Lungi da me ogni pretesto pretestuoso
non sono avido, tantomeno di lurido potere
Non ho che te in quel deserto burbero
stretto da sabbia, sudore e odore di capre
rabbia di donne travolte dalla crudele, selvaggia inciviltà
occhi che non vogliono piangere, ma lo fanno
il putrido puzzo di letame,
escrementi, non esseri umani
il velo, le torri, simboli fallaci
storie che non si possono, non si devono raccontare
giovane, fugace, luminosa
trafitta dalle arroganze codarde dall’ uomo sudicio
non c’è pace, non c’è dignità
tanfo e fango
un presente oscuro
gocce di sangue
disegnano un futuro di sofferte speranze
vivi donna, ma si attenta
vivi, non sottometterti
il velo della vergogna cadrà
nella tua bocca fiorirà un sorriso
i tuoi occhi brilleranno
e tu sarai bella meravigliosamente viva.
A Mahsa Amini e a tutte le donne costrette a subire
non vogliono, sono stanche e non accettano i violenti soprusi
ALLA LORO RIBELLIONE.