CARO BLOG

Nn ti ho dimenticato, anzi, ma questo ultimo mese è stato alquanto impegnativo.

Ho dovuto aiutarmi a superare delle crisi, dei pensieri pesanti e ingombranti, mi sono dovuta concentrare su di me, per tenere le energie per tutti gli inghippi che giorno dopo giorno si presentavano, tutti sull’attenti e tutti pronti a sgomitare l’uno con l’altro per primeggiare.

Era inutie che spingessero, che urlassero, li avevo tutti ben presenti, uno dietro l’altro, come perfetti soldatini pronti a sparare a zero sulle mie scarse dfese mentali.

Ho attraversato dei momenti e dei giorni bui, pesanti, difficili da descrivere, tanto era la confusione che creavano, tanto era il disordine che portavano dentro di me.

Facevo fatica a capire come muovermi, da dove cominciare, era difficoltoso anche solo prendere una decisione banale, era difficile anche solo pensare a cosa mangiare a pranzo o a cena.

Ho viaggiato per un mese intero sempre con il fiato corto, sempre in bilico, sempre chiamata a risolvere, a sostenere, a curare, a risolvere problemi, intermediare fra i vari componenti della famiglia.

E io sempre lì in mezzo , in bilico, sempre con l’ansia di non sapere cosa mi avrebbe riservato il giorno dopo, ma anche solo l’ora successiva a quella che stavo vivendo.

Caro blog, ques’anno sei diventato maggiorenne e sei sempre stato nei miei pensieri buoni , in un angolo dove ripongo quelle cose e quei pensieri che mi sollevavano un momento.

Caro blog, ti vorrò sempre bene.

Giornate e momenti

Sono giornate impegnative, è un molto che dura da troppo tempo.

E’ un lasso di tempo troppo lungo ed impegnativo per le mie risorse ed energie.

Si va avanti, a volte a muso duro, a volte spazzando via le lacrime, d’altronde non si può fare diversamente.

Non posso permettermi di gettare la spugna, debbo contiunare a guardare avanti con lo sguardo fermo e brillante.

Non posso permettermi di cedere, di farmi sopraffare dalla sfiducia, perchè debbo fare mantenere la fiducia a chi mi è al fianco, a chi si trova in prima linea.

Le maniere per andare avanti ci sono, anche se a volte la fiducia mi gira le spalle, anche se a volte la fatica fisica e mentale la fanno da padrone.

La mia voglia di avere tutto sotto controllo, che tutto funzioni per il verso giusto, la stanchezza per mantenere un certo equilibrio e distacco si sta facendo impegnativa.

La mia mente che continua sempre a prefigurare gli scenari futuri, a porsi domande sul domani, guardando alle date che si avvicinano e non sapere come gestire questa ansia da incognita, questa ansia dal non avere nessuna certezza, è gravoso, per una persona che, come me, vorrebbe già avere tutto pianificato da qui a natale, è come camminare sul filo del rasoio, con la paura che alla fine si prospettino solo gli scenari più brutti.

Debbo convivere con questo carattere, con questa smania di avere sempre la strada spianata davanti, cosa impossibie, perchè la vita non è una strada perfettamente asfaltata e in pianura.

La vita è una strada con pianure, discese, salite, asfalti come biliardi, buche e avvallamenti.

NERVOSISMO

Ultimamente la fa da padrone, perdo facilmente la pazienza, sono nervosa ed irrequieta.

La situazione si sta facendo pesante, è tanto tempo che stiamo lottando, lavorando su questi effetti collatrerali

Sono 17 anni che andiamo avanti, ma negli ultimi anni la situazione GIST si è fatta complicata, pesante da gestire, gli effetti collaterali sono sempre più impegnativi, ed i medici continuano ad andare per tentativi, a rimodulare la terapia su di lui personalmente, cercando di rendere la qualità di vita migliore, compatibilmente con tutta la situazione.

Dobbiamo convivere con gli effetti collaterli, dobbiamo convivere e non perdere la fiducia nei tentativi, dobbiamo provare ad avere una qualità di vita il più possibile normale nonostante tutto.

La qualità di vita…un miraggio, a volte sembra di averla acchiappata, ma poi fugge a gambe levate e noi rimaniamo lì, a hjiederci se era vero o se era solo una illusione che ci eravamo creati per respirare un po’, per alleggerire i momenti critici.

UP AND DOWN

come su un ottovolante, come su di un rollercoaster.

