Oggi 19 gennaio… non 18….e quindi voglio raccontare del mio “fantastico 18”.
Non so se ritenermi superstiziosa ma…. strada facendo, mi sono curiosamente accorta che gli avvenimenti peggiori, nella mia vita, sono collegati ad un 18.
Primo fra tutti un bruttissimo incidente, 18 gennaio 1981, nel quale, da condotta, ho riportato la rottura della C7 (ultima vertebra cervicale e D4,5,6,7)… non male vero? 48 ore di prognosi, e mesi da incubo… a giugno … ritornata alla vita. Ma di questo magari parlerò un’altra volta.
Beh, ieri mattina mi sveglio per tempo, provo la febbre e quell’alterazione che a giorni alterni mi prende… c’e’. Cominciamo bene, mi dico.
Alle 11 infatti devo essere al S. Orsola a togliere i punti (forse)..
Vabbè.
Rasserenata dal fatto che non nevica (durante la notte avevo immaginato scenari da film) vista l’allerta dato dalla protezione civile, mica da mia nonna…
Con relativa leggerezza io e mio marito siamo in autostrada… tempo sereno… ma perfidamente si affaccia un pensiero: è il 18 gennaio, la data che detesto… vabbè, speriamo bene.
Arriviamo a Bologna, discussione con il “casellante”per farmi accedere con l’auto davanti al portone per consentimi di scendere e non fare km di strada ( e come faccio????).
Indosso, a fatica il mio piumino e quel santo di mio marito scende dall’auto, mi apre la portiera e mi accompagna alla porta. 5 passi di numero, infatti non indossa neppure il cappotto, in quanto deve spostare immediatamente l’auto…
Che è successo in quei 5 passi???????
Furto con destrezza: spariti, nell’ordine: cappotto con annesso portafoglio, con annessa carta di credito, bancomat, soldini ecc…, telefonino, e udite udite… chiave dell’auto!!!!!
Mi ero quindi appena seduta sulla sedia in attesa del mio turno… che vedo mio marito VIOLA rientrare a raccontare, incredulo, il fattaccio.
Ieri a Bologna la temperatura si attestava su 2, 3 gradi …. Forse Giorgio dalla rabbia non sentiva neppure freddo ma… freddo c’era a stare in camicia!!!
Nell’ordine: bloccate le carte in banca, bloccata la sim…. Telefonato all’assicurazione…. Uno strazio.
Chiamato il carro attrezzi che ha riportato l’auto a Ferrara (ovviamente la chiave sostitutiva non si è trovata) e per avere la nuova servono 2,3 giorni (sono quelle elettroniche).
Mentre mio marito, in qualche modo sbrigava queste incombenze, aiutata da mia figlia ( che era a casa a Ferrara), io aspettavo il mio turno per togliere i famosi punti (forse).
Si presenta una emergenza e il chirurgo è chiamato in sala… allora l’infermiera chiama uno specializzando (che fortuna vero?), il quale mi fa domande che non mi rasserenano e decide di togliere i punti, tutti.
Dottore, mi sento dire… m a non me la guarda PRIMA la ferita? E poi, in genere non si toglie un punto si e uno no?
Lui, dall’alto di non so cosa mi dice… ora guardo. (Aveva già deciso prima di aprire il cerottone, mannaggia)
Toglie finalmente il cerottone e vedo, pure io , da ignorante, una ferita pulita, non rossa… anche se molto spessa, speriamo bene).
Ovviamente conferma di togliere tutto (ora però può avere un senso, ma ormai la fiducia era ai minimi storici)… Toglie il primo punto e…. AHHHHHHHHIIIIIIIIIII… lui indietreggia… Dottore mi ha preso “la ciccia”. Ma che dice?, mi risponde… mi sollevo e vedo, oltre al pizzicotto anche un poco di sangue… divento meno educata… e lui un poco più attento..
Tutti gli altri punti vengono via senza particolari problemi se non con il consueto fastidio…
Finalmente esco e, in sala di attesa, attendo che quel compassionevole di mio cognato, da Ferrara venga a prendermi per riportarmi a casa (le vibrazioni del treno non mi hanno invogliato a prendere il mezzo).
Voglio che trascorra velocemente questo 18……..come darmi torto???
E intanto mi sento come una tartaruga senza guscio…