicuro dalle intemperie

tutto ciò era ed è essere figli nipoti nonni

rimpiango quel tempo negli sguardi di quella fotografia in bianco e nero

una naturale unione di cuori e infinità dignità

la mia famiglia l’ educazione del volersi bene

nell’ intreccio dei sorrisi e delle parole mai dette

Con riconoscenza e amore a tutti loro

il boia

Un inutile fuggire, tra rovi, sangue e catene

un pellegrinare stentato ,correre, cercare un rifugio

lontano da occhi violenti, da lame assassine

trovarlo

il tuo carnefice è nel suono di una campana muta

ti guarda lo riconosci

ha la faccia chiusa, gli occhi sono azzurri,

non si vede il mare

non ha un sorriso

l’ amore è scomparso

il tuo boia è li

lo riconosci ora ti riconosci

sei tu…

Niente altro che tu

il velo della vergogna

Lungi da me ogni pretesto pretestuoso

non sono avido, tantomeno di lurido potere

Non ho che te in quel deserto burbero

stretto da sabbia, sudore e odore di capre

rabbia di donne travolte dalla crudele, selvaggia inciviltà

occhi che non vogliono piangere, ma lo fanno

il putrido puzzo di letame,

escrementi, non esseri umani

il velo, le torri, simboli fallaci

storie che non si possono, non si devono raccontare

giovane, fugace, luminosa

trafitta dalle arroganze codarde dall’ uomo sudicio

non c’è pace, non c’è dignità

tanfo e fango

un presente oscuro

gocce di sangue

disegnano un futuro di sofferte speranze

vivi donna, ma si attenta

vivi, non sottometterti

il velo della vergogna cadrà

nella tua bocca fiorirà un sorriso

i tuoi occhi brilleranno

e tu sarai bella meravigliosamente viva.

A Mahsa Amini e a tutte le donne costrette a subire

non vogliono, sono stanche e non accettano i violenti soprusi

ALLA LORO RIBELLIONE.

NON HO

Non ho nulla da dire

per questo scrivo parole inutili, ferite.

Sotto una pioggia qualunque

cerco qualcosa, qualcuno o forse niente

Respiro e mi bagno, sono fradicio

il fuoco a casa è spento nessuno l’ha accesso

la chitarra è silenziosa nessuno la suona

il letto è vuoto nessuno ci ha dormito

nessuno si è amato

la rosa appassita, le sigarette fumate

non c’è cuore, non c’è casa

e la pioggia continua a cadere

non c’è cuore, non c’è casa

qualcuno ha spento le luci

esco senza far rumore

come un sonnambulo incespico in vicoli scuri

vago inseguendo un’ alba

non ho cuore, non ho casa

Una speranza sconfitta

Le giornate dilatano il respiro,

il blu nel cielo tentenna nello spegnersi

irrimediabile la mancanza del tuo vivere, del tuo essere vicino a me

inesorabilmente sempre più tendo a tingermi di grigio,

affogo tutto nel fondo dell’ anima

provo a intonare un motivetto,

ricordo una corsa su di un improbabile motorino

qualche lacrima si suicida,

sulla mia maglia di cotone azzurro

Cristalli opachi

Sfumato il riflesso, la città dormiente in basso al mio sguardo

lamenti e sofferenza

solitudini s’ incrociano

la paura di essere soli, nani abbandonati al vuoto di esistenze

che a volte appaiono scontate, fin troppo banali

noi illusi, incatenati da dogmi disparati

dagli amori frantumati, inventati

da un cuore famelico in perpetua ricerca della tenerezza mancata.

Siamo qui.

Le luci lontane schiumano, avvolte dal velo nero della notte

rammarico e sofferenza

neutra speranza.

Una giornata lenta sovviene, come il rumore dei carrelli viaggianti nei corridoi

fuori il cielo è smarrito

ci sarà ancora un fiume che traghetterà la sua acqua al mare

e noi anime inquiete aspetteremo come cristalli opachi

un giorno di sole

CIN CIN

BUON ANNO A VOI CHE SIETE ANCORA QUI

A QUELLI HO AVUTO IL PIACERE DI CONOSCERE

UN BRINDISI CON VOI PER VOI

BUONA FORTUNA.

UN PENSIERO SPECIALE ALLA MAI DIMENTICATA IVANA.

Il vento trascina il tempo

che nella furia del destino lascia dei vuoti incolmabili.

Siamo naufraghi nella nostra esistenza che perde inesorabilmente pezzi

Il mare, le noccioline sgranocchiate sul molo.

Sapori di mela fumata,

culture si osservano,

balli remoti danzatori esausti.

Pensieri arroganti, robe di oggi.

Tutto cambia nell’ immobilità dell’ attimo,

ciò che resta è polvere, in un remoto magia,

il vento trasforma il resto.

Sospiri nella cantilena della vita.

Il mare le sue onde

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