Ci sono delle settimane piatte, quasi noiose (rarissime comunque) e settimane frenetiche, che tolgono il fiato e ti fanno chiedere come riesci ad incastrare tutto.

Visite, esami, controlli, parole di conforto, parole che gettano in un baratro senza fine, che però vanno dette per riuscire ad avere un quadro completo e tentare di gestire al meglio gli effetti collaterali, l’umore e il nervosismo.

Ci sono momenti in cui sono indecisa se scappare o se fingermi morta.

In tutto questo delirio di visite, esami, controlli, soluzioni da cercare di giorno in giorno, c’è la solita ancora di salvezza: leggere.

La passione per la lettura non mi ha mai abbandonata, anzi negli ultimi mesi si è fatta avanti prepotentemente, mi aiuta, quando riesco a mettere il naso dentro ad un libro, rinasco, mi ritrovo, so di farmi un bel regalo e, quando vedo tutto che crolla attorno, mi fermo un attimo e apro il Kindle e leggo, leggo, leggo.

Leggere la mia idea di paradiso.

Leggere la mia idea di salvezza, di relax.

Leggere la mia idea di regalo fatto a me stessa.

Leggere che aiuta.

CI VUOLE TEMPO

ci vuole tempo, pazienza e non sentirsi soverchiare.

Soverchiare da tutto e da tutti.

Non so fino a quando le mie spalle potranno reggere.

Mi sento stretta fra mille impegni, mille cose da fare, mille appuntamenti da ricordare, da segnare in agenda da aggiornare, da incastrare l’uno con l’altro, con sempre la paura, il timore di sbagliare, di mancare ad una visita o ad un esame.

Mi dicono che debbo cominciare a delegare, ma come faccio a delegare ad una persona che non si ricorda dal naso alla bocca?

Come faccio a delegare, quando vedo che, anche nelle cose più banali, da solo non cava un ragno dal buco?

Come faccio a delegare tutte le pratiche che riguardano la sua salute?

Come faccio a delegare quando per anni ho fatto io, prchè lui lavorava, mentre io ero a casa e potevo, ma mai andavo a pensare di trovarmi stritolata in un ingranaggio tale.

Ultimamente avrei solamente voglia di piangere, urlare e prendere a sberle qualcuno.

Sono stanca….ma poi passa

UN MIO PROBLEMA

Stamattina abbiamo cercato di sviscerare un mio grosso problema, un problema che mi causa ansia e cali d’umore.

Il mio problema più grande è quello di voler avere tutto sotto controllo per poi poter intervenire, magari a sproposito o senza che mi venga richiesto, per appianare, mettere tutto in ordine secondo le mie idee, in maniera che tutto fili liscio e non mi crei problemi, pensieri o ansia.

Ma la cosa non è fattibile, non può e non deve funzionare così, perchè la vita, purtroppo, è fatta di alti e bassi, non può essere sempre tutta rose e fiori, non posso entrare nella vita degli altri e gestirla a modo mio.

Non posso e non debbo, perchè ognuno di noi è un mondo a sè stante, ognuno con il suo carattere e il suo modo di vivere e pensare.

Ognuno di noi vive il momento attuale della vita secondo le sue esigenze e la sua età, non posso di certo pretendere che il mio modo di pensare e vivere possa andare bene per chi è più giovane di me o più anziano.

Ognumo di noi è frutto dell’età e del mondo che ha vissuto durante le varie fasi della vita.

Però io avrei voglia che le bocce si fermassero un po’, che per un po’ andasse tutto bene, filasse liscio e tranquillo, quasi noioso.

Avrei voglia di noia e banalità per un lasso di tempo tanto lungo da farmi pregare che qualche scossone arrivasse a muovere di nuovo le bocce.

Debbo pensare, elaborare, riflettere su questo, trovare la maniera di riposare la mente, trovare la maniera di focalizzare i miei pensieri ed energie su una cosa alla volta, dovrei cominciare a pensare a mollare le redini e godermi la vita con quel che posso ricavare di giorno in giorno, con quello che ogni giorno di buono c’è dietro l’angolo.

Debbo riposare la mente.

CANZONE

Andiamo avanti fra alti e bassi, anche se neggli ultini giorni alcune cose stanno facendo propendere l’ago della bilancia verso il meglio.

A me bata poco per non farmi fagocitare dall’ansia, mi basta che mia figlia e la Tata siano serene, non chiedo nulla di più.

Penso di avere abbastanza pensieri pesanti con LaMiaMetà. e e loro evitano di mettere sul iatto il carico da undici, è tutto più sopportabile, meno fatioso.

Quano loro due sono a posto, le spalle si alleggeriscono.

Basta poco perchè sia Ora meglio di prima

DISCESE E RISALITE

Sono queste giornate di rabbia, di nervosismo, a cui si alternano tranquillità e menefreghismo.

E tutto un salire e scendere.

Spesso sono salite con una pendenza a due cifre, ma si sa che dopo una salita c’è sempre una discesa, peccato che queste durimo poco e non siano seuite da tratti pianeggianti.

Basta poco per inerpicarsi verso il Mortirolo, una parola, un profumo, il tono della voce, e tutto precipita e comincia la fatica del non farsi sopraffare, del pedalare per riemergere dal pantano nel quale mi sento sprofondare,

Ed in questo momento la situazione è più pesante e malmostosa dello scorso anno, si sono aggiunte nuove condizioni, le vecchie circostanze si sono evolute in maniera inaspettata,non sono evolute nella maniera in cui speravo, per avere un minimo di tranquillità.

Debbo farmene una ragione, la vita, la vita non è tutta in pianura, non tutta rose e fiori…..dovrò parlarne con chi mi tiene per mano in maniera che io, prima o oi riesca a fare quel piccolo passo avanti per acettare la situazione.

Intanto vediao coe butta nei giorni a venire.

QUANDO TUTTO SEMBRA

Che tutto vada al meglio, arriva sempre la tegola che scombina tutto e ripiombo in un baratro nero di ansie e pensieri.

E nessuno sembra voglia fare nulla per evitare tutti quest sobbalzi.

Anzi, nessuno fa assolutamebnte nulla.

Ci sono persone che sono peggio della tempesta, che quando arrivano,fanno solo danni.

In particolar modo una persona.

questa persona è riuscita a rovinare la vita a suo figlio, a mia figlia, alla Tata e a me.

E io sono stanca, stufa marcia di pagare le conseguenze dell’egoismo, dell’ignoranza degli altri.

Io sono stufa marcia di combattere per tutto e tutti.

Io vorrei che tutto cominciasse ad andare dritto, che la vita cominciasse ad andare dritta ed in piano, non che io, per colpa di altri, debba sempre scalare il Mortirolo.

Lo so benissimo anch’io che la vita non sempre è rose e fiori, ma credo che almeno dall’esterno, non mi merito di continuare a tribolare.

Credo che abbia già abbastanza da tribolare con LaMiaMetà e non per colpa di suoi capricci, ma per colpa di un tumore che non molla l’osso.

Io credo che se qualcuno non comincia a crescere, a maturare, potrei anche prendere una decisione drastica.

Io sono stanca di svegliarmi tutte le mattine in preda all’ansia al pensiero di quello che potrebbe succedere in giornata.

Sono stanca di non poter avere una giornata piatta, piana, noiosa e senza scossoni.

Scossoni fatti di incomprensioni fra madre e figlia, di scelte sbagliate fatte tempo fa, di persone che si sentono abbandonate e messe in secondo piano, per colpa di altre persone che non meritano nulla.

Sono stanca.

PROVIAMO

Siamo rientrati da un paio di giorni, ma il vortice medici e visite si sta facendo avanti, ma proviamo a mantenere la tranquillità montanara.

E’ stato e lo è tutt’ora un periodo diffcile e faticoso.

Ad inizio giugno LaMiaMetà nel fare uno sforzo si fratturato due vertebre, naturalmente l’assunzione di un farmaco antitumorale non aiuta la ripresa e la formazione del callo osseo.

Ma il peggio stato a metà luglio, quando dopo una serie di accertamenti ad una zia stato diagnsticato un tumore al pancreas.

Il mondo si fatto buio, non ho avuto il coraggio di chiedere a mia cugina cosa abbiano deto effettivamente i medici, ma i dubbi ci sono e la paura anche.

E’ la zia con la quale andavo sempre al mare, la zia che mi ha insegnato a ballare, la zia che mi faceva sempre ridere quando facevo chemio.

Adesso le parti si sono invertite, sono io che debbo sostenere lei e farla ridere.

Ci metterò tutto l’impegno, tornerò ad indossare la maschera di quella che fa ridere, anche se dentro sento tanto freddo.